Una delle urne ritrovate dai carabinieri

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Lo scavo di Elce ha regalato un’altra sorpresa agli studiosi del Museo archeologico nazionale di Perugia. Lì una ditta edile, dieci anni fa, nel corso dei lavori per la realizzazione di una villetta trovò per caso un ipogeo completo con 23 urne della famiglia etrusca dei Cacni e un corredo funebre di circa 300 pezzi. Un vero tesoro trafugato, finito sul mercato nero e recuperato dai carabinieri alla fine di giugno con l’operazione «Ifigenia». Nello scavo dove è stato fatto uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi decenni per quanto riguarda l’arte etrusca, oltre all’ipogeo dei Cacni è stata trovata, in un angolo del terreno, un’altra piccola tomba quasi intatta con sei urne.

L’OPERAZIONE IFIGENIA E I BENI RECUPERATI

La mostra La soprintendenza per i beni archeologici, che mercoledì ha presentato a Perugia l’allestimento di un Telamone appena restaurato e sistemato nel chiostro di San Domenico, conta di fare il punto sui risultati raggiunti con una conferenza stampa entro l’anno. Per quanto riguarda invece i pezzi recuperati dai carabinieri, è assai difficile pensare ad un loro allestimento definitivo a Perugia prima del 2014. Prima infatti (le trattative sono alla fase conclusiva) dovrebbero essere i protagonisti di una mostra che si conta di allestire alle Scuderie del Quirinale. Terminata questa, dovrebbero arrivare a Perugia.

LO SCAVO DI ELCE

Ci servono spazi Al Museo archeologico c’è però da fare i conti con la carenza di spazi. Come fatto in altre occasioni, il soprintendente Mario Pagano è tornato a chiedere il trasferimento di una parte dell’Archivio di Stato in una struttura più moderna, così da avere più metri quadri a disposizione: «In più – ha detto mercoledì nel corso della presentazione del Telamone – ho chiesto ai monaci domenicani di cederci i sotterranei. Siamo in attesa di una risposta». In quell’area potrebbero trovare ospitalità le urne dei Cacni e anche i pezzi che fanno parte proprio della collezione dei domenicani e che sono testimoni di una parte importante della storia tardo-antica e medievale della città.

IL TELAMONE AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI PERUGIA

Il futuro Nel futuro del Museo c’è però anche altro. Tra i progetti c’è infatti quello di ampliare la sezione di numismatica, con le serie della città di Perugia dal 1200 che si sono arricchite attraverso recenti acquisizioni. Da Ancona poi, dove sono da moltissimo tempo, come ha annunciato il soprintendente torneranno i reperti preistorici più antichi dell’Umbria che arrivano dallo scavo effettuato sul monte Peglia. Tutte iniziative che dovrebbero essere presentate entro la fine del 2013.

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