di Francesca Mancosu
Quello che aprirà la nuova stagione di prosa al teatro Giuseppe Manini di Narni, il 29 ottobre, è qualcosa di più di un semplice spettacolo. Nato come un libro – scritto da Serena Dandini insieme a Maura Misiti, demografa e ricercatrice del Cnr -,’Ferite a morte’ si è presto trasformato in un reading, e quindi in una piéce teatrale, che in una sorta di attualissimo Spoon river racconta le storie di tante donne vittime di una delle piaghe del nostro tempo: il femminicidio. Sul palco ci saranno le attrici Giorgia Cardaci, Orsetta de Rossi, Rita Pelusio e Lella Costa, che racconta a Umbria24 lo spettacolo, fra dramma, leggerezza e un po’ di sana ironia.
La prevenzione «Appena Serena mi ha chiesto se volevo far parte di uno spettacolo tratto dal suo libro, non ho avuto dubbi e ho subito appoggiato l’idea», racconta la Costa. «Siamo partite da Palermo, un anno fa, con un reading a cui hanno preso parte anche alcune donne del posto, e da lì siamo andate avanti, città dopo città, approdando alla fine ad uno spettacolo vero e proprio». Che coinvolge ad ogni replica personalità donne appartenenti al mondo civile, dello spettacolo, della cultura, nel tentativo di attirare l’attenzione su un fenomeno che ormai ogni giorno riempie le pagine delle cronache, e che sembra ormai innarestabile. «Ben venga il decreto sul femminicidio approvato qualche giorno fa – prosegue l’attrice -, ma serve un approccio ‘culturale’ al tema, che lavori sulla mentalità, a cominciare dall’educazione nelle scuole».
Gli ‘Stati generali’ Allo spettacolo, che il 25 novembre – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – sarà in scena alla sede dell’Onu, si affianca anche una raccolta firme – che si può sottoscrivere sul sito ‘Ferite a morte’ – che chiede al governo e al parlamento italiano di convocare gli ‘Stati generali contro la violenza sulle donne’ e di istituire un osservatorio permanente sul fenomeno. «Il nostro – racconta ancora la Costa – vuole essere una sorta di Sos permanente che chiami le donne e gli uomini a diventare consapevoli del problema, a coglierne i segnali, a non tollerare più la violenza. Quello a cui siamo di fronte non è una semplice questione di ‘ordine pubblico’, ma un fenomeno trasversale e globalizzato, che ormai tocca ogni contesto sociale. Va stanato e combattuto, ad esempio sostenendo le associazioni che si prendono cura delle donne maltrattate, che hanno visto drasticamente ridotti i propri fondi».
La parola a ‘Terni donne’ – Sul palco del Manini ci sarà anche l’associazione ‘Terni donne’, che leggerà un monologo tratto dal libro della Dandini. «Abbiamo visto lo spettacolo a Roma, e da tempo pensavamo a come portarlo nella nostra città – racconta la presidente, Silvia Scipioni – poi siamo state contattate dalla casa di produzione, che ci ha invitate a partecipare alla rappresentazione di Narni. Un invito che abbiamo accettato con gioia, un’occasione fondamentale per parlare al grande pubblico di questo tema, con un linguaggio diverso». Una tappa importante per l’associazione ternana, in vista del 25 novembre, giorno in cui dovrebbero aprire anche la Casa delle donne e il centro antiviolenza. «Abbiamo aderito allo ‘Sciopero delle donne’, un’iniziativa nazionale che chiamerà i cittadini a manifestare il proprio dissenso verso ogni forma di violenza esponendo drappi e stoffe rosse fuori dai balconi e dalle finestre. Oltre a chiedere la partecipazione delle istituzioni, dell’amministrazione comunale e delle scuole, nella stessa giornata poi organizzeremo una manifestazione in piazza della Repubblica. Anche in questo caso, speriamo nella partecipazione di tutti».
