di Leonardo Malà
Ce n’è voluto ma finalmente Marsciano sembra aver compreso il suo ruolo di punto di riferimento per il teatro di comunità. Sabato 23 novembre, alla inaugurazione della nuova Sala Eduardo De Filippo, appena rimessa a nuovo dal Comune, si è assistito a uno sfoggio di personaggi che alla gran parte dei presenti potrebbe non aver detto granché ma che gli addetti ai lavori apprezzano particolarmente. Una serie di contributi video a sostegno del lavoro di Valerio Apice e Giulia Castellani e della loro compagnia “Isola di Confine”, finalmente prossimi al pieno riutilizzo di una Sala che loro stessi hanno contribuito a reinventare, trasformando la vecchia e cadente aula della scuola elementare in un vero teatro da 99 posti, grazie ai contributi ministeriali e alla generosa consulenza di Luca Ruzza, altro bel nome, artista visivo e collaboratore di Eugenio Barba.
E’ stato proprio il fondatore dell’Odin Teatret, insieme a Julia Varley, ad aprire i contributi video, seguiti dal regista Marco Martinelli del Teatro delle Albe, l’attore Lino Musella (grande estimatore di Apice al quale ha dedicato una deliziosa citazione di Eduardo), Sara Sartori, Paola Piizzi e Walter Valeri del Museo della maschera Sartori fino a Mario Barzaghi, Rosalba Genovese e Maria Rita Simone del Teatro dell’Albero. Tutti nomi che fanno della coerenza e della autorevolezza i loro tratti identitari e che non si spendono facilmente, segno di quanto valga il lavoro svolto da Isola di Confine.
In una sala strapiena, ripavimentata e ritinteggiata (è stata messa a norma anche la porta d’ingresso) il neosindaco Michele Moretti ha ringraziato la scuola e Isola di Confine per aver saputo realizzare “un vero e proprio presidio culturale”. Insieme a lui gli assessori comunali Chiara Tomassoni e Michele Capoccia, la responsabile della Regione Umbria per la valorizzazione degli attrattori culturali, Rita Passerini, che ha insistito con gli amministratori locali per spiegare quante possibilità esistano di investimenti e di recupero di fondi europei, grazie ai numeri sorprendenti dei laboratori di Isola di Confine, che in tutto l’hinterland marscianese contano oltre mille bambini. Hanno preso la parola i dirigenti scolastici Fabio Rustici e Sergio Guarente, la ex direttrice Stefania Finauro, quindi i responsabili del Teatro Ippocampo di Lugnano in Teverina. Ma soprattutto si sono esibiti i tanti allievi di Isola di Confine, impegnati in una piccola e collettiva performance.
“In questa sala – spiegano Valerio Apice e Giulia Castellani – è cresciuto il nostro fare comunità. Una palestra diventata teatro, dove la scuola incontra la città e la città incontra se stessa. Per noi è essenziale recuperare questo spazio che ci darà modo di portare a Marsciano nuove figure e nuovi progetti, quindi nuove risorse da investire nel territorio. Un luogo che deve essere aperto al contributo di tutti e solo noi sappiamo quanto ci siamo dati da fare perché attraverso il teatro potesse nascere una comunità come quella attuale. E’ commovente vedere i diciottenni di oggi masticare la materia teatrale con competenza e senza ossessioni performative da talent, ricordare la loro crescita da bambini e toccare con mano come questa esperienza li abbia fatti maturare in modo più ricco e profondo rispetto a tanti altri coetanei”. Parole che dovrebbero far pensare, oggi che ci si interroga sui vuoti che abitano la nostra gioventù, protagonista di orrori inimmaginabili nelle cronache di tutti i giorni.
