Il capolavoro di Klimt, Le tre età della donna, non smette di stupire. Dopo una stagione di successo, grazie al prestito ottenuto dalla Galleria nazionale dell’Umbria, la tavola del pittore austriaco svela un nuovo segreto: al suo interno contiene metalli preziosi, tra cui l’oro. È così che il quadro si rivela come un vero e proprio gioiello grazie al lavoro condotto dal Cnr e dal Centro di Eccellenza SmaArt dell’Università degli Studi di Perugia.
La scoperta Una scoperta merito di alcuni ricercatori, che hanno svolto indagini con tecniche di imaging a infrarosso e di fluorescenza a raggi x a scansione mirate all’identificazione e mappatura dei pigmenti e metalli presenti sulla tela, con particolare focus sulle preziose campiture dorate e argentate. I risultati preliminari hanno confermato la presenza diffusa di lamine e polveri metalliche dai toni iridescenti con cui l’artista ha creato effetti cangianti della superficie. In particolare è stato dimostrato l’impiego di oro, platino e argento sia negli sfondi che a ornamento delle figure femminili. Inoltre, la cromia dei capelli della giovane donna vede l’impiego combinato di ossido di ferro e oro, per ottenere tonalità più calde del colore.
Esempio di sinergia Il risultato è stato possibile grazie all’unione di tecnologie all’avanguardia e competenze di altissimo livello messe a disposizione dalle istituzioni coinvolte nello studio del capolavoro di Klimt. «Un esempio di sinergia fra scienze umane e scienze dure che ha potuto svelare aspetti inediti di come il dipinto sia stato realizzato, soprattutto nella parte dei peculiari sfondi metallici», commenta la dottoressa Laura Cartechini, responsabile della sede di Perugia dell’Istituto di scienze e tecnologie chimiche Giulio Natta del Cnr.

Klimt a Perugia Il capolavoro tornerà presto a Perugia, presso la Galleria nazionale dell’Umbria, in particolare dal 26 ottobre in occasione della mostra L’età dell’oro, che metterà in dialogo i capolavori dorati della Gnu con opere dell’arte contemporanea. «L’accordo di collaborazione siglato con Gnu per la valorizzazione e promozione del capolavoro di Klimt stupisce, nuovamente, il pubblico e gli studiosi – afferma con entusiasmo Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria nazionale d’arte moderna e Contemporanea di Roma – Così il prestito de Le tre età alla Gnu ha scritto un altro affascinante capitolo della sua storia». Il direttore della Gnu, Costantino d’Orazio, conferma la «necessità di promuovere attività di ricerca sul patrimonio custodito nei nostri musei e indica un metodo virtuoso di collaborazione tra le istituzioni, chiamate a condividere con il pubblico i risultati delle proprie indagini».
