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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 22:45

Orvieto si accende per il Natale: eventi culturali e via all’illuminazione nel centro storico

Torna in città il Pinturicchio con ‘Bambin Gesù delle Mani’, arte e tradizione tra Umbria jazz e i 90 anni della biblioteca comunale

Orvieto @yogabecauseimanut

Un natale luminoso e ricco di eventi quello di Orvieto. Dal 4 dicembre le facciate del palazzo del Popolo, del palazzo comunale, della chiesa e della torre di Sant’Andrea e della torre del Moro si sono illuminate a festa. Uno sguardo anche alle tradizioni con i fregi medievali del corteo storico e alla musica con il festival Umbria jazz winter. Nella città della Rupe non mancano nemmeno cultura e mistero, infatti dal 4 dicembre e fino al 9 gennaio torna nel comune ternano, dopo 500 anni, il Pinturicchio con l’affresco ‘Bambin Gesù delle mani’. In festa anche la biblioteca comunale, per i 90 anni della struttura sabato 11 e domenica 12 dicembre due giorni di apertura straordinaria con iniziative e appuntamenti.

Si accende il Natale Non solo tradizione natalizia a Orvieto, ma anche territorialità, infatti quest’anno oltre alle luminarie a colorare la città ci saranno anche fregi e decorazioni ispirati ai motivi dei medaglioni delle corporazioni delle arti e dei mestieri del corteo storico. «Le nostre illuminazioni artistiche – ha dichiarato il sindaco Roberta Tardani – non sono solo decorazioni natalizie ma, come già lo scorso anno, vogliono raccontare la storia e l’identità di questa città. Abbiamo quindi scelto di omaggiare il nostro glorioso passato, con i fregi medievali del corteo storico che ci auguriamo poter tornare a vedere sfilare nel 2022, e il nostro presente, il festival internazionale di Umbria jazz winter che tornerà ad animare la fine dell’anno. Entrambi, e tutti noi, rivolti con lo sguardo verso un futuro che ci auguriamo sia luminoso come i nostri palazzi magici».  

Corteo storico  Sono 30 le corporazioni che sfilano nel corteo storico di Orvieto, a rappresentare le arti e mestieri della città. Ogni gonfalone è fissato su un supporto di metallo la cui parte terminale è in sé un’opera d’arte. Si tratta di 30 medaglioni che sono stati ideati, disegnati e dipinti a mano dalla signora Lea Pacini. I motivi dei medaglioni e le loro cromie riportano a fiori stilizzati con riferimenti medievali, mentre sul retro è dipinta la prima lettera della rispettiva corporazione montata.

Umbria jazz winter L’illuminazione della torre del Moro è invece un omaggio al ritorno in città, dopo la pandemia, della musica di Umbria jazz winter. Sulle quattro facciate della torre campeggeranno i vivaci colori del manifesto della 28esima edizione, che si terrà dal 29 dicembre al 2 gennaio, ideato e realizzato dall’artista orvietano Maurizio Rosella.

Il Pinturicchio torna a Orvieto Dopo 500 anni, Bernardino di Betto detto Pinturicchio fa ritorno a Orvieto attraverso il capolavoro del ‘Bambin Gesù delle mani’ che dà il titolo alla mostra aperta al pubblico da sabato 4 dicembre. La mostra, resa possibile dalla collaborazione fra la fondazione Claudio Faina, fondazione Guglielmo Giordano (proprietaria dell’opera) e il Comune di Orvieto, si potrà visitare presso il museo Claudio Faina di Orvieto fino al 9 gennaio, con i seguenti orari di apertura al pubblico: dalle ore 09:30 alle 18:00 ad esclusione del Martedì. «Il binomio cultura ed economia è molto importante –ha dichiarato Daniele Di Loreto, presidente della Fondazione Claudio Faina-  perché la cultura rappresenta uno strumento di sviluppo industriale e di crescita della collettività». Dello stesso parere la sindaca Roberta Tradani: «Restituire al pubblico, proprio a Natale, la possibilità di ammirare quest’opera è qualcosa che sicuramente lascerà un segno in questa città e credo in ciascuno di noi. La mostra costituisce quindi un arricchimento culturale importante per noi tutti e per gli estimatori dell’arte».

Bambin Gesù delle mani L’opera è protagonista di una storia incredibile. Infatti, il frammento smurato in mostra è parte di un affresco che raffigura Papa Alessandro VI Borgia che tiene i piedi del ‘Bambin Gesù’ tenuto in grembo dalla Madonna che, secondo le ricostruzioni, avrebbe il volto di Giulia Farnese, considerata l’amante del Papa. Un dipinto che testimonierebbe l’origine del potere dei Farnese e dell’ascesa al soglio pontificio del fratello di Giulia, Alessandro, divenuto Papa Paolo III e profondamente legato alla città di Orvieto.

I Farnese e Orvieto La famiglia Farnese fu una delle più influenti famiglie del rinascimento Italiano; tra i suoi membri più importanti si annovera appunto Papa Paolo III, un ritratto del quale, con apposta didascalia che ricorda le origini Orvietane della famiglia Farnese, è custodito dallo stesso Comune di Orvieto. A partire dal 1492, in molti fanno risalire l’origine del potere della famiglia Farnese alla relazione tra il Papa Alessandro VI Borgia e Giulia Farnese, a seguito della quale, il fratello della stessa divenne cardinale ed in seguito fu nominato Papa, Paolo III.

Bernardino di Betto e il giallo del dipinto distrutto Nel 1492 Bernardino di Betto detto ‘Pinturicchio’, incaricato di lavorare al Duomo di Orvieto, fu convocato a Roma da Papa Alessandro VI per affrescare i suoi appartamenti, e fu costretto a lasciare Orvieto senza aver compiuto il lavoro. Della relazione tra Alessandro VI e Giulia Farnese sussistevano molte e ricorrenti voci, ma a darne testimonianza fu il Vasari che parlando di Pinturicchio scrisse «Nel medesimo palazzo gli fece dipingere Alessandro Sesto tutte le stanze dove abitava, e tutta la Torre Borgia… In detto palazzo ritrasse, sopra la porta d’una camera, la signora Giulia Farnese nel volto d’una Nostra Donna; e nel medesimo quadro la testa di esso papa Alessandro che l’adora». L’opera descritta dal Vasari rappresenta uno dei casi più intriganti e avvincenti della storia dell’arte Italiana e nessuno, oggi, entrando negli appartamenti Borgia può ammirarne la bellezza poiché l’opera venne asportata e sezionata nel 1655 per volere di papa Alessandro VII, al secolo Fabio Chigi, il quale volle cancellarne ogni traccia. Forse per nascondere la relazione amorosa tra il Papa e la giovane. Il frammento centrale di questa incredibile opera raffigurante il ‘Bambin Gesù delle Mani’ è custodito dalla Fondazione Guglielmo Giordano e oggi, dopo 500 anni dalla sua partenza, si può affermare che il Pinturicchio torna a Orvieto attraverso il suo capolavoro.

Biblioteca comunale Due giornate di aperture straordinarie dense di iniziative e appuntamenti per festeggiare i 90 anni della biblioteca comunale Luigi Fumi. Sabato 11 e domenica 12 dicembre saranno infatti in programma letture, spettacoli, giochi, musiche, visite guidate, proiezioni e laboratori creativi organizzati in collaborazione con le
associazioni e gli operatori culturali presenti sul territorio comunale che, in forma totalmente gratuita, hanno deciso di aderire a questa grande festa. Era il 1921 quando l’illuminato concittadino Luigi Fumi donò la sua biblioteca privata alla città natale, dieci anni dopo apriva al pubblico la biblioteca, diventando luogo simbolo e polo culturale della città di Orvieto. Tra gli appuntamenti in programma sabato 11 dicembre alle ore 18.00, presso la sala Digipass, il sindaco e assessore alla Cultura, Roberta Tardani, presenterà il folder dal titolo ‘Un secolo di Fumi’ che contiene cinque stampe storiche di Orvieto conservate presso la nuova biblioteca pubblica, come segno tangibile del prezioso patrimonio storico documentario conservato. Al termine della prima giornata è previsto un aperitivo a cura dell’istituto Alberghiero di Orvieto, allietato dai suoni della scuola di musica con il gruppo ‘Swing duo’. Concluderanno la festa domenica 12 dicembre un brindisi finale, sempre a cura dell’istituto Alberghiero e le piacevoli note del gruppo ‘Folk Panda, kermesse di cantautori’. Nei giorni di sabato e domenica sarà inoltre possibile, tramite l’app ‘Pemcards’, inviare dalla biblioteca una cartolina postale personalizzata per immortalare la giornata. Gli organizzatori fanno sapere che tutte le attività prevedono l’accesso ai soli possessori di Super Green pass «ad eccezione di quelli che si terranno nella biblioteca ragazzi per i minori di anni 12».

 

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