di M.T. 

Rimane tutto com’è tranne che per le bande. Potrebbe essere questa, in estrema sintesi, la conclusione del rumoroso confronto che si è registrato a Gubbio in questi ultimi mesi, rispetto a una delle feste popolari più note d’Italia.

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Polverone Parliamo ovviamente della festa dei ceri e dei tentativi, che nella storia si ripetono, di iniettare qualche idea innovativa nella tradizione. Ha vinto tuttavia la tradizione e la festa rimane così come la si è conosciuta, almeno per il 2016. Tranne che per le bande musicali, il cui percorso è stato cambiato. Va ricordato tuttavia quanto consumato tra le architetture della cittadina di Sant’Ubaldo, attraverso le reti telefoniche, ma anche nelle locande, nei punti di incontro dei rioni, nei bar e nelle piazze. Da un lato l’università dei ‘Muratori’, depositaria della festa dei Ceri, tra le più prestigiose università dei mestieri, probabilmente dell’Umbria, dall’altro, un’entità ben più vasta e indefinibile, che qualcuno circoscrive ai ‘ceraioli’ qualcun altro al ‘popolo’, senza tuttavia escludere da questi quanti sono favorevoli all’innovazione. Ma quale? Quella di cambiare il percorso dei ceri «per favorire maggiore partecipazione», secondo taluni. Cioè allungare il tragitto così che più persone possano correre con la ‘macchina’ sulle spalle. Proposta a cui, quell’entità appunto «il popolo» si sarebbe opposta.

Il nuovo percorso «La partenza dagli ‘Arconi’ – ha scritto qualche tempo fa il capitano Aquilante riportato da Live Gubbio – è un insensato quanto inutile allungamento del percorso, a meno che non si voglia fare omaggio a qualcuno. La festa dei Ceri e la vita stessa del del popolo eugubino sono un tutt’uno e nessuno: né muratori, né sindaco pro tempore, né tantomeno la curia, può pensare di gestirla sottraendola al popolo». Il popolo invece avrebbe approvato, per bocca del sindaco Stirati che lo rende noto attraverso una nota di stampa, il cambiamento del percorso alle bande:  «Un ritorno alla tradizione caratterizzerà la cerimonia della discesa dei Ceri domenica 1 maggio, con una variazione legata al percorso delle bande», si legge: «Decisione maturata nell’ambito del Tavolo istituzionale che ha coinvolto positivamente tutte le componenti della festa». «I ‘musici’ delle tre bande, quella comunale e quelle dei Ceri,  – conclude la nota – non partiranno più dal Monte Ingino ma aspetteranno all’incrocio tra via Savelli e via Dante. La finalità è quella di snellire il percorso che, soprattutto all’altezza di S. Marziale, crea effettive difficoltà e riporta ad una scelta effettuata in precedenza da molto tempo».

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