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lunedì 29 novembre - Aggiornato alle 22:17

Legge per la valorizzazione di Umbria Jazz, a giugno l’ok della Camera. «Un festival sempre più internazionale»

Il testo bipartisan dovrà ricevere anche il via libera del Senato. Sereni: «Mi aspetto grande consenso». Sbarco in Cina e Brasile

La conferenza stampa di presentazione di UJ 2017 (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Arriverà nell’aula della Camera a giugno la proposta di legge bipartisan firmata da tutti i parlamentari umbri per il sostegno e la valorizzazione di Umbria Jazz. A fare il punto sull’iter del provvedimento, in base al quale il festival verrebbe riconosciuto dal Ministero dei beni culturali tra quelli di rilevanza nazionale (insieme a UJ attualmente ci sono il Due Mondi di Spoleto, il Verdi di Parma e altri ancora), è stata la vicepresidente della Camera Marina Sereni durante la presentazione, che si è tenuta lunedì a palazzo Donini, dell’edizione 2017 di Umbria Jazz. Il provvedimento, molto semplice, include il festival nell’elenco del Ministero, il che comporta il riconoscimento ogni anno di un milione di euro; una cifra che, visto il budget con il quale ogni anno UJ è costruita (circa tre milioni), rappresenterebbe una bella boccata di ossigeno in più sulla quale contare.

LA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA

Il compito La legge, che anche il Ministero nei mesi scorsi si è impegnato a sostenere, proseguirà il suo iter in settimana nelle commissioni Bilancio e Cultura della Camera, per poi approdare a giugno in aula prima del via libera, stavolta definitivo, del Senato. «Questa musica – ha detto Sereni, prima firmataria del provvedimento – appartiene ormai al patrimonio nazionale. Sulla legge mi aspetto un grande consenso in aula». Nell’attesa al festival di quest’anno è stato attribuito, da parte di Regione e Comune, un ulteriore compito, ovvero «quello di dimostrare al mondo – ha detto la presidente Catiuscia Marini, che ha anche ringraziato UJ per le iniziative a favore delle popolazioni terremotate fatte nel corso dei mesi – che l’Umbria è in perfetta forma, pronta ad accogliere al meglio non soltanto tutti gli appassionati di jazz che tradizionalmente partecipano agli eventi musicali, ma anche i tanti turisti che vorranno scegliere la nostra regione».

VIDEO: PRESENTAZIONE E INTERVISTE
FOTOGALLERY: LA PRESENTAZIONE

Internazionale Insomma, dopo le scosse di agosto e ottobre UJ diventa ancora di più un elemento importante per la promozione dell’Umbria. «Quest’anno – ha sottolineato il sindaco di Perugia Andrea Romizi – abbiamo aspettative speciali perché c’è la necessità di ripartire. Ormai Umbria Jazz è una delle bandiere identitarie del territorio». Una Umbria Jazz che, visto il programma di quest’anno e i tanti paesi di provenienza degli artisti (21), è stata definita come «sempre più internazionale». «Un festival che si fa sempre più sistema» secondo Stefano Mazzoni, vicepresidente della Fondazione UJ che ha ricordato, oltre alle edizioni estive e invernali (quest’anno quella di Orvieto festeggerà il venticinquennale), le tappe a Terni per quella di primavera, a Norcia per l’anteprima di luglio, in Cina dove si tornerà tra estate e autunno così come in Brasile: «Possiamo vantarci di essere l’unico festival ad aver organizzato eventi in tutti e cinque i continenti».

Twitter @DanieleBovi

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