Il Teatro Morlacchi

di Daniele Bovi

Il ‘Morlacchi’ sarà la casa del Teatro stabile dell’Umbria almeno per altri tre anni. Nei giorni scorsi infatti palazzo dei Priori ha rinnovato la convenzione, in scadenza il 31 dicembre, che disciplina i rapporti con l’istituzione culturale presieduta da Brunello Cucinelli e diretta da Franco Ruggieri. Il Tsu continuerà a gestire la struttura accollandosi tutte le spese (all’incirca 700 mila euro all’anno), dal personale alle utenze fino alla manutenzione ordinaria, mentre quella straordinaria resta in capo al Comune. Palazzo dei Priori potrà usare la struttura per 52 giorni all’anno (più quelle necessarie a prove e montaggi e altre «per improvvise necessità») allo scopo di allestire «spettacoli propri o di associazioni culturali di rilevanza nazionale e internazionale». Il Tsu poi, al quale spettano gli incassi, potrà decidere di concedere la struttura per altre iniziative e si impegna a produrre e presentare al pubblico, nel cartellone di prosa pensato, almeno uno spettacolo ogni due anni.

Lo strappo Al Morlacchi nel corso del tempo si sono spesso tenuti gli appuntamenti dell’Accademia del donca, guidata da Sandro Allegrini (una delle 90 personalità del mondo della cultura che nei mesi scorsi firmò un appello pro Boccali) e ora in rotta con la nuova amministrazione. «Cessa da oggi la collaborazione col Comune di Perugia» scrive Allegrini che poi aggiunge «una precisazione dovuta: non corrisponde a verità la circostanza, asserita dall’assessore Severini, circa un’approvazione parziale del programma per il solo 2014, salvo ridiscutere la programmazione del 2015. Le cose non stanno affatto così: il programma, da me presentato nel mese di agosto, fu approvato, com’è logico, nella sua interezza».

Lo strappo L’associazione culturale che da anni cerca di divulgare e promuovere la peruginità, ha tenuto nel corso del tempo appuntamenti settimanali e «avanzare ora riserve o proporre riduzioni è pretestuoso». «Ipotizzare ragioni “altre” – conclude poi Allegrini – non mi pare rispettoso: ho sempre operato in piena autonomia e non ho tessere né appartenenze: non è nel mio stile». Lo strappo però non pare definitivo dato che l’assessore Severini in una nota ha chiesto un incontro e ha ribadito «come peraltro comunicato già da tempo al dottor Allegrini, la propria volontà, condivisa con il sindaco, di proseguire nei rapporti con l’Accademia del Donca. Nessuno ha mai parlato di interruzione quanto piuttosto di necessità di contenimento dei costi, come purtroppo le casse comunali impongono in più settori». Costi che, per quanto riguarda l’Accademia, ammontano a meno di diecimila euro all’anno.

Twitter @DanieleBovi