Giada Masi, una delle artiste già "accolte"

di M.Alessia Manti

Porte aperte all’Europa e verso Perugiassisi 2019. Nel nome dell’accoglienza è partito «Open Your House, Open Your Mind!», progetto lanciato lo scorso gennaio con l’intento di creare una rete di persone disposte ad aprire le loro case a giovani provenienti da tutta Europa, ospitandoli per periodi più o meno prolungati. L’iniziativa vede la collaborazione tra la fondazione Perugiassisi 2019 e «Servas porte aperte», associazione non governativa e diffusa in tutto il mondo.

Ospitare per essere europei mobili e creativi Una collaborazione che mette al centro i rapporti interpersonali in modo informale punta alla creazione di un sistema di residenze artistiche che favorisca lo scambio basandosi quindi sulla disponibilità ad ospitare spontaneamente. Il progetto ha già i suoi primi protagonisti: l’artista Giada Masi e cinque giovani facilitatori di Spazio Europa, giunti a Perugia in rappresentanza delle istituzioni europee.

Giada Masi è una costumista teatrale e realizza collage. E’ toscana ma vive a Milano. Ha partecipato a Collagene, un workshop tenutosi a Perugia lo scorso marzo e che per intento aveva quello raccontare una nuova storia della città, ridarle un altro volto attraverso l’arte. Giada, insieme ad altri nove giovani artisti selezionati con un bando nazionale, si è misurata nell’arte del collage. In quell’occasione è stato proposto al gruppo di artisti di tornare e lasciare a Perugia una loro opera. Detto fatto. Giada è tornata in occasione della Festa dell’Europa ed è stata ospitata da Sonia Bittoni e dal marito, anch’egli artista. A Giada non solo sono state aperte le porte di casa ma anche quelle del laboratorio, in pieno centro storico, ed è lì che ha realizzato i suoi due collage che la giovane artista toscana ha donato alla città. «Esperienza meravigliosa – ha detto -, interessante confrontarsi con chi fa arte come me. Sicuramente non sarò impermeabile a questi tre giorni vissuti così, non mi dispiacerebbe fare un’altra esperienza di questo tipo e magari ospitare qualcuno a Milano». Giada è rimasta in contatto con i ragazzi di Collagene con cui sta anche realizzando una fanzine itinerante sul tema del viaggio e della mail art.

Spazio Europa: ospitare le istituzioni in modo informale Parallelamente, in occasione della quattro giorni di festa dedicata al’Europa (9-12 maggio, alla Rocca Paolina) si è data accoglienza, attraverso la stessa formula, a cinque giovani facilitatori di Spazio Europa. Erika Gerardini dell’Aim (Agenzia intercultura e mobilità) è arrivata nel capoluogo umbro insieme ai suoi colleghi in rappresentanza delle due princiapali istituzioni europee: la Rappresentanza in Italia della commissione europea e l’Ufficio di informazione in Italia del parlamento europeo. Un modo informale per avvicinarsi alle istituzioni europee. E’ stata ospitata da una professoressa perugina e definisce la strada dell’accoglienza intrapresa da Perugiassisi 2019 «il punto nodale e più significativo della candidatura». La Capitale, come si legge anche dal perchè esiste, è l’apertura dell’Europa ai cittadini e, al tempo stesso, viceversa. E di fatto, aperte le porte delle loro case, attraverso un gesto reale e concreto, i cittadini già stanno ospitando le istituzioni europee quindi l’Europa, i modo informale. «Entrare a casa di un privato – ha detto Erika – è stato un impatto molto forte, sia come persona che lavora nel settore di promozione dell’Europa, sia come semplice cittadina europea, anche perchè è così che si riesce ad unire due aspetti, quello della sostenibilità, in quanto costa meno, e la socialità. Sì, mi sono davvero sentita accolta. E’ questa la strada giusta».

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