di Daniele Bovi
Due volumi ai quali hanno lavorato ben 22 autori tra affermati accademici, dottorati e giovani ricercatori che, «con rigore e attraverso nuove fonti», hanno ripercorso gli ultimi 150 anni della storia dell’Umbria. «Una storia umbra – ha detto la presidente Catiuscia Marini – che non può essere ricondotta a quella dei 45 anni dell’ente». L’opera si chiama «Storia dell’Umbria dall’Unità a oggi», è edita da Marsilio ed è stata presentata nei giorni scorsi a Perugia, nel salone d’onore di palazzo Donini. I volumi sono curati da Mario Tosti, presidente dell’Isuc (Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea) e docente di Storia moderna. Due volumi con molti saggi su argomenti di grande importanza, densi e voluminosi che, per cercare un paragone altrettanto importante, arrivano ben 25 anni dopo il volume dell’Einaudi dedicato all’Umbria.
Fermi a 25 anni fa «Il panorama – ha detto Tosti durante la presentazione – era fermo lì, a quel volume dell’Einaudi mentre ora con nuove fonti e rigore scientifico abbiamo ripercorso la nostra storia». «Einaudi – ha spiegato Ivo Biagianti dell’Università di Siena – sembrava aver messo un punto fermo, che in effetti ha messo. Ora con quest’opera si riapre il cantiere dopo aver superato il collo di bottiglia delle ideologie». I volumi, ai quali si è iniziato a lavorare nel 2010 guardando ai 50 anni della Regione che verranno festeggiati nel 2020, fanno un’analisi delle linee di sviluppo politiche, sociali, economiche e culturali dell’Umbria, in grado di fornire una chiave di lettura aggiornata della sua genesi storica, utile anche per «avviare un nuovo dibattito» come ha detto Marini.
Lettura approfondita «È una lettura approfondita e scientifica – ha spiegato la presidente – che sa cogliere le dinamiche culturali, economiche e sociali della regione, la sua specificità all’interno della Repubblica. Servirà a costruire un’identità collettiva e sarà utile al dibattito istituzionale e a quello pubblico». Alla presentazione hanno partecipato anche Marco Severini dell’Università di Macerata e il direttore dell’Isuc Alberto Sorbini. «L’opera – ha detto il direttore – rappresenta un mosaico importante per la storia della regione». Nel primo tomo si parla di «Poteri, istituzioni e società», con saggi dedicati alla massoneria e ai suoi rapporti con politica e società («la massoneria – ha detto Bagianti – in una regione dove il rapporto tra abitanti e logge è superiore a quello di altre regioni è una realtà sfuggente»), al clero, all’Università, alla stampa, alle associazioni dei lavoratori e ai sindacati, all’ordinamento burocrati.
I volumi Il volume si occupa anche della storia di alcune famiglie della regione, delle istituzioni tra centralismo e autonomia e anche degli ebrei e dei protestanti nell’Umbria post unitaria. Nel secondo tomo invece, intitolato «Uomini e risorse», si parla dell’andamento e delle caratteristiche strutturali della popolazione, del passaggio da una regione di emigranti a una di immigrati, delle comunità umbre all’estero, dell’agricoltura, dell’industria e degli imprenditori, del sistema bancario, delle vie di comunicazione, dell’architettura e anche dell’associazionismo sportivo. I saggi portano la firma di Matteo Aiani, Luciana Brunelli, Augusto Ciuffetti, Fulvio Conti, Antonio Pio Lancellotti, Paolo Marzani, Giancarlo Pellegrini, Paolo Pellegrini, Alberto Stramaccioni, Mario Tosti e Ferdinando Treggiari, Paolo Belardi, Angelo Bitti, Odoardo Bussini, Luca Calzola, Francesco Chiapparino, Renato Covino, Stefano De Cenzo, Anna Maria Falchero, Ruggero Ranieri, Alberto Sorbini e Manuel Vaquero Piñeiro.
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