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lunedì 10 maggio - Aggiornato alle 10:24

Futura, ciclo di incontri sulla poesia contemporanea: al centro il Premio Nobel Louise Glück

Gli appuntamenti saranno trasmessi in diretta sulla pagina facebook di Umbrò Cultura, promossi dall’Associazione Spazio Humanities

Louise Glück

di D.N.

Futura è il titolo scelto dall’associazione di promozione sociale Spazio Humanities per il prossimo ciclo di incontri in streaming sulla poesia contemporanea. Incontri che ruoteranno anche attorno alla poesia di Louise Glück, Premio Nobel per la Letteratura 2020. #costruiamovisioni (per il futuro) era stato, infatti, l’hashtag dell’associazione per la seconda edizione, virtuale, di aspettandoPoesiæuropa, un progetto posto sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e che Spazio Humanities gestisce in collaborazione con diverse istituzioni internazionali e con l’Università degli Studi di Perugia. L’Ateneo perugino, inoltre, opera in sinergia con l’associazione Spazio Humanities e con l’Accademia di Belle Arti di Perugia anche per quanto riguarda un altro progetto, Umbrò Cultura, giunto al terzo anno di promozione di attività culturali.

Incontri in streaming Nell’ottica e nel piano dei lavori dell’associazione, che intende proporre iniziative sperimentali incentrate sulla poesia, la narrativa, la storia, la filosofia, le arti visive, la musica, al fine di valorizzare la ricerca in ambito culturale, e i cui temi sono temi cruciali del contemporaneo, si inserisce, dunque, Futura, ciclo di incontri in streaming sulla poesia contemporanea. Tutti gli incontri che seguono – secondo le intenzioni degli organizzatori – saranno trasmessi in diretta sulla pagina facebook di Umbrò Cultura (https://www.facebook.com/umbrocultura/), si nutriranno della fluida discussione di idee e categorie innescata dal dibattito sviluppato in Internet, e intenderanno creare uno spazio di sinergia tra ricerca e media in grado di contrastare la labilità della funzione del lavoro culturale e di gettare le fondamenta per uno spazio in cui pensare cosa significhi fare e essere cultura oggi, muovendo proprio dalle voci della poesia.

Interventi Nel corso dei tre incontri – che si terranno in streaming, rispettivamente, il 26 novembre e il 3 e il 16 dicembre – verrà aperta una finestra sulla poesia di oggi. Il primo incontro – 26 novembre 2020, ore 18 – ‘novecento/duemila’: forme nuove di identità, con Diego Bertelli, Raoul Bruni e Francesco Targhetta, è dedicato alla nuova collana di poesia Le Lettere ‘novecento/duemila’, che come obiettivo ha quello di gettare un ponte tra le vecchie e le nuove generazioni. Rappresentate, queste ultime, dai tre relatori. Nel secondo incontro – 3 dicembre 2020, ore 18 – Exordium dialogheranno tre poeti italiani emergenti: con Luigi Fasciana, Francesco Mazzotta, Silvia Righi (modererà Davide Murari). Il terzo incontro – 16 dicembre 2020, ore 18 – La voce del mito. Sulla poesia di Louise Glück, con Maria Borio – presidente dell’associazione Spazio Humanities –, Andrea Gentile e Gianni Montieri, intende omaggiare Louise Glück, insignita del Premio Nobel per la Letteratura 2020 ‘per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l’esistenza individuale’.

Glück Nata a New York nel 1943, Louise Glück è autrice di libri di poesie e di raccolte di saggi e docente nelle Università di Yale e Stanford. Il Saggiatore, diretto da Andrea Gentile, che parteciperà a questo incontro conclusivo, ha acquisito i diritti di pubblicazione delle sue opere. I temi ricorrenti nel lavoro di Louise Glück sono il trauma, la perdita, il rifiuto, il fallimento delle relazioni e i tentativi di guarigione, la perdita dell’innocenza, il desiderio e il cambiamento, la natura e la dimensione onirica e archetipica, la morte. “Una delle domande fondamentali, se non la domanda unica ed essenziale, posta alla base di Averno di Louise Glück – scrive, infatti, Gianni Montieri – è sul cosa accadrà dopo la morte. Non il solo quesito sul dove si andrà (ammesso che si vada da qualche parte): Glück va oltre e si chiede cosa ci faccia l’anima nell’aldilà senza le cose più care. A quale scopo dovrebbe esserci un’ipotetica vita dopo la morte se a questa mancheranno le cose terrene? Ecco il punto, la novità del contenuto di Averno”. Di questo e di altri argomenti dialogheranno i relatori, in un ciclo di incontri pensati anche per il grande pubblico, cui far giungere le voci della poesia, nuove e novissime, e i discorsi meta-letterari su questa e sul mito, che, in quanto testo mobile, è suscettibile di continue riscritture. E di rivisitazioni.

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