di Maurizio Troccoli
Si va di corsa in queste giornate frenetiche che vedono il centro di Perugia affollato di giornalisti per il festival internazionale, colorato di turisti per qualche giornata da ricordare in una una bella città d’arte e di cultura ed anche attraversata da quanti strappano qualche minuto agli impegni lavorativi per apprezzare qualche scampolo di calore. C’è qualcosa che frena l’andirivieni tumultuoso e distratto, qualcosa che invita dolcemente a soffermarsi e, per chi è dotato di apparecchi di registrazione, video o fotografici, invita a fissare qualche attimo prezioso di sonorità e suggestioni. Così è accaduto a chi scrive di sospendere per un po’ il programma della giornata e dedicare qualche istante al maestro Constantin Ferrari. Quelle note armoniose e insolite di quell’antico e tradizionale strumento si diffondono lungo corso Vannucci che sembra produrre l’effetto di una cassa armonica. Mentre la gestualità del musicista accompagna le note come fosse un tutt’uno tra intenzione ed espressione, tra poetica interiore e manifestazione sonora, tra la musica di dentro e quella di fuori. Poche righe vogliono valere come un omaggio ed un grazie sincero a Constantin che attraverso la poesia che affida alla strada, a qualcuno, ha fatto ricordare quanto prezioso sia il tempo e quanto intenso può essere un attimo sottratto all’abitudine.

