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venerdì 7 maggio - Aggiornato alle 22:12

Lavoratori dello spettacolo: «Tavolo regionale anche per evitare un nuovo caso Foligno». Avviato un dialogo

Dopo l’incontro con attori, musicisti e tecnici, il Comune si è detto disponibile a valutare proposte, ora in fase di progettazione. Prosegue pure l’interlocuzione con la Regione

Protesta lavoratori spettacolo a Foligno ©Fabrizio Troccoli

di Danilo Nardoni

Un lavoro che ancora non c’è, causa pandemia, e quando c’è non viene tutelato. Il Primo maggio 2021, festa delle lavoratrici e dei lavoratori, per chi si occupa di spettacoli dal vivo è stato ancora più difficile di quello del 2020. A più di un anno dal blocco degli eventi culturali non c’è tanta voglia di festeggiare, anche se all’orizzonte sembra profilarsi un’estate di nuove possibilità. C’è spazio però per un momento di riflessione dopo le riunioni a cui ADU (Attrici Attori Danzatrici Danzatori Uniti dell’Umbria), insieme alle sigle sindacali SLC Cgl, Cisl, Uil, ha partecipato nei giorni 27 e 28 aprile rispettivamente con il Comune di Foligno (assessore alla cultura Decio Barili) e la Regione Umbria (Claudio Girdeni, capo della segreteria dell’assessore alla cultura Paola Agabiti). Al centro il tanto criticato bando ‘Estate al Trinci’ per Foligno e la situazione in cui versano, aggravata dalla pandemia, artisti e maestranze dello spettacolo dal vivo regionale. In entrambe le occasioni l’ADU ha voluto ribadire alle Istituzioni la disponibilità alla collaborazione, «nella condizione in cui si interpellino i lavoratori e le lavoratrici nei tempi consoni per attuare le proposte e modifiche di cui abbiamo bisogno».

Adu al Comune Il 27 aprile ADU è stata infatti convocata, insieme ai sindacati, ad un incontro con l’amministrazione comunale di Foligno. Oltre a discutere del “bando” voluto per la ricerca di eventi per l’estate a palazzo Trinci, indetto dal Comune di Foligno, l’incontro ha registrato l’apertura di un dialogo tra ente e settore dello spettacolo dal vivo per percepirne le istanze e motivazioni. I rappresentanti di ADU e i membri delle sigle presenti hanno rinnovato le spiegazioni delle ragioni del forte dissenso dimostrato nei confronti dell’avviso pubblico, rimarcando il fatto di parlare non a nome di un esiguo gruppo di lavoratori locali, ma di farsi portavoce di un’intera categoria che, a livello nazionale, da un anno a questa parte si sta battendo per veder tutelati i propri diritti.

Bando non si annulla L’amministrazione ha riferito di aver ascoltato, seppure con rammarico, le motivazioni delle proteste, e di non aver voluto offendere la dignità dei lavoratori dello spettacolo ma al contrario di voler offrire alla cittadinanza la possibilità di avere eventi artistici per l’estate 2021. Tuttavia non intende annullare l’appello pubblico, in quanto ritiene che la modifica successivamente attuata che include l’inserimento dell’incasso sia sufficiente a garantire una sostenibilità della rassegna per tutte le parti coinvolte. Secondo ADU, invece, anche con questa clausola la “chiamata” non può essere presa in considerazione da professionisti del settore in quanto i proventi non garantirebbero in ogni caso la copertura delle spese che normalmente entrano in gioco nell’organizzazione di un qualsiasi evento di spettacolo dal vivo. I rappresentanti dei lavoratori dello spettacolo hanno portato come esempi dei bandi virtuosi come quello indetto dai Comuni di Padova e di Udine, in cui viene stanziato un finanziamento per coprire i cachet e le spese degli eventi e quindi le paghe degli artisti: quelli che risulterebbero invece – secondo l’ADU – i più penalizzati dall’appello di Foligno, come fa notare un membro dell’associazione, tecnico e organizzatore: «Un service il Comune dovrà pur pagarlo per gli eventi della rassegna. Perché il service deve ricevere un pagamento e gli artisti no?».

Apertura al dialogo Alla fine dell’incontro si è rinnovata comunque la volontà e l’impegno da parte dell’Amministrazione comunale a mantenere aperto il dialogo anche nell’accoglienza di nuove proposte da parte degli artisti. ADU, insieme ai sindacati presenti, ha rinnovato la proposta di cogliere l’occasione di questo momento storico e dell’episodio accaduto per cambiare sguardo riguardo al settore spettacolo e ai metodi con cui ci si rapporta con le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, insistendo sul fatto che «non ci si sta scagliando contro una determinata amministrazione o contro alcun partito, ma contro un modus operandi che da tempo lede i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo e ancora più addietro, distrugge il concetto di lavoro in sé».

Progetto per Foligno e non solo Data la situazione ADU ha organizzato un incontro il giorno 6 maggio 2021 a cui verranno invitate tutte le realtà artistiche professioniste del territorio di Foligno, e a cui potranno partecipare le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo dell’Umbria per costruire insieme l’idea di progetto da proporre al Comune di Foligno, visto che si è dichiarato aperto a nuove proposte di rinnovamento culturale. Per sottolineare il concetto che ADU non agisce per un interesse di pochi, ma mira a salvaguardare le istanze dell’intero settore, l’associazione ha annunciato che aprirà quindi l’assemblea alla collettività, per accogliere idee e proposte al fine di modulare un progetto in ascolto della comunità. Il progetto, frutto dello scambio e del confronto dei presenti, verrà consegnato all’Amministrazione Folignate, che deciderà se attuarlo o meno. La stessa linea di azione sarà replicata in altri Comuni umbri affinché il “caso Foligno” non si ripeta e per creare e rafforzare la rete tra i lavoratori e le lavoratrici del settore spettacolo. L’appello di ADU alle realtà artistiche del territorio «è di rimanere unite in questo momento delicato, in cui si può decidere le sorti di un altro anno e in cui, a nostro avviso, mancano ancora le premesse per un reale cambiamento».

Confronto con la Regione E per spingere nella direzione di questo cambiamento, il giorno 28 aprile ADU ha incontrato il capo segreteria dell’Assessorato alla cultura della Regione Umbria. Durante l’incontro i lavoratori dello spettacolo hanno ribadito come «le richieste fatte nei precedenti mesi, e rimaste inascoltate, fossero fondamentali per stabilire dei criteri etici e sostenibili, in termini lavorativi, per la ripartenza di tutto il comparto». E’ stato ribadito «il forte dissenso per la normativa regionale che di fatto ha impedito in Umbria, unica regione d’Italia, lo svolgimento delle normali attività lavorative delle associazioni culturali, forma in cui si configurano molte delle compagnie operanti sul territorio». Da parte del capo segreteria, spiega ancora l’ADU, «c’è stata l’ammissione che la norma è stata messa in atto in via precauzionale per via della seconda e terza ondata dell’epidemia e che, per come era stata scritta, non faceva distinzioni fra le attività ludico ricreative e quelle lavorative, discriminando di fatto il lavoro di moltissime persone che risiedono in Umbria, molte delle quali, tra l’altro, non hanno potuto beneficiare del bonus “una tantum”, per cavilli burocratici che fortunatamente l’amministrazione regionale ha promesso di revisionare».

Tavolo regionale Nella seconda parte dell’incontro sono stati illustrati tutti gli strumenti che la Regione sta attuando per dare ossigeno al comparto dello spettacolo «anche se le azioni intraprese – sottolinea l’ADU – sono state indette senza un preliminare confronto con i lavoratori e quindi non soddisfano le istanze che da oltre un anno sono state fatte presenti, a livello regionale e nazionale». ADU ha ribadito che nei termini di assegnazione dei contributi stanziati dai bandi, sia determinante il valore occupazionale dei progetti presentati. In modo che i contributi possano veramente ricadere sui singoli lavoratori dello spettacolo coinvolti. Si è parlato poi della revisione della legge 17, che necessiterà di un ammodernamento e di una riscrittura: «Per farlo, il capo segreteria, a nome dell’ assessore Agabiti, ha affermato che ADU, insieme agli altri gruppi, sigle sindacali e soggetti interessati, parteciperà ai tavoli di discussione, che dovranno delineare questa importante legge regionale». Resta però ancora non attivato questo tavolo per la ripartenza, richiesto da ADU insieme ai sindacati da ormai un anno: «Dall’ultima riunione svolta era stato promesso dall’assessore regionale che i primi di marzo il tavolo sarebbe stato aperto, ora siamo a inizi maggio, l’estate è alle porte, alcuni spazi stanno riaprendo, e non si è pianificata una riapertura in concerto con le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori, che, ancora una volta, si troveranno a scontare queste inadempienze e questa mancanza di progettazione».

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