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domenica 25 luglio - Aggiornato alle 11:18

Festival di Spoleto, 60 spettacoli e 500 artisti. Franceschini: «Al Cts proposte concrete»

Dalle Orchestre di Budapest e Santa Cecilia a Colapesce e Dimartino. Prosa anche dalla Novergia, per la danza largo a Merzouk e Preljocaj

Il ministro Franceschini con la direttrice Veaute e il responsabile della comunicazione Ferullo

di Chiara Fabrizi 

Si apre il 25 giugno in piazza Duomo con la Budapest festival orchestra diretta da Iván Fischer con un programma musica francese di inizio Novecento (Milhaud, Satie, Ravel) e si chiude l’11 luglio sempre con la quinta scenica della cattedrale con l’Orchestra dell’Accademia Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano e il violino solista Friedemann Eichhorn con un programma che attraversa Oriente e Occidente (Rossini, Rimskij-Korsakov, Say).

Spoleto64 Nel mezzo sessanta spettacoli con più di 500 artisti provenienti da 13 paesi protagonisti indiscussi dei Spoleto64, il primo Due Mondi diretto da Monique Veaute, che sarà di scena in 15 location sia all’aperto (massimo 400 posti) che al chiuso (massimo 200 posti), oltreché online, nel rispetto dei protocolli per lo spettacolo del vivo che vuole vivere al Festival la propria rinascita dopo il letargo imposto dalla pandemia.

Franceschini: «Al Cts proposte concrete» «Stiamo lavorando da giorni con i rappresentanti delle categorie ed esercenti, la prossima settimana al Cts porteremo proposte concrete» ha detto il ministro Dario Franceschini, in conferenza stampa, ricordando che le regole «già consentono la riapertura in zona gialla» e aggiungendo che  «stiamo immaginando condizioni di sicurezza ulteriori che consentano di aumentare le presenze anche per gli spettacoli all’aperto di cui l’Italia è ricchissima: musica e arte devono tornare a riempire le piazze».

Le orchestre Spoleto64 è ispirato per la «parte musicale a Gian Carlo Menotti e per quella di prosa a Giorgio Ferrara» ha esordito la direttrice Veaute per presentare il programma composto da 22 concerti, 11 spettacoli di danza, 19 di prosa, cinque in digital stage, tre mostre, 18 incontri e cinque rassegne. Spoleto64 è ispirato per la «parte musicale a Gian Carlo Menotti e per quella di prosa a Giorgio Ferrara» ha esordito la direttrice Veaute presentando il programma composto da 22 concerti tra cui quelli di mezzogiorno fin dal primo weekend (25-27 giugno tra Sant’Eufemia, Sant’Agata e chiostro di San Nicolò) con otto appuntamenti da camera a cura di musicisti ed ensemble della Budapest festival orchestra. Imponente anche l’impegno dell’Orchesta di Santa Cecilia che la prima domenica di Spoleto64 in piazza Duomo con la direzione di Pascal Rophé esegue Oedipus rex di Igor Stravinskij nel 50esimo anniversario della scomparsa. Altri tre concerti da camera (8-11luglio tra Sant’Eufemia e Caio Melisso) sono affidati ai musicisti dell’Accademia, compreso quello del trio Antonio Pappano, Luigi Piovano e Alessandro Carbonare dedicato a Brahms, mentre il Coro di Santa Cecilia è atteso in piazza Duomo l’8 luglio.

Con Umbria Jazz L’inedita collaborazione tra il Due Mondi e Umbria Jazz produce due appuntamenti straordinari per Spoleto: Fred Hersch in trio con Drew Gress e Joey Baron (2 luglio al Teatro Romano) e Brad Mehldau (4 luglio in piazza Duomo).

Colapesce e Dimartino Per la musica debutta in Italia la giovanissima pianista franco-albanese Marie-Ange Nguci (2-4 luglio Sant’Eufemia), mentre piazza Duomo viene riservata sia a Francesco Tristano (3 luglio), che accosta le musiche di Bach all’elettronica, che a Colapesce e Dimartino (9 luglio), i cantautori indie rivelazione del Festival di Sanremo che da Spoleto inizieranno il tour estivo.

Opere film Era prevista al Nuovo-Menotti, ma causa limitazione viene proposta nella versione video, l’opera l’opera Jeanne d’Arc au Bûcher di Arthur Honneger, per la regia di Romeo Castellucci (26 giugno) così come debutta sempre in versione cinematografica Inferno l’opera film di Lucia Ronchetti (11 luglio San Simone).

Danza Per la danza il primo appuntamento è al Romano (26-27 giugno) con Folia del coreografo Mourad Merzouk con un programma che porta l’hip hop a dialogare con la musica barocca e la tarantella italiana con l’elettronica. A Sant’Agata, invece, la coppia Jonas Lopes e Patrick Lander con Coin operated, un’installazione performativa. Al Caio Melisso (9-10 luglio) la giovane coreografa franco-portoghese Flora Détraz porta Muyte Maker una rappresentazione sul ruolo della donna. Al Nuovo-Menotti (9-11 luglio) Angelin Preljocaj con Le Lac des Cygnes per un ritorno al balletto narrativo. Digital stage e data da definire, invece, per il debutto al Due Mondo dell’ensemble australiano Circa diretto da Yaron Lifschitz con Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij.

Prosa Per il teatro Leonardo Lidi in prima assoluta a Spoleto don La signorina Giulia di August Strindberg (26-27 giugno, San Simone), mentre arriva dalla Norvegia Alan Lucien Øyen che presenta a Spoleto The American Moth (2-4 luglio, Nuovo-Menotti). Dalla Scandinavia all’Umbria con il regista Liv Ferracchiati che presenta La tragedia è finita, Platonov (9-11 luglio, Auditorium della Stella), mentre è un ritorno al Due Mondi quello di Lucia Calamaro attesa con il suo Darwin Inconsolabile (2-4 luglio, Caio Melisso-Spazio Fendi). Spoleto64 segna anche il debutto come autore teatrale di Massimo Recalcati con Amen (8 luglio Romano). Omaggio a Giorgio Strehler (10 luglio, Romano) per il centenario della nascita con la moglie Andrea Jonasson che ripercorre, insieme con Monica Guerritore e Margherita Di Rauso, la vita artistica del grande regista italiano attraverso lettere autografe, brani teatrali e appunti di prove.

Agabiti «Lo splendido programma del 64esimo Festival dei due mondi di Spoleto sarà, tra le tante cose, anche il Festival della speranza, della capacità di andare, di superare ostacoli e difficoltà»: lo ha detto l’assessore regionale alla cultura, Paola Agabiti, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della edizione 2021 del Festival dei Due Mondi. «Il Festival –  ha proseguito l’assessore – rappresenta per l’Umbria uno dei momenti culturali più qualificanti che  questa edizione raccoglie e rilancia in una dimensione sostenibile e ambiziosa, nata e programmata in un periodo emergenziale ma con lo sguardo rivolto al futuro. E’ con questo spirito che la Regione Umbria ha cercato di sostenere sin dall’inizio della pandemia il mondo dell’arte e della cultura, che trova perfetta rispondenza nella visione che ispira le proposte artistiche di quest’anno. Stiamo tutti vivendo una delle fasi più difficili della storia europea e mondiale. Nonostante gli sforzi, a tutti i livelli, è innegabile che le comunità locali siano state chiamate a sacrifici e rinunce, a partire dalla contrazione di spazi ed occasioni di socializzazione e condivisione. In questo quadro – ha sottolineato l’assessore – uno dei settori maggiormente penalizzati è stato proprio quello della cultura, insieme alle filiere del turismo, dell’istruzione, dello sport, del commercio. Ma in tutti questi mesi è stata proprio la cultura a fornirci forza e visione attraverso i tanti artisti che hanno dato vita a raccolte fondi e a iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, o le tantissime rappresentazioni digitali che hanno consentito a milioni di persone di poter continuare a fruire di uno degli ingredienti fondamentali della nostra vita: la cultura. Il Covid cambia alcuni scenari, modificando strutturalmente prassi e consuetudini del passato. Una dinamica che deve spingerci ad interpretare il presente con nuove consapevolezze. Tra queste, la constatazione che da soli siamo tutti più vulnerabili; insieme tutti più forti. Da qui – ha concluso Agabiti – il mio ringraziamento a quanti si sono impegnati per la piena riuscita del Festival».

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