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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 10:11

Luciano Lama dall’impegno sindacale e politico alla passione per la lirica e il gioco delle carte

«Saggezza, carisma e umiltà. Uomo di spessore che metteva tutti a proprio agio». Amelia ricorda l’ex sindaco, iniziativa Cgil

di M.R.
Carisma, coerenza, capacità di tenere unito il tessuto sociale, impegno, umiltà. Sono questi gli aspetti che ricorrono nel tracciare il volto di Luciano Lama, quelli messi in evidenza negli interventi degli ospiti della Cgil di Terni al chiostro di San Francesco ad Amelia, le parole chiave che descrivono al meglio l’esperienza di colui che fu sindaco di Amelia, dal 1988 fino a poco prima della morte nel 1996. Un’esperienza che la Cgil di Terni ha voluto ricordare con un’iniziativa pubblica, molto partecipata, coordinata dalla giornalista Rai Desy D’Addario. Hanno aderito le persone che più da vicino hanno accompagnato il sindacalista primo cittadino nella sua esperienza amministrativa ripercorrendo anche le pagine del libroi intevista a Luciano Lama, di Walter Verini, attuale deputato Pd.
Amelia Nelle parole del consigliere e suo successore Fabrizio Bellini, dell’assessore dell’epoca Alvaro Sabatini e del vicesindaco, Luciano Rossi, il Lama primo cittadino è emerso come uomo capace di inserirsi al meglio nelle dinamiche di governo di una piccola cittadina di provincia, alle prese peraltro con un forte dissesto economico: «Mise all’asta la farmacia comunale, unico bene che poteva essere messo sul mercato, pur di non mettere mani nelle tasche dei cittadini». È stato un esempio di grande senso delle istituzioni e di autorevolezza, mai fatta pesare agli interlocutori che anzi – come ha rimarcato Mario Giovannetti, all’epoca segretario della Camera del Lavoro di Terni – ascoltava con grande attenzione, senza mai interrompere. Quando nel 1993 lo incontrai per tangentopoli volle sapere nei dettagli come l’inchiesta aveva investito il territorio. Ne uscì un quadro allarmante e preoccupante. Mi disse tre cose importanti: gestiamo questa fase con la considerazione di un’emergenza, evitiamo percorsi ostili alla magistratura ma non restino soli gli indagati e nessuna rottura con gli iscritti, non ci rilassiamo».
Luciano Lama «Il suo faro – ha sottolineato Fulvio Fammoni, presidente della Fondazione Di Vittorio – è sempre stata la Costituzione e questo lo ha guidato con straordinaria coerenza nelle tante esperienze sindacali, politiche ed istituzionali che ha affrontato. Accanto a questo c’è sempre stata la ricerca dell’unità, non solo sindacale, che lo ha condotto qui ad Amelia ad avviare una delle prime esperienze di governo della sinistra insieme ai cattolici in Italia. Il Pci ai suoi tempi aveva un ampio consenso, non aveva bisogno di alleanze ma il suo impegno andava oltre». Luciano Lama è stato recentemente ricordato dal segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini, in occasione dell’attacco squadrista alla sede della Camera del Lavoro: «È stato partigiano, non avrebbe per lui rappresentato una novità una certa condotta – commenta il segretario generale della Cgil di Terni Claudio Cipolla -. Ringraziamo la popolazione di Amelia che anche oggi ha dimostrato l’affetto che la lega alla figura di Luciano Lama, una figura che in questo momento così delicato, con le forti tensioni che attraversano la nostra società, è di straordinaria attualità. Proprio Lama ci ha insegnato infatti che nelle grandi prove, nei momenti decisivi come questo si misurano in effetti le qualità vere, migliori di una classe, di una popolazione, di una nazione».
Bellini A tracciare un identikit più intimo e personale di Lama ci ha pensato il segretario provinciale del Pd Fabrizio Bellini, con una certa commozione perché da lui si lasciò ispirare per il suo impegno politico e ne conosceva i gusti e le passioni: «Amava la lirica, andare a funghi e giocare a carte, sempre in coppia con la moglie ed erano davvero bravi, tanto che se perdevano non nascondevano l’irritazione. un uomo semplice ed estremamente umano e piacevole».

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