Chiunque passi in questi giorni all’interno della Rocca Paolina finalmente potrà vedere che, come proposto a più riprese da esperti d’arte e associazioni culturali, si è dato l’avvio al restauro conservativo del ‘Grande nero’ di Burri.
Bori «Già lo scorso anno ho sollecitato – scrive il consigliere Pd Tommaso Bori -, attraverso l’approvazione unanime di una mozione dedicata alla figura di Burri e al restauro del ‘Grande nero’, la delimitazione dello spazio limitrofo all’opera d’arte troppo spesso ostaggio di bancarelle e prigioniera di poster pubblicitari appesi con lo scotch, chiedendo inoltre la sistemazione del motore interno, l’adeguamento dell’illuminazione e la predisposizione di una cartellonistica con segnali e targhe che fosse chiara e permanente». L’opera del maestro tifernate è collocata, infatti, in un angolo a margine del percorso pedonale della Rocca Paolina e, nonostante la sua monumentalità, rischia di sfuggire allo sguardo di chi attraversa quegli spazi, proprio per una inappropriata, comunicazione, come da più parti espresso.
L’opera «Un grosso plauso – scrive ancora Bori – va ai privati che hanno finanziato l’intervento e dato avvio al restauro dell’opera. Era diventato, infatti, urgente evitare un ulteriore deterioramento della scultura definita da Rosalba Zuccaro (docente di storia dell’arte dell’università di Roma e relatrice della biografia di Burri per l’Enciclopedia Italiana) ‘cinetica, dalla mole imponente: misteriosa e controversa, come gran parte della produzione dell’artista’. Auspico – conclude il consigliere di minoranza del Comune di Perugia – che i lavori vengano eseguiti in tempi celeri al fine di garantire ai molti fruitori della Rocca Paolina, turisti e cittadini, la possibilità di vedere ‘i larghi orizzonti, i nuclei verticali, le ampie curve e gli alvei oscuri’ dell’opera nello splendore originale all’interno del superbo contesto della Rocca Paolina, in un connubio tra architettura militare rinascimentale e arte moderna che il grande artista umbro apprezzava molto».
