di G.O.

In grembo la speranza, è questo il titolo dell’edizione 2024 di Capolavoro per Lecco, l’iniziativa del comune lombardo che vede come protagonista la Pala Tezi del Perugino. Al centro di questa sesta edizione anche un’altra opera di provenienza umbra, la Madonna adorante dello scultore Giovanni Antonio di Giordano. L’iniziativa andrà avanti fino al 2 marzo 2025 presso il primo piano di palazzo delle Paure.

Perugino L’esposizione si concentra quest’anno sul tema della speranza legata al Natale. La Sacra Conversazione del Perugino, nota come Pala Tezi, prestito dalla Galleria nazionale dell’Umbria, venne realizzata nel 1500 ed è simbolo della maturità artistica del maestro umbro. Il soggetto della tavola è la Vergine col Bambino retta da un volo di cherubini tra quattro santi simmetrici, l’opera è sfortunatamente mutila poiché mancano la predella con l’Ultima Cena, oggi alla Gemäldegalerie di Berlino, e la cornice per sempre perduta.

Altra Umbria A partire dal 20 dicembre, nella seconda sala del palazzo si aggiungerà alla mostra anche la Madonna adorante dello scultore Giovanni Antonio di Giordano, datata 1499. Questa scultura lignea rientra tra le opere scampate alla distruzione del terremoto del 2016, in particolare era collocata nella chiesa di Santa Maria Assunta a Castelluccio. La statua rappresenta la Madonna in adorazione del Bambino, ma quest’ultimo è mancante poiché trafugato nel Novecento.

La mostra L’edizione 2024 di Capolavoro per Lecco è curata dallo storico dell’arte e docente di storia dell’arte all’Università di Camerino, Alessandro Delpriori. Mentre le prime due sale ospitano le opere umbre, la terza è dedicata a un’interpretazione teatrale di testi mariani e natalizi. I visitatori saranno guidati attraverso un’esperienza graduale, che alterna momenti di racconto e approfondimenti multimediali, particolare attenzione è riservata a bambini e scuole con laboratori creativi.

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