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domenica 25 luglio - Aggiornato alle 10:47

Foligno, lavoratori dello spettacolo in piazza contro il bando comunale: «Trasformiamo un errore in opportunità»

Musicisti, attori, tecnici e maestranze, organizzatori della protesta, convocati dal Comune per ridiscutere la rassegna ‘Estate al Trinci’. Il pianista Guidi: «Il bando va solo ritirato»

La protesta in piazza a Foligno dei lavoratori dello spettacolo ©Fabrizio Troccoli

di Danilo Nardoni

Una convocazione “tardiva”. Ma per gli organizzatori, come si dice in questi casi, meglio tardi che mai, soprattutto se ci si può sedere intorno ad un tavolo e far sentire le proprie ragioni. E questa volta anche gratuitamente, «per trasformare un errore in una opportunità». La protesta dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo contro il bando del Comune di Foligno, creato per l’iniziativa ‘Estate al Trinci’, è arrivata fino in piazza suscitando anche molta solidarietà a livello nazionale. Una rappresentanza di artisti (musicisti, attori, danzatori), tecnici e maestranze, nel rispetto delle norme anticovid, sabato 17 aprile ha manifestano, insieme ad associazioni e sindacati, per esprimere dissenso nei confronti dell’avviso pubblico indetto dall’assessorato alla cultura per la creazione di una rassegna estiva di eventi da svolgere nella suggestiva corte di Palazzo Trinci. ‘Lavori nello spettacolo? Non ti pago’ è lo slogan che presentava la protesta nella centrale piazza della Repubblica a cui hanno aderito i sindacati umbri del settore Slc Cgil, Uilcom Uil e Fistel Cisl, oltre all’ADU (attrici attori danzatrici danzatori uniti dell’Umbria) e ad altre associazioni.

Dibattito Il bando, così come scritto inizialmente, prevedeva infatti che le prestazioni artistiche ricercate non fossero retribuite, se non da fondi o sostegni procurati dagli stessi artisti. Dato che il bando prevedeva pure l’ingresso gratuito agli eventi, secondo la denuncia che viene fatta dagli organizzatori della mobilitazione «non offriva così la possibilità ai lavoratori dello spettacolo di percepire un adeguato compenso per il lavoro svolto». «Riteniamo il bando – hanno ribadito gli organizzatori – gravemente lesivo della dignità della nostra categoria, in quanto il concetto che ne emerge è che il nostro lavoro non viene considerato come tale». Anche l’opposizione in consiglio comunale aveva chiesto nei giorni scorsi l’annullamento del bando. A seguito delle proteste e del vasto dibattito che si era alimentato sui social e negli organi di stampa, il Comune è così intervenuto, prendendo atto “con rammarico” delle contestazioni e del rumore mediatico, annunciando una “integrazione”. Insomma, erano arrivati prima della manifestazione già segnali di apertura con l’annuncio dell’opzione anche della bigliettazione, «in tal caso secondo le condizioni già operanti in altri spazi cittadini dove si organizzano eventi», come ha dichiarato il Comune. Come ha sottolineato però qualcuno dei manifestanti «questa ultima opzione potrebbe significare, tra le righe, che se si vuole fare uno spettacolo a pagamento lo spazio dovrà essere pagato». «Il bando non va corretto, va solo ritirato” secondo quanto detto dal pianista Giovanni Guidi.

Convocazione Ad inizio della manifestazione è comunque arrivato anche l’annuncio, come hanno fatto sapere gli organizzatori, che il Comune li ha convocati per un incontro, sottolineando che «non si è mai inteso penalizzare l’attività lavorativa di chicchessia ed in qualsivoglia settore la si esprima, tanto più in un contesto economico-sociale complesso come quello attuale». «Convocazione tardiva – hanno detto al microfono gli organizzatori – ma quello che chiederemo comunque al Comune è di trasformare un errore in una opportunità, offrendo così alla città una proposta artistica di qualità a livello nazionale».

Monito per le amministrazioni L’iniziativa di Foligno, oltre che come risposta all’amministrazione comunale di Foligno, nelle intenzioni degli organizzatori voleva essere anche un monito per tutte le amministrazioni pubbliche, «affinché la ripresa delle attività culturali gravemente colpite dalla pandemia sia per davvero una occasione per cambiare il modo di percepire e sostenere il mondo del lavoro culturale». La vicenda, infatti, ha assunto anche connotati nazionali.

Il sostegno Anche Jazz Italian Platform (la rete più importante dei festival jazz italiani), sulla base delle informazioni riguardanti alcuni bandi estivi, proprio come anche quello di Foligno, ha infatti invitato tutte le amministrazioni pubbliche «a favorire, in ogni modo possibile, la ripresa dell’attività dei lavoratori dello spettacolo, una delle categorie più colpite dalle conseguenze della pandemia». «Nell’estate 2020 – spiegano da JIP – ci sono stati esempi virtuosi di collaborazioni tra operatori culturali e amministrazioni culturali: è nostro augurio che tutte le amministrazioni pubbliche italiane seguano questi esempi che hanno consentito l’occupazione di migliaia di addetti del settore culturale. Auspichiamo che l’ANCI si faccia parte diligente. JIP è disponibile ad aprire un tavolo di confronto e di collaborazione con essa per valutare insieme tutte le strategie che consentano la veloce riapertura estiva delle attività».

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