Un’esposizione, la terza del ciclo annuale, che porta il pubblico al centro di una riflessione unica e coinvolgente sul tema della cura, della protezione e della vulnerabilità nelle relazioni umane: è Giorno246. La mostra sarà inaugurata sabato 21 settembre alle 18 presso Ma Project, a Perugia.

La mostra Attraverso le opere di Lorenzo Maqced, Ilaria Pennoni e Sara Tosti, Giorno 246 non è solo un’esposizione d’arte visiva, ma un’esperienza di immersione in una narrazione che mette in luce il fragile equilibrio tra la resistenza e la fragilità nelle nostre vite quotidiane. L’arte diventa così un veicolo per esplorare il significato della custodia, della relazione umana e della nostra capacità di connetterci in un mondo sempre più frammentato. Attraverso il ciclo di mostre annuali, Ma Project si impegna a esplorare nuove possibilità espositive e a contribuire alla ricerca di nuove metodologie nella sperimentazione artistica. Giorno246 invita il pubblico a scoprire nuove prospettive artistiche e a immergersi in un’esperienza visiva e intellettuale profonda. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 5 ottobre, ogni venerdì, sabato e domenica, dalle 18 alle 20.

Gli artisti Lorenzo Maqced affronta, con sensibilità, l’eredità popolare, plasmando tele che esplorano un linguaggio visivo audace. Le sue opere evocano un dialogo che ci interroga sul nostro ruolo nella società contemporanea, richiamando alla mente una riflessione tanto personale quanto collettiva. L’arte di Ilaria Pennoni utilizza sculture per esplorare i contrasti tra materiali, come la cera e il metallo, simboli di delicatezza e durezza. Queste opere, con la loro cromaticità e vivacità apparente, nascondono una critica sociale più profonda, invitando il pubblico a riflettere sulla transitorietà della vita e sull’apparenza delle cose. Sara Tosti, con approccio delicato e raffinato, propone un’opera di grandi dimensioni che mette al centro la cura e la protezione, evocando sensazioni di vulnerabilità attraverso l’uso di materiali fragili. La sua opera diventa un simbolo dell’importanza della custodia e della difesa di ciò che è prezioso, dimostrando come la forza possa nascere dalla fragilità.

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