di Chia.Fa.
Un’opera gotica che tocca il male attraverso gli incantevoli volti di due fratellini, Miles e Flora, attratti dai fantasmi del giardiniere e dell’istitutrice con cui hanno avuto rapporti osceni, inenarrabili. Sarà «Il giro di vite» di Benjamin Britten con la regia del direttore Giorgio Ferrara ad aprire venerdì sera, nella splendida cornice del teatro Nuovo, l’edizione numero 55 del Festival dei Due Mondi.
Ferrara: «Aria di morte» Un’opera maledetta dalle atmosfere inevitabilmente sinistre, oscure, inquietanti. Ferrara nella conferenza stampa di mercoledì mattina a palazzo Collicola l’ha definita «una messa funebre». La scene sono state curate da Gianni Quaranta che su indicazione di Ferrara ha realizzato una visione tridimensionale, con particolare attenzione alla verticalità, del quadro di Arnold Bocklin, «L’isola dei morti». L’effetto si annuncia «claustrofobico, con un’aria cupa, di morte».
Debus: «Opera perfetta» «Il giro di vite» è uno dei capolavori di Britten ed è definita un’opera «da camera» per il ridotto numero di orchestrali, a Spoleto dell’Orchestra Verdi di Milano diretta da Johannes Debus che nell’intervento in conferenza stampa ha spiegato: «Con ‘Il giro di vite’ non si sbaglia mai, è il manuale per ogni compositore alla ricerca di un’opera perfetta, indubbiamente un pezzo di grande bellezza».
Vlad: «Anticipiamo centenario dalla nascita di Britten» La scelta di «Il giro di vite» come opera della 55esimo Festival dei Due Mondi permette di celebrare il centenario dalla nascita di Britten che, tuttavia, cadrà nel 2013. «Lo facciamo con un anno di anticipo – ha affermato Alessio Vlad – anche per evitare che uno dei più grandi compositori del ‘900 rimanga schiacciato tra le celebrazione dei duecento anni dalla nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner».
«Il giro di vite»: storia, personaggi e interpreti Come detto l’opera di Britten, su una novella di Henry James, è inquietante, gotica, per qualcuno maledetta. È la storia di due bambini orfani, Miles e Flora, interpretati da Thomas Copeland e Rosie Lomas(entrambi provenienti dall’English National Opera che prepara proprio i giovani per il cast di «Il giro di vite»), che lo zio ha stabilito in una tenuta di campagna e affidato alle cure di un’istitutrice, interpretata da Marie-Adeline Henry. I fratellini sono splendidi, educati, intelligenti, ma la quiete della villa viene turbata dalle apparizione di due fantasmi, un uomo e una donna, che poi si scoprirà essere il giardiniere, interpretato da Leonardo Capalbo, e la precedente istitutrice, Emily Righter, amanti ed entrambe morti in circostanze misteriose. Miles e Flora, però, più che vittime dei due fantasmi sembrano essere complici silenziosi, custodi di un segreto.

