Paolo Rossi alla presentazione della Stagione sperimentale (foto Fabrizi)

di C.F.
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«Una stagione molto bella e ironica, nonostante sia il 10 settembre e il Teatro Lirico Sperimentale ancora non conosca la consistenza delle sovvenzioni statali» che copre circa l’80% dei costi. Queste le parole di Michelangelo Zurletti direttore artistico del Tls che mercoledì mattina in Comune ha illustrato gli spettacoli che dal 12 al 28 settembre la prestigiosa istituzione porterà in scena al teatro Nuovo-Menotti e al San Nicolò di Spoleto, la prima senza il presidente Carlo Belli, recentemente scomparso.

Zurletti: «Poveri di risorse, non di idee» La pesante eredità è stata raccolta ormai da qualche mese da Maria Profili Rossi, che insieme al direttore del Tls Claudio Lepore per la 68esima Stagione sperimentale propone due dittici, uno di operine nuove per la regia di Marco Martinelli sul tema dell’azzardopatia e l’altra per il più noto Paolo Rossi, in scena con il Gianni Schicchi di Puccini e Alfred, Alfred di Donatoni. «Sicuramente – ha proseguito Zurletti – paghiamo una povertà di risorse che però non equivale ad assenza di idee, quello non ci mancano, certo – ha evidenziato – la presenza di artisti apprezzati solleva automaticamente il livello della Stagione».

La lirica si trasforma con Martinelli e Rossi A Spoleto, insomma, la lirica sperimenta, sposando scenografie molto minimal, «anche 30 sedie e un palchetto d’alluminio», e affidandosi a chi con la sfarzosità del genere non va molto d’accordo, è il caso di Martinelli che dopo una brutta esperienza a Bologna aveva promesso a se stesso di non fare più teatro lirico «poi però – ha detto in conferenza stampa – mi hanno detto che non c’erano soldi e sono venuto». Sempre perché la stagione sperimentale ha un profilo altamente ironico, Rossi ha rilanciato: «Al San Carlo di Napoli una volta non avevano risorse per le scenografie e mi sono fatto accompagnare in magazzino, ho ambientato un’opera del Settecento in un villaggio turistico, questo avevano».

Dittico sull’azzardopatia Risate a parte, il messaggio è chiaro: anche senza soldi si può emozionare il pubblico, le strade sono tante e ad averle le idee possono anche bastare. Così, malgrado l’incertezza dei fondi che gli saranno destinati, nel programma del Tls ci sono due prime esecuzione assolute di operette nuove sul tema dell’azzardopatia, Il giocatore e Canzone dei Luoghi dei comuni, di circa trenta minuti ciascuna (12 al 14 settembre al San Nicolò), per la regia di Martinelli che in scena, oltre ai cantanti e l’orchestra del Tls, porta Ermanna Montanari (premio Eleonora Duse 2013), Alessandro Argnani e trenta bambini di età compresa tra 8 e 12 anni, mentre le musiche sono state composte da Cristian Carrara.

CONVEGNO SULL’AZZARDOPATIA PROMOSSO DAL TLS

Serpilla e Bacocco, altra operina sul gioco Il gioco sarà protagonista anche nel percorso dedicato al repertorio dimenticato con Serpilla e Bacocco operina tre intermezzi di Giuseppe Maria Orlandini su libretto di Antonio Salvi. La direzione dell’Ensemble del Tls sarà affidata anche quest’anno a Francesco Massimi, mentre la regia ad Adamo Lorenzetti. La prima è attesa per il 19 settembre al Piccolo di San Nicolò (sala superiore), replica 20 e 21 settembre.

Il dittico di Paolo Rossi, da Puccini a Donatoni Per celebrare 150 anni dall’inaugurazione del teatro Nuovo di Spoleto (1864 – 2014) in chiusura di stagione presenta un originale dittico che vedrà affiancate un’opera degli inizi del Novecento a una del nuovo millennio: Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, ispirata al trentesimo canto dell’Inferno dantesco, e Alfred, Alfred di Franco Donatoni, pièce particolarmente ironica ispirata alla temporanea degenza ospedaliera del compositore stesso. La regia è stata affidata all’attore Paolo Rossi, che nel 2010 proprio col Tls ha debuttato con la regia lirica di Il Matrimonio Segreto di Domenico Cimarosa. Ironico e graffiante come i temi affrontati nelle due opere, proporrà una regia originale ispirata all’immaginario circense. La direzione dell’Orchestra del Tls è di Marco Angius, tra i direttori più solidi per la musica contemporanea

Cardarelli: «Maggiore collaborazione col Due Mondi» Al fianco della presidente Rossi Profili e della vice Battistina Vargiu, il sindaco Fabrizio Cardarelli: «È un orgoglio avere in città un’istituzione culturale così viva, capace di rinnovarsi e di essere propositiva, mantenendo anche attraverso la collaborazione di artisti di rilievo, a cui va la nostra gratitudine, un livello di assoluta qualità. Come presidente della Fondazione Festival dei Due Mondi – ha ribadito il sindaco – mi impegnerò affinche queste due eccellenze culturali possano collaborare maggiormente, garantendo a Spoleto quel prestigio culturale che da sempre la contraddistingue».