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martedì 19 ottobre - Aggiornato alle 14:04

Jazz, Dario Franceschini: «Dal 2015 fondo da 500 mila euro per interventi strutturali»

Gregory Porter Septet a Uj Winter (Foto Uj)

di Dan.Bo.

Nel giorno in cui tutta l’Umbria piange Sergio Piazzoli, amante della musica che ha questo settore ha dato molto, proprio per la musica umbra arriva una buona notizia. A darla è stato mercoledì il ministro alla Cultura Dario Franceschini presentando, a Roma, il cartellone estivo dei principali festival e rassegne jazz alla quale hanno partecipato il trombettista Paolo Fresu (ospite dell’edizione di Umbria Jazz 2014 che parte tra un mese) e il presidente dell’Associazione I-Jazz, Gianni Pini: «Abbiamo previsto – ha detto – un fondo straordinario di 500 mila euro per interventi strutturali a favore del mondo del jazz, e soprattutto a favore dei giovani musicisti. Il fondo, che non si sostituisce al Fus, sarà operativo dal 2015 con un bando pubblico che stabilirà i requisiti per accedervi». L’anno scorso l’edizione estiva del festival umbro ha potuto contare su un finanziamento ministeriale di 50 mila euro, mentre ora l’obiettivo, in attesa che la commissione ad hoc si riunisca proprio a giugno, è quello di riuscire ad incrementare quella cifra. E chissà se il fondo messo a disposizione potrà servire per rafforzare Uj.

IL CARTELLONE DI UJ ’14

Non è di nicchia L’intervento farà leva sui fondi del Lotto e «nella distribuzione – ha aggiunto – ci sarà una parte vincolata a questo progetto che, se dovesse funzionare, potrebbe diventare permanente. È sbagliato immaginare il jazz come un fenomeno di nicchia». E a confermarlo ci sono i numeri, riferiti al 2012, che parlano di 4 mila concerti jazz su un totale di 18 mila ai quali hanno assistito 500 mila spettatori. «Quindi – continua – è un fenomeno grande, ma trascurato, sul quale la politica non ha investito. Il jazz, in Italia, ha potenzialità enormi ed è una nostra eccellenza». Il ministro ha poi ribadito l’importanza di «tutelare e valorizzare il nostro passato» aggiungendo che «quando dobbiamo spostarci verso la valorizzazione del presente e del futuro c’è una certa pigrizia».

Maggiore attenzione Nel corso della presentazione è stata messa in luce l’ampiezza e l’importanza del jazz in Italia. Un mercato nel quale operano circa 500 soggetti. «Il jazz italiano – ha detto Fresu – esiste e rappresenta un fenomeno importante. In questi ultimi 20 anni non ha avuto grande attenzione da parte di chi doveva sostenerlo. Mentre invece ha bisogno di maggiore attenzione. Rappresenta il meglio del nostro Paese mettendo in evidenza anche le nostre diversità. E questo, nell’arte, è una cosa straordinaria. In giro per l’Italia ci sono circa 400 festival distribuiti su tutto il territorio». L’Italia è attraversata, infatti, da numerosi appuntamenti per gli appassionati, a partire da Umbria Jazz senza dimenticare ‘Luglio Suona Bene’ e il Festival Villa Adriana, in programma dal 18 giugno al primo agosto. A Cagliari, poi, dal primo luglio al 2 novembre, c’è il Festival Internazionale Jazz in Sardegna.

Twitter @DanieleBovi

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