di Daniele Bovi e Fabrizio Troccoli

Un’idea nuova, un’opera che diventa il simbolo di un grande festival è per ogni artista motivo di orgoglio. Non è questo il caso di Francesco Capponi, fotografo perugino che si è visto «scippare» da «Fotografia europea», prestigiosa manifestazione internazionale che si tiene a Reggio Emilia, l’idea di una macchina fotografica fai da te che ognuno, partendo da un semplice foglio di carta, si può costruire. In gergo tecnico macchine a foro stenopeico. Un’idea liberamente condivisa da Capponi sul suo sito e anche su Flickr ma che il Festival, al quale Naba (la Nuova accademia di belle arti di Milano) aveva fornito agli organizzatori alcuni materiali, aveva stampato senza riportare il nome di Capponi.

IL PROGETTO DI CAPPONI

I fatti Nella serata di martedì Capponi, 36 anni, si accorge di quanto accaduto e con un post sulla pagina Facebook del festival lo fa notare. «Scusate se mi permetto – scrive Capponi su Facebook – la vostra “esclusiva” pinhole marchiata Naba è calcata con qualche piccola modifica dalla mia “dippold pinhole camera” che dal 2010 ho messo scaricabile gratis da Flickr e dal mio sito». Dopo rapidi accertamenti, grazie ai quali si capisce quanto successo, arrivano le scuse di Fotografia europea e del docente di fotografia della Naba Mariano Dallago il quale in un post, sempre su Facebook, si cosparge il capo di cenere sostenendo che «il tutto nasce da un progetto didattico qualche tempo fa (durante un workshop sulle pinhole “coffee and cigarettes” tenuto in Bovisa a Milano). Stamane ho scoperto la vera paternità di questo progetto, che mi fu consegnato da alcuni studenti (purtroppo senza riferimenti) e che trovai perfetto per la didattica. Così come Francesco lo ha ideato e progettato».

Le scuse «Mi dispiace – aggiunge – non averne approfondito la provenienza (una leggerezza di cui me ne assumo la responsabilità). Voglio anche scusarmi con Francesco a nome di Naba, la scuola dove tengo i corsi, per questa mia superficialità, e scusarmi con Naba per questo fatto increscioso e che spero in qualche modo di riuscire a chiarire dandone il dovuto risalto». Il festival poi, come scritto nella serata di mercoledì, apporrà il nome di Capponi su tutto il materiale. Ma in cosa consiste la macchina del fotografo perugino? In parole povere, dal suo sito o da Flickr si scarica su un banale foglio A4 una macchina fotografica «da ritagliare»: armati di colla, nastro adesivo, uno spillo per fare il buco, elastici, pazienza e un rullino il gioco è fatto. E funziona.

Una macchina per tutti Un’idea economica e basata sul principio della condivisione dei saperi: «Volevo fornire a tutti – dice Capponi a Umbria24 – una macchina fotografica al prezzo di un A4». Al progetto il 36enne ci ha lavorato a lungo prima della pubblicazione nel marzo del 2010. Da lì tantissimi download tanto da finire anche sul blog di Flickr, e quindi a tutti gli utenti del popolarissimo sito di condivisione di fotografie. «Tutto il materiale – spiega – ho voluto condividerlo gratuitamente, ma certo trovarmelo in quel contesto, anche se leggermente variato, non è stato piacevole. Quelli del festival però con me sono stati molto carini, sono vittime come me e ho visto che sono apparse le scuse».

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