di Chiara Fabrizi
Sarà ancora una volta il concerto in piazza Duomo ad aprire il Festival dei Due Mondi diretto da Monique Veute, che per alzare il sipario su Spoleto66 ha scelto l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, il direttore ceco Jakub Hrusa e la musica di Leos Janacek. Stessa orchestra anche per il concerto finale diretto da Antonio Pappano che eseguirà due capolavori di Gustav Mahler, ovvero Lieder eines fahrenden Gesellen e orchestra Sinfonia n. 1 in re maggiore. Il Festival dei Due Mondi al via il 23 giugno vale anche il ritorno dell’opera, che manca da tre edizioni ed è stata affidata alla Budapest festival orchestra diretta da Ivan Fischer, che al Nuovo-Menotti porta l’unico dramma musicale di Claude Debussy, ovvero Pelléas et Mélisande.
«Ministero sostiene e difende Festival di Spoleto» Più di 60 spettacoli come sempre nel segno della declinazione delle arti in 17 giorni e 11 sedi, con prime nazionali e assolute che vedono in scena oltre 500 artisti di 30 compagnie. Sono i numeri del cartellone della 66esima edizione del Festival è stato presentato mercoledì mattina al ministero della Cultura da Veaute, il sindaco e presidente della Fondazione Festival, Andrea Sisti, la presidente della Regione, Donatella Tesei, e il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha confermato l’impegno del governo per Spoleto: «Dentro questo Festival – ha detto – ci sono valori che questo ministero intende sostenere e difendere, come la rappresentazione di tutte le arti in un determinato luogo e periodo e il profondo legame tra l’evento culturale e il territorio». A firmare il manifesto ufficiale di Spoleto66 è l’artista Enzo Cucchi.
FOTO: IL MANIFESTO DI ENZO CUCCHI
Laetitita Casta e Alessandro Baricco A Spoleto prima nazionale per Laetitia Casta nei panni della pianista Clara Haskil, artista dotata di un talento unico e di un’enorme modestia che, anche complice la fuga dai nazisti, riuscirà ad affermarsi sulla scena mondiale soltanto nel 1950, dieci anni prima di morire (Caio Melisso-Spazio Fendi 30 giugno-primo luglio). Per la sezione teatro musicale attesa anche anche per Tucidide. Atene contro Melo diretto da Alessandro Baricco che sarà in scena, per una prima assoluta, con Stefania Rocca e Valeria Solarino, mentre le musiche sono di Giovanni Sollima che in piazza Duomo porta i 100cellos, l’ensemble di cento violoncellisti da lui fondato e diretto (29 giugno). Al Festival debutta anche Silvia Costa che nella ex chiesa di San Simone mette in scena Harawi di Olivier Messiaen, ovvero un ciclo di canti ispirato dalle canzoni d’amore del popolo Quechua delle Ande sudamericane, da cui prende in prestito parole e melodie tradizionali, permeato di amore e morte (24-25 giugno e primo-2 luglio).
Prosa del Due Mondi, da Luca Marinelli a Silvio Orlando Spoleto si prepara a riabbracciare anche Silvio Orlando in scena al Caio Melisso-Spazio Fendi con la prima assoluta di Ciarlatani (5-8 luglio), commedia scritta e diretta dallo spagnolo Pablo Remón. Per il teatro c’è già particolare attesa per il debutto alla regia dell’attore Luca Marinelli, che al Festival di Spoleto si presenta con Una relazione per un’accademia, trasposizione teatrale del racconto di Franz Kafka coprodotto dal Festival dei Due Mondi e dal Teatro Stabile dell’Umbria (8-9 luglio all’auditorium della Stella). Prima assoluta a Spoleto66 anche per Il male sacro scritto da Massimo Binazzi e diretto da Antonio Latella, che porta in scena al Teatrino delle Sei-Luca Ronconi gli allievi dell’Accademia Silvio d’Amico (7-9 luglio). Prosegue il percorso sul teatro di Anton Cechov che il regista Leonardo Lidi dallo scorso anno ha iniziato a compiere a Spoleto, dove quest’anno porta Zio Vanja (24-26 giugno Caio Melisso-Spazio Fendi). Chiude il programma di prosa del Festival dei Due Mondi il drammaturgo e regista franco-uruguaiano Sergio Blanco con la conferenza-spettacolo Divina Invención o la celebración del amor, un testo sull’amore da lui stesso interpretato che non ne tralascia alcun aspetto, nobile o ignobile.
Musica Nel programma della musica largo anche all’elettronica con Max Cooper, produttore nordirlandese con un dottorato di ricerca in biologia computazionale atteso al Romano, dove la serata sarà scandita dalla proiezione di immagini potenti (28 giugno). Da Atlanta, anche se è nato in Alabama, quando erano ancora in vigore le leggi segregazioniste, arriva Lonnie Holley che all’auditorium della Stella porta una selezione di suoi brani in una commistione tra soul, musica d’avanguardia, jazz e blues primordiale (24-25 giugno). In piazza Duomo è attesa anche la compositrice e polistrumentista Rhiannon Giddens con la sua black non-black music, che racconta storie dimenticate di schiavitù insieme a un altro polistrumentista, Francesco Torrisi (6 luglio). Cameron Carpenter, il maggiore organista vivente ad appena 42 anni, è atteso non a Spoleto bensì alla basilica di Santa Maria degli Angeli (Assisi).
Danza Dopo dieci anni torna a indossare le scarpette Benjamin Millepied che al Romano arriva col pianista Alexandre Tharaud per Unstill Life, una serata dedicata alla relazione tra danza e musica (25 giugno). Prima nazionale per Into the Hairy di Sharon Eyal-Gai Behar che, coi costumi Christian Dior, invaderanno il Nuovo-Menotti con una danza fuori dai canoni convenzionali, fondendo il classico con la cultura dei club underground e spingendo la danza contemporanea ben oltre i suoi confini (dal 30 giugno al 3 luglio). Un’esplorazione coreografica dedicata al respiro è, invece, il progetto M di Marie Chouinard al Nuovo-Menotti con un’ode alla vita e una colonna sonora la cui materia prima è il respiro dei dodici danzatori (8-9 luglio). Da Lisbona torna a Spoleto il duo Jonas&Lander che al Due Mondi porta tre spettacoli: Lento e largo, ovvero un’apocalisse visiva con performer robotici e umani in un ambiente scenico basato e influenzato dall’opera di Hieronymous Bosch (San Simone 6 luglio); Cascas d’OvO, che esplora una comunicazione telepatica, sovrumana, come massima espressione del legame relazionale di coppia (San Nicolò 7 e 9 luglio); e, infine, Bate Fado, una performance ibrida, tra danza e concerto di fado, pensata per quattro ballerini, un cantante di fado e quattro musicisti (8 luglio).
@chilodice
