di Danilo Nardoni
Celebrare Raffaello a Perugia, e più in generale in Umbria, significa anche in un certo senso rammaricarsi. Delle dodici opere “umbre” da lui realizzate infatti, attualmente ne restano solo due. Tra queste il capolavoro conservato presso la Cappella di San Severo, unico quindi ancora presente in città. L’idea allora alla base della celebrazione perugina «è quella di mettere in piedi iniziative per cercare di ovviare a questa assenza». Così è stato presentato – mercoledì 19 febbraio con una conferenza stampa nella sala della Vaccara di Palazzo dei Priori – questo «legame profondo», tra una città e un grande artista, da ricordare e omaggiare comunque. Anche il capoluogo umbro si prepara quindi a festeggiare i 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio con un ciclo di iniziative, non solo espositive, dal titolo ‘Perugia celebra Raffaello’.
Iniziative ed eventi Tre le mostre, ma poi anche eventi, laboratori, convegni, conferenze ed incontri con un itinerario – da aprile e per tutto il 2020 ed oltre – che coinvolge alcune delle più importanti realtà culturali cittadine e tocca vari luoghi della città: il tutto attraverso opere d’arte e realtà immersive multimediali per ripercorrere i primi passi e le tappe della pittura del grande Maestro di Urbino che a Perugia ha svolto una parte significativa della sua formazione e realizzato numerose e importanti opere. Ampio spazio verrà anche dato alla nascita del mito e all’eredità lasciata da Raffaello dal XVI al XX secolo.
Coordinamento Le iniziative, coordinate dall’Assessorato alla cultura del Comune di Perugia con il supporto della Fondazione CariPerugia Arte e della Fondazione Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, fanno parte del ricco programma di celebrazioni ‘Raffaello in Umbria’ coordinato dal Comitato organizzativo regionale e annunciato a fine gennaio dall’assessorato alla cultura della Regione Umbria. A ricordarlo è stato l’assessore Leonardo Varasano, affiancato nel tavolo dei relatori da Cristina Colaiacovo, presidente CariPerugia Arte, e Mario Rampini, presidente dell’Accademia.
Le mostre Tre quindi in totale le grandi mostre che hanno ottenuto anche il logo del Comitato Nazionale istituito dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo. Si comincia ad aprile con ‘Raffaello in Umbria e la sua eredità’ (8 aprile – 1 novembre) a Palazzo Baldeschi, «per un percorso espositivo originale – ha spiegato Cristina Colaiacovo – che coniuga una suggestiva parte multimediale, con straordinarie immagini immersive, ad una prettamente espositiva». Con quest’ultima sezione che si intitola ‘L’Accademia di Belle Arti di Perugia e Raffaello: da Minardi e Wicar al Novecento’. A giugno sarà la volta di ‘Fortuna e mito di Raffaello in Umbria’, mostra promossa dal Comune di Perugia e curata anche questa da Francesco Federico Mancini, che verrà realizzata presso il Museo civico di Palazzo della Penna. L’evento espositivo, che resterà aperto fino a settembre, intende ripercorrere la fortuna e il mito dell’urbinate attraverso dipinti, incisioni, disegni, ceramiche e vetri dipinti. Dal 3 ottobre al 10 gennaio 2021 la Galleria Nazionale dell’Umbria propone infine ‘La fortuna della Pala Baglioni di Raffaello nelle copie perugine’, una mostra curata dal direttore Marco Pierini e da Veruska Picchiarelli e dedicata alla fortuna dell’opera più importante dipinta dal pittore per Perugia: la pala ultimata nel 1507 per la cappella della famiglia Baglioni in San Francesco al Prato, trafugata nel 1608.
Realtà coinvolte ‘Perugia celebra Raffaello’ oltre alle tre mostre – è stato infine sottolineato – comprende iniziative dell’Università degli Studi di Perugia, dell’Università per Stranieri, della Fondazione POST – Perugia Officina per la Scienza e la Tecnologia e della Fondazione Orintia Carletti Bonucci, che hanno messo a punto una serie di incontri, conferenze ed eventi per conoscere più da vicino Raffaello, la sua storia e la sua pittura. A vario titolo sono coinvolti nel ciclo di iniziative anche la Soprintendenza Archeologica, di Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche, l’Archivio di Stato di Perugia, il Museo del Capitolo della Cattedrale di Perugia, il Nobile Collegio del Cambio, il Nobile Collegio della Mercanzia, l’Arcidiocesi di Perugia Città della Pieve, il Museo degli Strumenti Musicali Antichi. Parallelamente agli eventi culturali, sono in corso di attivazione sinergie e partnership che coinvolgeranno realtà come Trenitalia, Busitalia, Saba-Sipa, Sase – la società che gestisce l’aeroporto regionale dell’Umbria – la Camera di commercio di Perugia, la Confcommercio Umbria ed altre ancora, con l’obiettivo di promuovere il circuito ed offrire anche agevolazioni ai visitatori.
