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giovedì 15 aprile - Aggiornato alle 00:58

La Dad raccontata da chi è in prima linea: l’esperimento per entrare nel vivo della sfida alle scuole

Studenti, insegnanti dirigente a confronto: ecco la didattica a distanza secondo noi

«Vorrei entrare a Medicina da quando ero piccola» dice Marta, «sarebbe bello frequentare l’Accademia Militare» le fa eco Lorenzo, «desidero fare l’università all’estero» continua Sara e poi Simone «sono interessato al corso di laurea in Biotecnologie o magari Chimica». A parlare sono le ragazze e i ragazzi del quinto Liceo Jacopone da Todi: giovani resilienti, tenaci e determinati che, nonostante il difficile periodo, continuano a coltivare progetti di studio e di vita.

Le testimonianze La classe 5 AS, insieme al dirigente scolastico e al professore di scienze motorie dell’Istituto, ha raccontato la propria esperienza con la didattica a distanza. In molti, come Lorenzo e Marta, sentono la mancanza del contatto diretto con i compagni e con i professori, di quel rapporto fatto di gesti, sorrisi e sguardi, che solo all’interno dell’ambiente scolastico si può respirare pienamente. Altri studenti hanno trovato faticoso mantenere un buon livello di attenzione durante le lezioni online, spiegando come tra le mura di casa sia più facile rilassarsi, diversamente da quanto accade in aula dove la lezione è più partecipativa. Ma c’è anche chi evidenzia i risvolti positivi della dad, parlando dei tanti studenti provenienti dai Comuni del circondario di Todi, che ogni giorno affrontano viaggi abbastanza lunghi per raggiungere la scuola. Un esempio è quello di Chiara che arriva da Massa Martana e rivela come, senza i tempi di viaggio per andare e tornare con l’autobus, ora riesce a ritagliarsi più tempo, magari per una passeggiata, ed avere così la mente più libera e riposata per dedicarsi allo studio.

Gli esami Intanto si avvicina anche una data importante: i 100 giorni dalla maturità, che quest’anno cadono precisamente l’8 marzo. La classe però a causa dell’emergenza sanitaria ha dovuto rinunciare a una tradizione lungamente attesa. «Anche questa – fa sapere Lorenzo – è una rinuncia che incide, perché una volta terminati gli studi, noi ragazzi prenderemo strade diverse e sarà difficile organizzare un altro momento da condividere tutti insieme». Passando poi alla notizia che anche quest’anno l’esame di maturità si baserà su una prova orale che partirà dalla discussione di un elaborato, tutta la classe ha ritenuto giusta la decisione presa, riconoscendo comunque le due prove scritte come il modo più completo per verificare le competenze. «Una bella notizia per tutti – ha detto Elisabetta – non siamo più abituati a svolgere prove scritte così importanti, anche se continuiamo ad impegnarci per il nostro bene». Un commento condiviso anche da chi aveva ottimi risultati nello scritto, tipo Martina, che fa parte della redazione di Sottobanco, il giornale online del Liceo: «Mi piace molto scrivere testi, ma in quei pochi giorni che siamo tornati in presenza ho trovato più difficoltà a svolgere compiti scritti, facendo la didattica a distanza abbiamo perso l’abitudine a farli».

 

Le opinioni Solo alcune materie riferiscono i ragazzi sono state penalizzate: è il caso di educazione fisica e delle discipline scientifiche completate da attività svolte nei laboratori della scuola. Proprio il professore di scienze motorie Patrizio Arcangeli sottolinea come l’educazione fisica sia stata completamente stravolta dal Covid e riorganizzata. Soddisfatto della relazione instaurata “a distanza” tra la scuola e gli studenti anche il dirigente scolastico Sergio Guarente, che afferma come l’Istituto dal punto di vista organizzativo abbia sicuramente vinto la sfida, in quanto il Liceo si è mosso molto velocemente ed è riuscito ad organizzare in tempi brevi la didattica a distanza, dimostrandosi una scuola pronta a modalità innovative sul piano didattico: «Uno dei punti più critici della didattica a distanza – dice il dirigente – ritengo sia il rischio della demotivazione degli studenti, che vivono in solitario il loro rapporto con i coetanei e con gli insegnanti. Ci stiamo impegnando per sottrarre gli studenti a questa situazione di isolamento perché nuoce all’apprendimento e alla loro vita. Tra l’altro quel disagio psicologico che si manifesta negli studenti è affrontato da anni nella nostra scuola attraverso un valido strumento di supporto, lo sportello di consulenza psicologica al quale ogni allievo può rivolgersi».

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