di Giorgia Olivieri
La luce è da sempre un elemento imprescindibile per l’arte, tanto da esserne il punto di partenza essenziale per la fotografia. Esiste però una disciplina che mette questo elemento, naturale e artificiale, al centro della sua produzione: è la light art. Proprio questa forma di arte visiva è oggetto di un nuovo progetto fondato dall’Istituto italiano design di Perugia e che coinvolgerà il patrimonio Unesco umbro e marchigiano insieme a vari partner locali e non.
Il progetto Si chiama Eco light project il progetto sviluppato dallo IID, con durata biennale, che restituirà una versione inedita di alcuni siti Unesco tra Umbria e Marche. «L’idea nasce da un bando per l’internazionalizzazione del patrimonio italiano rivolto istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica – spiega Benedetta Risolo, responsabile relazioni esterne IID, a Umbria24 – che noi abbiamo declinato attraverso il fil rouge della luce».
Il biennio Da qui l’intenzione di legarsi all’Unesco, coinvolgendo anche realtà del territorio umbro, tra queste la Fondazione Perugia, la fondazione Umbria Jazz e il conservatorio Giulio Briccialdi di Terni, ma anche enti marchigiani come l’accademia Poliarte di Ancona e l’Università politecnica delle Marche. Tutti gli studenti e le studentesse dello IDD saranno coinvolti nel progetto per l’intero biennio, ognuno nella sua area di specializzazione, dal settore moda, al design della comunicazione, al design in senso proprio. Inoltre, il progetto che prevede la collaborazione con gli studenti del secondo anno del liceo classico Mariotti di Perugia per il loro pcto.
I luoghi In particolare sono tre i siti individuati per il progetto: la cascata delle Marmore, che da quasi vent’anni è in lizza per entrare nella lista Unesco; la città di Perugia attraverso la manifestazione Umbria Jazz, dal momento che questo genere materiale è stato riconosciuto come matrimonio immateriale; e la città di Fabriano, città creativa Unesco. Queste location saranno quindi oggetto di tre diverse opere di light art realizzate da altrettanti artisti selezionati e fruibili lungo l’estate 2025. Inoltre, presso la sede dello IID, sarà allestita un’installazione permanente sul tema.
Futuro e ambiente Le opere in cantiere vedono al loro centro il «valore esperienziale della luce», spiegano Gisella Gellini e Gaetano Corica, responsabili della direzione scientifica e della curatela di Eco light project. Il pubblico sarà quindi protagonista assoluto dell’opera, attraverso un’esperienza nuova di luoghi ben noti, trasformati in una nuova veste grazie alla luce. «La vocazione di questi progetti è dare un’identità inedita ai luoghi in cui agiamo», continuano i curatori. In particolare, a Perugia la luce sarà utilizzata per comporre musica, mentre a Fabriano si indagherà, inevitabilmente, il rapporto tra luce e carta. Per la cascata delle Marmore, invece, il focus sarà sulla sostenibilità, lavorando con la luce naturale per non impattare sull’ambiente. Quella di Marmore sarà un’installazione «zero inquinamento e che ne rispetti le caratteristiche ma che contemporaneamente permetta di andare oltre questa imponenza di acqua». La sostenibilità è infatti un aspetto importante della light art contemporanea e lo sarà anche in questo progetto.
