di Francesca Mancosu

Come valorizzare il patrimonio culturale italiano in tempo di crisi? Fra le poche e ben confuse idee a riguardo, le proposte migliori sembrano venire dal mondo dei social media e dei travel blogger, fondamentali per costruire la ormai irrinunciabile ‘web reputation’ di località turistiche, strutture ricettive e prodotti tipici. Nasce da qui il progetto #invasioni digitali, che nella settimana tra il 20 e il 28 aprile organizzerà una serie di ‘blogtour’ aperti a tutti in 300 musei e luoghi d’arte italiani. Nove i siti umbri coinvolti, fra Perugia, Gubbio, Todi e Narni. Ma non solo.

Se lo Stato taglia In principio fu la Settimana della cultura, manifestazione organizzata ogni aprile dal ministero dei beni culturali che consentiva l’ingresso gratuito a oltre 400 musei statali e siti archeologici italiani. Cancellata lo scorso gennaio, complice la crisi economica. «In realtà – racconta Fabrizio Todisco, ideatore delle Invasioni in collaborazione con la Rete di travel blogger italiani @IoFaccioRete, Officina turistica e l’Associazione nazionale piccoli musei – noi volevamo allestire un’iniziativa concomitante alla Settimana della cultura; dopo la sua cancellazione abbiamo deciso di andare avanti con il nostro progetto, ma non ci saremmo mai aspettati tante adesioni».

Condividere, con ogni mezzo Obiettivo finale della setttimana ‘digitale’, come si legge nel manifesto d’intenti pubblicato sul sito dell’evento, è «promuovere nuove forme di conversazione e divulgazione del patrimonio artistico non più autoritarie, conservatrici, ma aperte, libere, accoglienti ed innovative», avvalendosi dell’utilizzo di internet e dei social media. Un punto di vista alternativo, capace di offrire «una nuova esperienza di visita dei siti culturali, non più passiva, ma attiva». Per questo, tutti quelli che parteciperanno ad una delle invasioni in programma, saranno chiamati a postare foto, video e impressioni sui principali canali social Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest & Youtube, utilizzando l’hashtag – # – invasionidigitali.

I siti umbri Sono nove, come detto, le realtà umbre che hanno aderito al progetto. Dal museo diffuso del borgo di Giano dell’Umbria, con un percorso in 13 tappe dalla piazza municipale, sede del castello e della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, alla ‘Casa dipinta’ di Todi, piccola casa ottocentesca trasformata in opera d’arte in divenire dal pittore irlandese Patrick Ireland. Previste anche le ‘invasioni’ del Museo della canapa di Sant’Anatolia di Narco, che custodisce strumenti legati al ciclo della canapa e della tessitura recuperati in Valnerina a partire dagli anni ’70, della cinquecentesca Villa Fabri a Trevi, e del polo museale diocesano di Gubbio, con una raccolta d’arte che va dai reperti greci ed etruschi alla celebre Botte dei Canonici, agli affreschi del Pomarancio. Perugia, oltre ad un’incursione nel centro storico, proporrà una visita al parco-museo del Fuseum, che raccoglie le opere dell’artista Brajo Fuso (1899-1980), esponente della débrisart (arte del rottame). Gli unici siti in provincia di Terni saranno in quel di Narni: la chiesa campestre di Santa Prudenziana, in stile pre-romanico, e Narni sotterranea, con le sale dell’ex convento domenicano di Santa Maria Maggiore e la chiesa ipogea di Sant’Angelo. Le date e gli orari di tutti gli appuntamenti in calendario sono consultabili sul sito www.invasionidigitali.it

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