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domenica 9 maggio - Aggiornato alle 12:29

Jazz, musica dell’inclusione: partito a Perugia il progetto Uj4kids

Umbria jazz arriva nelle scuole. Primo incontro con i bambini e presentazione il 21 febbraio. Eventi e attività a luglio durante il festival

Umbria jazz for kids

di Angela Giorgi

Il jazz come musica ideale per avvicinare i bambini al suono e per trasmettere creatività, inclusione, apertura mentale: è questo l’orizzonte in cui nasce Uj4kids, progetto attivato da Umbria jazz in collaborazione con Regione e Istituto comprensivo 2 di Perugia. Giovedì 21 febbraio i bambini delle scuole primarie Montessori/Ciabatti e Silone sono stati coinvolti nel primo workshop, tenuto dal collettivo Duke’s Trumpet di Mirco Rubegni (docente Conservatorio Morlacchi di Perugia e membro dei Funk-Off), e il progetto è stato presentato pubblicamente per la prima volta, presso palazzo Donini a Perugia, in presenza dell’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini, di Sonia Peana e Catia Gori, relatrici del progetto ‘Il Jazz va a scuola’ presso la Federazione italiana del Jazz e fondatrici della omonima associazione, del direttore di Umbria jazz, Giampiero Rasimelli, del responsabile del progetto, Fabrizio Croce, e del dirigente scolastico Jacopo Tofanetti.

 Jazz: metafora della vita A un anno esatto dalla costituzione della Federazione italiana del jazz, Uj4kids vuole essere un primo passo «per estendere il movimento su scala regionale e avvicinare i bambini alla musica», ha spiegato Fabrizio Croce. « Il jazz, fatto di improvvisazione e creatività, è considerato ormai il linguaggio più adatto ad avvicinare i bambini alla musica e può diventare metafora perfetta della vita, oltre che un eccezionale strumento di inclusione e simbolo della multi-culturalità e della solidarietà». Attraverso questo percorso sperimentale, che intende superare la didattica sterile, si auspica che Umbria jazz possa allargarsi nella città. «Rivolgiamo un appello importante a tutte le scuole affinché partecipino – ha dichiarato Rasimelli – e contiamo sul coinvolgimento di tutti gli artisti».

Le attività Un percorso didattico e sperimentale di tre mesi, che farà da prologo alla realizzazione di un’intera sezione del festival di luglio dedicata ai bambini, in forma di laboratori e intrattenimento esperienziale: attivazione di un percorso di avvicinamento al jazz attraverso racconto, ascolto, e musica d’insieme; un’area espressamente dedicata, individuata nel quartiere di via della Viola, nel corso della edizione 2019 di Umbria jazz, sotto forma di spettacoli, laboratori, guide all’ascolto; possibili forme di credito formativo da estendere agli allievi delle scuole di qualunque grado che prenderanno parte alle attività sperimentali; individuazione di alcuni istituti del territorio (scuole materne, primarie, medie e secondarie) come potenziali partner del festival per l’avviamento di un percorso didattico sperimentale nel biennio 2019/2021.

 Un momento favorevole «Ci abbiamo messo 45 anni, ma alla fine ci siamo arrivati», ha commentato il direttore artistico di Umbria jazz, Carlo Pagnotta. «Siamo in ritardo? Non direi», ha replicato Cecchini, che ha aggiunto: «È il momento giusto per muoversi nella direzione di una programmazione culturale e didattica all’insegna del jazz: il festival, dopo uno storico percorso, ha oggi trovato nuova linfa con i recenti riconoscimenti nazionali. Possiamo oggi assumerci il compito di “ampliare le elite”». Gli ideatori del progetto sperano infatti che, nel corso della manifestazione, si possa presentare il risultato concreto del processo formativo attraverso un ensemble, un coro o un’orchestra giovanile stabile di Umbria jazz, anche nella conformazione di “marchin’ band”.

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