Una sezione dell'organo

«Un percorso della memoria». È questo il titolo scelto per il decennale del Festival laurenziano d’organo, in programma a Perugia dall’1 al 13 agosto, durante il quale si ripercorreranno i temi scelti per le precedenti edizioni. Il cartellone è stato presentato martedì nel corso di una conferenza stampa tenuta dal presidente del Capitolo della cattedrale, il monsignor Fausto Sciurpa, e dal direttore artistico del festival, l’organista Adriano Falcioni, peraltro reduce da una tournée in Russia dove ha fatto conoscere Perugia e la sua cattedrale con l’organo Tamburini, le cui cinquemila e più canne festeggiano nel 2018 i 51 anni.

I temi Dieci i concerti, tutti a ingresso gratuito, alla cattedrale di San Lorenzo, il santo patrono la cui festa si celebrerà il 10 agosto. «La decima edizione – è stato detto martedì – ripercorrerà i temi trattati nelle prime nove, dalla musica d’organo francese a quella tedesca, dalla musica sacra a quelle che hanno accompagnato importanti avvenimenti storici che negli anni hanno celebrato i centenari: la Prima guerra mondiale (1914-2014) e la Riforma luterana (1517-2017). Fa eccezione il concerto dedicato ai 150 anni (1868-2018) dalla scomparsa di Gioacchino Rossini, che si terrà sabato 4 agosto». I concerti si terranno nelle serate del 1, 2, 4, 5, 7, 8, 9, 11, 12 e 13 agosto.

Il programma «Due nomi nuovi, di grande prestigio, sono il degno coronamento – hanno spiegato Sciurpa e Falcioni – del decennale: Andreas Sieling, organista del duomo di Berlino, che si esibirà martedì 7, e Martin Baker, organista della cattedrale di Westminster di Londra, che suonerà mercoledì 8». Gli altri organisti saranno Pauli Pietilainen di Lahti, Finlandia, che inaugurerà la decima edizione mercoledì 1; Piergiovanni Domenighini di Darfo Boario Terme, che si esibirà giovedì 2; Giuliana Maccaroni e Martino Pòrcile di Pesaro, che terranno il concerto dedicato al 150° anniversario della morte di Rossini; Mario Ciferri di Porto San Giorgio, che suonerà domenica 5; Adriano Falcioni, che si esibirà giovedì 9 e domenica 12; Markus Nitt di Wilhelmshaven, Germania, che si cimenterà col Tamburini sabato 11 e, infine, il parigino Jean Paul Imbert, che concluderà il Festival lunedì 13.

Punto di arrivo e di partenza Sciurpa ha definito l’edizione 2018 come di un «punto di arrivo e di partenza al tempo stesso. «Punto di arrivo perché ci ha gratificato del fatto che le prime nove edizioni hanno avuto un’accoglienza significativa crescente nel pubblico interessato alla musica d’organo e non solo, oltre che nell’ottima qualità degli esecutori contattati ed invitati dal nostro direttore artistico, il maestro Falcioni». Questi ha ricordato che «all’organo Tamburini della cattedrale di Perugia si sono alternati alcuni dei più celebri organisti del panorama internazionale. Basti pensare che quest’anno avremo tra gli ospiti Andreas Sieling, organista del duomo di Berlino, e Martin Baker, organista della cattedrale di Westminster di Londra».

L’associazione Quest’anno poi ha preso corpo l’associazione Filo, acronimo che sta per «Festival internazionale laurenziano d’organo», dove sono riunite componenti ecclesiali e civili e alla quale possono aderire tutti coloro che sono interessati alla conservazione e valorizzazione del Tamburini (si possono associare tutte le persone fisiche maggiorenni e anche le persone giuridiche, previa domanda indirizzata al presidente dell’associazione, monsignor Sciurpa). Il festival si tiene con il patrocinio della Regione, della Provincia, del Comune e della Camera di Commercio di Perugia e, tra gli obiettivi del prossimo anno, c’è anche quello di coinvolgere altre cattedrali umbre.

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