In tempi di fake news, di archivi ricreati con l’intelligenza artificiale e di post-verità, il cinema può riaffermare l’esistenza del reale. È questa la missione del PerSo – Perugia social film festival, che torna dal 26 settembre all’8 ottobre con la sua 11esima edizione, diretta da Luca Ferretti e Giovanni Piperno. La nuova edizione del festival è stata presentata al Comune di Perugia martedì scorso e ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla Cultura Tommaso Bori, della sindaca Vittoria Ferdinandi, dell’assessore alle Politiche culturali, Marco Pierini, dei direttori artistici del PerSo, Luca Ferretti e Giovanni Piperno e del direttore della fondazione La città del sole onlus, Marco Casodi.

Programma Il programma di quest’anno si annuncia particolarmente ricco: 53 film provenienti da 27 Paesi, di cui 13 anteprime italiane o mondiali. Ben 29 titoli sono italiani, pari al 53,7 per cento delle proiezioni complessive. Due le sezioni competitive: PerSo Award, dedicato ai lungometraggi documentari, con 9 film in concorso, e PerSo Short Award, riservato ai cortometraggi internazionali, con 11 titoli selezionati. Accanto alle proiezioni, il festival propone masterclass, incontri, progetti di formazione e esperienze immersive in realtà virtuale, coinvolgendo l’intera città di Perugia. Tra gli appuntamenti da non perdere, l’incontro di domenica 5 ottobre con Nicolas Philibert, Orso d’oro alla Berlinale con Sur l’Adamant, che dialogherà con Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Award Il filo rosso che lega i nove titoli in concorso al PerSo award è l’esistenza del reale, raccontata attraverso prospettive, luoghi e linguaggi differenti. In anteprima italiana si parte da Landscape and the fury di Nicole Vögele, che nel paesaggio al confine tra Bosnia e Croazia fa emergere le tracce della guerra nella ex-Jugoslavia e le figure dei migranti in transito. Dall’Europa si passa al Brasile con The bare faced clown di Camilo Cavalcante, un confronto diretto tra il regista e il clown protagonista con l’ascesa mediatica di Bolsonaro. Sono anteprime anche Summer camp dello svizzero Mateo Ybarra, un tenero teen movie ambientato tra gli scout, che regala leggerezza in un mondo in crisi; Jankee della messicana Yamel Thompson, diario di un incontro inatteso e di una storia d’amore con un ragazzo cubano; e Kickoff di Roser Corella e Stefano Obino, dove in un villaggio del Kirghizistan un gruppo di donne dà vita a un torneo di calcio. 5 film su 9 sono firmati da registe, tra questi anche I’m not everything I want to be di Klára Tasovská, ritratto della fotografa Libuše Jarcovjáková e della storia della Cecoslovacchia sotto il regime sovietico, e Billy di Lawrence Côté-Collins, che intreccia cinema e vita privata nel racconto del legame con un giovane schizofrenico autore di due omicidi. A chiudere il concorso due opere italiane: Toro di Rocco Di Mento, malinconica commedia e Gen_ di Gianluca Matarrese, che affida al carismatico dottor Maurizio Bini – esperto di fertilità e affermazione di genere – la possibilità di immaginare un futuro diverso.

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