di Enrica Ciuffini

Estro e classicità si incontrano e illuminati dai riflessi di una luna d’argento narrano di segrete rivelazioni, desideri di evasione, brividi soavi, attimi incantati dove le emozioni splendono e l’anima flirta con la spiritualità. I suoni filosofali de ‘Il Privilegio del Mattino’ dipingono il fascino dei sensi, sublimano lo sguardo e affermano la consacrazione del trionfo dell’alchimia degli estremi.

Si chiamano Andrearellinicinque e sono cinque musicisti toscani ed umbri che suonano insieme una grande musica jazz. Il gruppo formato da Andrea Rellini, violoncello, Vincenzo Buongiorno, chitarre, Sandro Marra, sax alto e clarinetto, Massimo de Stephanis, contrabbasso e Francesco Speziali, batteria, si è esibito domenica sera al Chiostro di San Niccolò di Cortona.

Un concerto esoterico, in cui il quintetto ha interpretato pezzi tratti dall’album ‘Il Privilegio del Mattino’, brani classici alternati a ballad e jazz contaminato da musica etnica, in cui si sono creati arabeschi musicali di rara bellezza. Eleganza, verve ritmica, ricercatezza del suono e sofismi melodici convivono in un’opera unica ed impalpabile a cui sottende una meravigliosa armonia variopinta di suadenti tentazioni.

Vibrazioni di un grande ensemble e la magia di una cornice ancestrale scolpiscono un’atmosfera eterna in cui il genio artistico dei musicisti percorre ‘Via del Campanile’, ‘Danza Di Primavera’, ‘Il Privilegio del Mattino’, ‘Ap’, ‘Rondò Delle Stanze Buie’, ‘Le Stanze Buie’, ‘Intermezzo’, ‘Comincio Domani’ e ‘Mamma’. Virtuosismi fatti di fiato, corde e tamburi che si esprimono liberi in una straordinaria sintonia che richiama il pensiero di Schopenhauer della musica come culmine della sua metafisica del bello.

Complicità, affinità e coinvolgimento accompagnano il pubblico nella contemplazione delle bellissime note, che si posano nei lineamenti e nelle forme dei suoni che via via prendono corpo e in cui quello sciame dei sogni, di baudelariana memoria, conduce alla via per l’accesso agli enigmi che stanno oltre le raffigurazioni del reale. Una lirica di seduzione e di attrazione verso il senso dei gesti degli artisti che aggiunge alla dimensione dell’ascolto un atteggiamento di sospensione riflessiva e meditativa.

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