di M.Alessia Manti
Il vulcano lab, la camera pulita, i nanomondi, il laser nel cuore della materia, la chimica delle opere d’arte, il tetto di stelle da osservare al planetario e un viaggio in minimetrò con i giovani ricercatori di Famelab. Sono solo alcune delle iniziative riservate da «Sharper, la Notte Europea dei Ricercatori», in programma a Perugia venerdì 26 settembre. Una festa in cui intrattenimento e informazione si mescolano e creano attività dedicate a scienza, innovazione e tecnologia.
Da Perugia a L’Aquila e Ancona Con un cartellone composto da più di trenta eventi e quindici spazi tutti distribuiti nel cuore della città, Sharper sarà la notte in cui più di cinquanta ricercatori dei dipartimenti dell’università degli studi di Perugia cercheranno di creare un ponte di collegamento con i cittadini, «capace di farli dialogare per immaginare e costruire il futuro delle città«. Un ponte che unisce il capoluogo umbro a altre due città, L’Aquila e Ancona. «Sharper – ha ricordato Leonardo Alfonsi, presidente di Eusea, European Science Events Association durante la conferenza stampa di presentazione a palazzo dei Priori – è un’iniziativa di dimensione europea che va ad affiancare le altre 300 che si svolgono in contemporanea in altrettante città». E infatti Perugia è capofila e coordina l’evento che si svolgerà in contemporanea nelle altre due città.
Progetto corale Un appuntamento in continua crescita – che spegnerà la sua decima candelina nel 2015 – e un progetto che può vantare una partecipazione corale che coinvolge l’università di Perugia, la cooperativa Psiquadro, la sezione perugina dell’istituto nazionale di fisica nucleare, il media universitario Radiophonica, il canale scientifico dell’agenzia Ansa e la fondazione Perugia2019. Sharper, in programma dalle 17 alle 24, vuole creare attorno al mondo della ricerca una festa in cui intrattenimento e informazione scientifica si mescolano. Racconta il desiderio che accomuna ricercatori e cittadini di raggiungere risultati di eccellenza che migliorino la qualità della vita di ognuno. La ricerca dell’eccellenza condivisa è il filo conduttore di un nutrito programma di appuntamenti divulgativi che contemporaneamente di svolgeranno nelle tre città.
Dipartimenti a porte aperte Un’edizione che comprende una lunghissima serie di appuntamenti che si articolano lungo due specifici binari. Il primo è quello dell’esperienza diretta del lavoro quotidiano del ricercatore. Ed è per questo che alcuni dipartimenti dell’università apriranno al pubblico le porte dei loro laboratori. «L’Università è orgogliosa di questa manifestazione e i nostri ricercatori – ha spiegato durante la conferenza stampa di presentazione Andrea Velardi, delegato del rettore dell’Ateneo perugino per la diffusione comunicazione della cultura scientifica – saranno dei veri e propri artisti, per far sì che la scienza e la ricerca diventino un divertimento e uno spettacolo per animare la città e trasformare la notte in una festa».
Dialogo fra più mondi Il secondo binario, invece, è quello del confronto e del dialogo. Giuristi, medici, biologi, matematici, letterati, ingegneri, chimici, agronomi, naturalisti e veterinari scenderanno in strada per dialogare direttamente con i cittadini. A fare da ponte tra questi due mondi saranno le passioni, la loro condivisione e un linguaggio pop che permetterà di abbattere tecnicismi e barriere. E’ anche per questo che, come ha ricordato Arnaldo Colasanti, direttore artistico di Perugia 2019, Sharper è «un modello centrale della candidatura a capitale europea della cultura».
Una notte… di corsa Un insieme di spettacoli, incontri, performance, giochi e appuntamenti conviviali animati da ricercatori ed esperti comunicatori per un pubblico di tutte le età per animare il centro storico che, per l’occasione, ospiterà anche la «European Run Night», la prima corsa podistica in notturna per le vie del centro storico del capoluogo umbro. E’ dedicata ai ricercatori ma aperta a tutti gli appassionati della corsa. «Questo evento è l’orgoglio di Perugia – ha sottolineato il sindaco Andrea Romizi – E’ un modo intelligente per dare visibilità a ricerca e ricercatori e mettere in evidenza componenti importantissime per la città».
