Le immagini non pesano più niente. Si producono, circolano, spariscono. Perfette, intercambiabili, ottimizzate per scorrere. Il digitale le ha liberate dal peso della materia e in cambio le ha svuotate di tutto il resto: nessuna traccia, nessun segno, nessuna storia. “L’errore, il disturbo, la perdita” e la mostra che Ginevra Liistro e Giovanna Perrella costruiscono insieme all’Osservatorio di Brand Culturale a Perugia partono da questo punto: la crisi dell’immagine contemporanea e la possibilità, concreta e necessaria, di tornare a darle peso. Non attraverso la nostalgia del passato analogico, ma attraverso un’etica precisa dell’imperfezione.
L’errore non è un difetto da correggere. È il momento esatto in cui qualcosa diventa irripetibile. Il disturbo, l’interferenza, la grana sono la firma di un processo concreto che nessuna risoluzione può cancellare: la prova tangibile che qualcosa è davvero accaduto, che dietro c’è una mano, un gesto, un corpo. La perdita non è assenza: è stratificazione, la forma che prende un’immagine che ha vissuto abbastanza da portare i segni del tempo.
In questo senso la mostra è anche, e forse soprattutto, un atto di resistenza. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale e dell’assistenza algoritmica, in cui ogni immagine può essere generata senza errore, ogni suono composto senza incertezza, ogni forma ottimizzata fino alla perfezione anonima, l’imperfezione diventa l’unico segno distinguibile. Ciò che è imperfetto è leggibile: ha una direzione, una storia, un’origine umana. L’errore non è uno scarto. È la verità necessaria che rende un’immagine, un suono, un gesto, riconoscibilmente umano.
A questa logica si aggiunge la tromba di Riccardo Catria, che abita l’installazione senza decorarla. È un corpo che ha attraversato l’aria, un segnale che porta in sé il disturbo della trasmissione. Suono e immagine condividono la stessa vulnerabilità, la stessa esposizione ai supporti e ai dispositivi che li riproducono, la stessa capacità di restare vivi proprio grazie a ciò che li incrina.
La doppia personale di Ginevra Liistro e Giovanna Perrella sarà inaugurata mercoledì 15 aprile dalle ore 17.30 con il suono di Riccardo Catria (suono) nella sede di Osservatorio in Via della Luna 19 a Perugia. Il progetto è curato da Dario Puddu e prodotto da Brand Culturale, Anonima Impresa Sociale e Paranoise. Lo spazio è gestito su appuntamento nei giorni feriali (tel. 075 8426396). Ingresso libero.
Artiste e curatore della mostra hanno tra i 23 e i 27 anni. Vengono da Milano, da Campobasso, dalla Sardegna: un attraversamento dell’Italia che non è solo geografico ma culturale, fatto di formazioni diverse, di eccellenze in ambiti distanti, di sguardi che si sono costruiti in contesti differenti e convergono qui in una visione comune. Ciò che li unisce non è lo stile, ma l’urgenza: quella di fare immagini che abbiano ancora qualcosa da dire, che resistano al flusso, che portino il segno di una presenza reale.
“Brand Culturale – spiegano gli organizzatori – crede in questa generazione. Crede nella sua forza generativa, nella sua capacità di leggere il presente senza rassegnarsi ad esso, nella visione che nasce quando si è abbastanza giovani da non aver ancora imparato a rinunciare. L’errore, il disturbo, la perdita non è solo il titolo di una mostra: è una posizione, un manifesto, un modo di stare nel mondo delle immagini”.
Ginevra Liistro (Milano, 1998) è artista multimediale di 27 anni. La sua pratica attraversa scultura, video e sperimentazione audiovisiva. Dopo la formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera, si laurea in scultura all’Accademia “Pietro Vannucci” di Perugia. Nei suoi video elementi organici, oggetti quotidiani e processi fisici vengono osservati attraverso inquadrature ravvicinate, manipolazioni cromatiche e alterazioni visive che trasformano il reale in una materia instabile e quasi astratta. La sua ricerca si colloca in un territorio ibrido tra installazione, sperimentazione visiva e pratica audiovisiva, in cui il confine tra naturale e artificiale si dissolve.
Giovanna Perrella (Campobasso, 2002) è fotografa di 23 anni. Il suo lavoro si muove tra analogico e digitale con un linguaggio visivo essenziale e spesso contrastato. Indaga il rapporto tra corpo, ambiente e memoria, con particolare attenzione ai dettagli marginali e alle situazioni liminali della quotidianità. Il bianco e nero diventa strumento di sottrazione e introspezione; il colore, talvolta granuloso e segnato dall’estetica analogica, introduce una dimensione onirica e materica.
Riccardo Catria, trombettista e compositore, si diploma in Tromba a 16 anni al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia, dove nel 2020 consegue il diploma accademico di primo livello in Tromba jazz. Collabora stabilmente con la Perugia Big Band diretta da Massimo Morganti e ha partecipato a Umbria Jazz, Fano Jazz, Alba Jazz, Bergamo Jazz e Milano Jazz. Ha registrato per la colonna sonora de I moschettieri del Re (Giovanni Veronesi, 2018) e inciso dischi in vinile per Finish Team Records. Finalista e vincitore del Premio del Pubblico al Premio Internazionale Massimo Urbani 2021. Insegna tromba nei conservatori di Perugia, Latina e Fermo.
A curare il progetto è Dario Puddu (Oristano, 1999). Fondatore e direttore artistico di Paranoise Zine, magazine indipendente dedicato alle controculture visive contemporanee e alle sottoculture che crescono intorno al graffiti writing e alle scene musicali underground. Attraverso Paranoise sviluppa progetti editoriali, eventi e mostre che mettono in dialogo artisti e mondi ai margini dei circuiti istituzionali. Tra il 2023 e il 2025 ha curato esposizioni tra Milano, Roma, Barcellona, Berlino e Cagliari, collaborando con Urban Spree e Lungolinea. Dottore magistrale in Comunicazione pubblicitaria, Storytelling e Cultura d’immagine.
Osservatorio è il laboratorio di ricerca e sperimentazione artistica di Brand Culturale. È uno spazio dedicato all’arte contemporanea e ai linguaggi visivi, pensato per intrecciare creatività, territorio, competenze e relazioni. La sede di Via della Luna 19, nel cuore del centro storico perugino, ospita mostre, ricerca e dialogo con la città. Con il 2026 Osservatorio ha voluto avviare un programma di residenze internazionali e progetti tra arte, graphic design, fotografia e culture urbane, coordinati da un team di giovani professionisti attivi in Italia e in Europa.
Brand Culturale è un’agenzia di comunicazione e creatività attiva nei campi dell’architettura, della comunicazione, della diplomazia culturale e del cultural place branding. Progetta identità, spazi, eventi e contenuti che raccontano valori e visioni, intrecciando parole, segni, luoghi e relazioni. Ad ispirarlo e l’umanesimo dei mestieri e la precisione delle idee ben coltivate. Ogni progetto nasce da un ascolto e prende forma in esperienze tangibili e memorabili.
Sito web: www.brandculturale.it/osservatorio
