Oltre 20 mila biglietti staccati, 300 mila euro di incasso, alberghi pieni, 120 concerti con il teatro Mancinelli e palazzo del Popolo molto spesso sold out. Il bilancio che tracciano gli organizzatori della 22esima edizione di Umbria Jazz Winter, chiusasi giovedì a Orvieto, è quindi più che positivo: «La manifestazione – spiegano – si conferma un successo che non conosce crisi grazie agli ingredienti che fanno parte della ricetta Umbria Jazz Winter, ovvero musica, ospitalità, arte, storia e buona cucina». In una giornata fredda ma col cielo sereno gli orvietani e i turisti si sono goduti l’ultimo giorno di musica del festival, dal tradizionale gospel in cattedrale alla passerella del jazz italiano premiato dal referendum della rivista Musica Jazz.
Ultimo giorno Nella notte invece sono stati molti quelli che hanno sfidato il gelo per ballare con la musica dei Funk Off e ascoltare, davanti al maxischermo all’aperto dato che a palazzo del Popolo e al Mancinelli non c’era più spazio, i concerti al chiuso. Giovedì sera al Mancinelli sarà la volta dei musicisti italiani premiati da Musica Jazz, mentre nel pomeriggio al Duomo si sono esibiti il coro e la band di Davell Crawford, che venerdì sera sarà al Giò Jazz di Perugia nell’ambito dei concerti organizzati dal Jazz Club del capoluogo. Con la sua band r&b il cantante, tastierista, compositore e arrangiatore noto anche come «Il principe di New Orleans», offrirà al pubblico una sintesi dei generi musicali che animano da un secolo la città della Louisiana. Uno show tra musica sacra e profana che cerca di rileggere la tradizione di New Orleans senza eccessivi stravolgimenti.
