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giovedì 27 gennaio - Aggiornato alle 03:45

Film commission, festival umbri chiedono supporto: «Niente sovrapposizioni. Si finanzi cinema di qualità»

Dopo critici e docenti, Umbria24 ha ascoltato gli organizzatori di alcune rassegne cinematografiche sull’istituzione della Fondazione. Altri spunti e idee

Un momento della presentazione della Film commission

di Danilo Nardoni

Dopo docenti e critici, parola ai festival. Sulla recente istituzione dell’Umbria film commission, Umbria24 ha ascoltato l’opinione degli organizzatori di alcuni dei più importanti appuntamenti umbri dedicati alla settima arte. Anche in questo caso idee e spunti di riflessione non mancano: i festival, tra le altre cose, chiedono di essere coinvolti e valorizzati, che la neonata commission non sia un ente ‘Perugiacentrico’ e che il ‘grande festival’ promesso dal direttore, Paolo Genovese, non sia in competizione con quelli organizzati in Umbria da tempo. L’auspicio è anche quello della convocazione di una sorta di Stati generali sul cinema in Umbria. Si parla pure di valorizzare le professioni del cinema, chi sta dietro le quinte. Ed anche per questo motivo la prossima puntata di ‘ascolti’, in merito al dibattito intorno all’Umbria Film Commission, sarà quindi rivolta ai mestieri del cinema, con la voce delle maestranze umbre.

BENE L’ISTITUZIONE, MA IL CDA NON CONVINCE

Festival del cinema di Spello L’istituzione dell’Umbria Film Commission è una notizia che il Festival del Cinema Città di Spello ed i Borghi Umbri hanno accolto positivamente perché, come Festival che si occupa da ormai dieci anni di cultura cinematografica, «crediamo molto nel cinema anche come volano di sviluppo per il territorio» afferma la presidente Donatella Cocchini, per poi aggiungere: «Lo abbiamo visto in passato, quando l’Umbria ha fatto da sfondo a importanti pellicole, penso tra le tante a Fumo di Londra di Alberto Sordi, e anche più recentemente visto che è stata scelta come regione per ambientare anche diverse fiction Rai, come Don Matteo o Che Dio ci aiuti». «Per questo motivo – afferma – la creazione di una Fondazione che operi anche su questo fronte non può che far bene all’Umbria. Ma siamo anche ben lieti che si sia parlato della volontà del presidente Paolo Genovese, con il quale siamo già in contatto, di lavorare a una scuola di cinema che valorizzi tutte quelle professioni che operano dietro le quinte e che sono l’essenza del nostro Festival, nato proprio per accendere i riflettori su chi contribuisce con il proprio lavoro e il proprio talento alla realizzazione di un film».

FILM COMMISSION, GENOVESE: «ORA UNA SCUOLA E UN FESTIVAL»

Formazione e coinvolgimento In quest’ottica, Cocchini ricorda che «sono dieci anni che ci occupiamo anche di formazione, facendo entrare quelli che definiamo veri e propri “artigiani” del cinema all’interno delle scuole per farli conoscere ai giovanissimi e avvicinarli a professioni delle quali spesso ignorano l’esistenza. Non possiamo, dunque, che essere felici della scelta dell’Umbria film commision di intraprendere anche questa strada e l’auspicio è che si possa avviare una collaborazione». Cocchini ritiene interessante anche la costruzione di un grande Festival, come annunciato, «che ci auguriamo coinvolga i principali Festival di cinema già presenti in Umbria, alcuni dei quali sono già in rete in un’ottica di promozione e sviluppo del territorio anche da un punto di vista turistico». Al presidente Genovese e alla sua squadra Cocchini infine rinnova la disponibilità del Festival del cinema di Spello a costruire insieme percorsi virtuosi «per dare all’Umbria un ruolo di primo piano a livello nazionale ed internazionale sul fronte cinematografico».

FILM COMMISSION, CHI SONO I MEMBRI DEL CDA

Umbria film festival Ormai 25 anni fa, quando sicuramente il cinema non apparteneva alla cultura del luogo e in generale dell’Umbria, nasceva a Montone l’Umbria film Festival. A ricordarlo è Marisa Berna, presidente onoraria del festival che può vantare come primo fan uno come Terry Gilliam. «La stessa cittadina di Montone come moltissime altre cittadine dell’Umbria erano prive (e lo sono ancora) di un cinema – racconta Berna – ma tuttavia Montone da un quarto di secolo è sede di un festival cinematografico di risonanza internazionale. Punto di forza della prima edizione fu proprio la tavola rotonda a cui parteciparono molti esperti europei sul ruolo delle film commission per lo sviluppo economico, culturale e sociale di territori marginali». Berna ricorda poi che Montone ha seguito e collaborato con convinzione alle due film commission di cui la Regione Umbria si è dotata in questi anni con risultati non sempre positivi: «Non potevamo quindi che apprendere con grande piacere la nascita della Fondazione, primo passo per una vera film commission che sarà operativa con la nomina del direttore attraverso un bando pubblico che ci auguriamo si terrà in tempi brevi».

Terni e gli stati generali Berna condivide gli obiettivi posti dal presidente Genovese ma aggiunge: «Ci saremmo però aspettati che fosse data grande importanza e priorità (proprio per attrarre le produzioni) al recupero di quel gioiello che sono gli Studios di Papigno e di quel che è rimasto (se è rimasto) del Centro multimediale di Terni. Rimettere in funzione Papigno inoltre avvalora di più l’idea di una scuola di cinema per creare professionisti e maestranze. Infine bisogna sottolineare che il cinema a poco a poco è entrato nel dibattito culturale in Umbria. Grazie all’entusiasmo e al volontariato di molti sono nati ad esempio festival definiti e finanziati dal Mibac come festival di interesse nazionale, scuole di cinema, corsi di formazione. Sarebbe veramente auspicabile che la neonata Umbria film commission convocasse al più presto una sorta di Stati generali sul cinema umbro. Per conoscere ciò che di nuovo si muove in Umbria in questo settore».

Terni Film Festival La ricostituzione di Umbria film commission «è un importante traguardo che aspettavamo da quindici anni e la salutiamo con grande fiducia e tante aspettative» afferma Arnaldo Casali, direttore artistico del Terni Film Festival. Una cosa però lo stupisce: «Tutti sembrano ignorare che una film commission in Umbria c’è già stata: è stata una delle prime in Italia, ha portato grandi risultati ed è stata per anni la guida a livello nazionale. Rutelli dice che dobbiamo far tesoro delle esperienze delle altre commission: io dico che dobbiamo far tesoro, in primis, della nostra. E ciò che ha prodotto – come gli studios di Papigno, il Centro MultiMediale, la facoltà universitaria, i festival, le tante professionalità – non va ignorato ma deve essere considerato un tesoro prezioso da cui ripartire». Allo stesso modo Casali si augura che venga rispettato l’impegno a portare a Terni la sede operativa, ma dopo le prime dichiarazioni dei vertici il suo timore «è che si faccia piuttosto una Perugia Film Commission, dimenticando che Terni rimane la sua sede naturale, per la vicinanza con Roma, per i teatri di posa, e per le tante esperienze che ha accolto: dall’Accademia degli effetti speciali di Carlo Rambaldi alla scuola di recitazione di Gastone Moschin e Marzia Ubaldi, fino al set di La vita è bella di Benigni».

I festival già ci sono «L’altro mio timore – prosegue – è che il nuovo ente possa sovrapporre le proprie attività a quelle già esistenti, anziché valorizzarle. Non dimentichiamo che l’obiettivo della Film  commission è quello di sostenere e coordinare tutte le attività volte alla promozione cinematografica nella nostra regione. Ho letto che le prime iniziative annunciate dal presidente sono una scuola dei mestieri e un festival del cinema. Considerando che in Umbria ci sono già cinque grandi festival cinematografici di prestigio internazionale e molte realtà che lavorano sulle professionalità, credo che compito della Film commission sia quello di metterle in rete e farle crescere. Quando – proprio su iniziativa della Regione – con Narni, Spello, Perugia e Montone abbiamo creato la Rete dei Festival del cinema dell’Umbria, la prima cosa che ci siamo detti è che unendo tutte le nostre forze avremmo potuto creare una realtà importante tanto quanto quelle di Roma, Torino e Venezia. Mi auguro quindi che dicendo di voler creare ‘un grande Festival di cinema’ Paolo Genovese si riferisca a questo sviluppo dei festival umbri, e non a un nuovo progetto calato dall’alto con cui fare concorrenza a quelli che con grande fatica e poche risorse animano da oltre vent’anni l’intero territorio regionale».

Perso Anche Luca Ferretti, direttore artistico del PerSo – Perugia Social Film Festival, dice la sua in merito alla neonata Fondazione: «La ricostituzione dell’Umbria film commission è un passaggio essenziale per tutto il settore regionale, Festival compresi. Sarà di fondamentale importanza il sostegno che l’ente saprà dare alla produzione indipendente e ai giovani cineasti locali. Auspichiamo che una parte dell’ingente fondo stanziato sia orientato non soltanto ad attrarre le produzioni mainstream ma anche a chi lavora a un cinema di qualità, indipendente e culturalmente radicato sul territorio».

2-continua

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