di Anna Gabrielli
Dopo un primo tentativo mancato, Foligno e Spoleto tornano in gara per il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027, insieme ad altre tre finaliste. La candidatura congiunta porta il titolo di “Foligno+Spoleto in contemporanea” e verrà discussa davanti alla giuria il prossimo 16 ottobre a Roma, a Palazzo Poli.
La candidatura La scelta di candidarsi in tandem nasce dalla volontà di valorizzare due città legate da una solida tradizione artistica e da una stretta prossimità geografica e culturale, andando al di là dei campanilismi. Il logo della candidatura riprende le iniziali di Foligno e Spoleto, simbolo della collaborazione e della visione culturale condivisa. Come spiega Saverio Verini, direttore dei Musei civici di Spoleto, le iniziative faro comprendono nuovi progetti e la riattivazione di mostre che animeranno spazi pubblici, insieme ad attività didattiche per scuole e cittadini volte a rendere l’arte contemporanea più accessibile, e alla creazione di una “rete del contemporaneo” per valorizzare artisti e tradizioni locali.

Il dossier Il dossier “Foligno+Spoleto in contemporanea” si fonda su un concept che unisce tempo, spazio e relazioni in un sistema culturale integrato. Il passato, il presente e il futuro non sono momenti separati, ma dialogano tra loro: la tradizione artistica delle due città viene reinterpretata in chiave contemporanea, creando continuità con le nuove generazioni di artisti e con il pubblico. La cultura si diffonde oltre i confini dei musei e delle gallerie, attraversando centri storici, periferie, luoghi quotidiani e paesaggi naturali, diventando strumento di rigenerazione urbana e sociale, occasione di incontro e cura del territorio. Le relazioni tra istituzioni, artisti, imprese e cittadini si intrecciano per creare connessioni durature, stimolando innovazione culturale e sociale e favorendo la partecipazione e l’inclusione. Questo concept si traduce in iniziative concrete, con percorsi didattici, mostre diffuse, progetti innovativi che coinvolgono artisti locali e internazionali e la costruzione di una rete culturale permanente. L’arte diventa così non solo da vedere, ma da vivere, imparare e condividere.
Possibilità per il territorio Il progetto si configura così come un’occasione di crescita e di confronto, ma anche come un riconoscimento del ruolo dell’Umbria quale terra in cui l’arte contemporanea affonda radici solide e guarda con fiducia al futuro. Un percorso che vuole dare vita a un’arte che non si limita ad essere vista, ma che si impara, si pratica, si condivide. L’assessore regionale Tommaso Bori, durante la conferenza stampa di presentazione, ha sottolineato l’importanza della candidatura: «Siamo orgogliosi del risultato raggiunto dalle nostre città. È il riconoscimento per un percorso che la Regione ha sostenuto fin dall’inizio. Crediamo in un’Umbria che punta sulla crescita e sulla visibilità attraverso la cultura, elemento qualificante del nostro territorio».
