Rush finale tutto italiano a #ijf25: dopo quattro giornate dense di eventi e riflessioni in tutte le lingue del mondo, la quinta giornata segna il gran finale con una programmazione interamente italiana che spazia dall’informazione scientifica ai reportage nei contesti di guerra, dall’AI alla rappresentazione della violenza di genere, fino al racconto dei conflitti, al futuro della Siria, con un ultimo imperdibile appuntamento di satira tagliente: il Lercio Live Show.
In cinque giorni di Festival sono intervenuti quasi 600 speaker tra giornalisti, attivisti, studiosi e innovatori dei media, figure iconiche del nostro tempo che hanno animato oltre 200 eventi della XIX edizione del Festival, trasformando ancora una volta Perugia – dal 9 al 13 aprile – nella capitale dell’informazione globale. Un pubblico da record, proveniente da ogni parte del mondo – dall’Australia all’Africa, dal Canada all’America Latina – ha riempito le sale del centro storico di Perugia. Speaker premi Nobel, Oscar, Pulitzer, icone della contemporaneità, pionieri dell’innovazione mediatica e reporter di frontiera hanno condiviso riflessioni e strumenti per affrontare un’epoca segnata da un nuovo “disordine mondiale”.
Guerre, disinformazione, crisi democratiche e del diritto internazionale, l’edizione 2025 #ijf ha messo al centro il ruolo imprescindibile del giornalismo libero e indipendente per il futuro delle democrazie. “Questo è il grande segnale che dobbiamo dare oggi – ha dichiarato Arianna Ciccone, fondatrice #ijf assieme a Chris Potter – il giornalismo è fondamentale per la democrazia. In un’epoca in cui la disinformazione e la propaganda sono strumenti di potere, spesso usati anche da governi democratici, resistere vuol dire raccontare. E raccontare vuol dire proteggere la verità.”
Fiducia, coraggio, resistenza: sono le parole chiave di un’edizione che ha saputo interpretare con forza lo spirito del nostro tempo. Come hanno sottolineato gli organizzatori, non è solo una rassegna di incontri, ma un autentico laboratorio globale sul futuro del giornalismo, che ha saputo coinvolgere e mobilitare un pubblico sempre più internazionale.
Ecco nel dettaglio tutti gli eventi di domenica 13 aprile in ordine di programma:
In occasione del suo 50° anniversario, Amnesty Italia apre l’ultima giornata del Festival Internazionale del Giornalismo, alle ore 10 presso la sala dei Notari, con la proiezione in anteprima assoluta del documentario HUMAN LIGHTS (30 min), realizzato da Fabio Masi e prodotto da Blob – RAI 3. Un racconto attraverso immagini d’archivio, testimonianze e contributi di attivisti e volontari che hanno segnato mezzo secolo di storia della sezione italiana dell’organizzazione. Il film offre uno sguardo sulle lotte per i diritti umani che hanno attraversato generazioni, con interventi di Valeria Solarino ed Elio Germano, sostenitori delle campagne di Amnesty, e le voci di chi ha vissuto in prima linea questo impegno, tra cui Riccardo Noury, da quasi 20 anni portavoce di Amnesty Italia. Segue il dibattito con il regista Fabio Masi e Riccardo Noury, moderato dalla giornalista Francesca Schianchi, per approfondire il ruolo delle piazze, il valore della protesta e il futuro delle battaglie per i diritti umani in Italia e nel mondo.
L’attenzione si sposterà, alle ore 10.30 nella Sala Raffaello, presso l’Hotel Brufani, sulle trasformazioni digitali che stanno ridefinendo le nostre vite con Enrico Pedemonte e Fabio Chiusi. Seguendo il percorso tracciato nel libro di Pedemonte La Fattoria degli Umani (Treccani), il dibattito parte dal 2005, un anno cruciale in cui la diffusione di Internet e dei social media ha coinciso con il declino delle democrazie, l’aumento della polarizzazione politica e la crescita dei conflitti globali. che analizzeranno il ruolo dell’IA nella ridefinizione delle nostre vite.
Alle ore 11, alla Sala dei Notari, tre eccellenze del giornalismo di guerra riflettono su cosa significa oggi essere reporter nei teatri di conflitto, tra minacce, propaganda, censura e resilienza.Stefania Battistini, Lucia Goracci e Nello Scavo, sono protagonisti del panel Guerra agli inviati per raccontare la loro esperienza diretta, nell’affrontare le sfide della censura, delle minacce sul campo e della necessità di preservare un’informazione indipendente. Dai conflitti in Medio Oriente alla guerra in Ucraina, passando per la crisi dei migranti e i regimi autoritari, il lavoro degli inviati di guerra è essenziale per documentare scenari di crisi spesso dimenticati o distorti dalla propaganda. Tra rischi, restrizioni e minacce, i reporter sul campo sono gli occhi del mondo su tragedie e resistenze che altrimenti resterebbero invisibili. Stefania Battistini (RAI – Tg1), inviata speciale, ha raccontato sul campo la guerra in Ucraina, fino a diventare bersaglio di un mandato di arresto da parte della Russia; Lucia Goracci (RAI – Tg3), corrispondente esperta di Medio Oriente, ha seguito per oltre vent’anni guerre e rivolte, dall’ascesa e caduta dell’ISIS ai conflitti in Siria, Iraq, Afghanistan e Gaza; Nello Scavo (Avvenire), reporter d’inchiesta e autore di numerosi libri, ha documentato le rotte migratorie, il terrorismo globale e la guerra in Ucraina, guadagnandosi riconoscimenti internazionali.
Esistono le cosiddette “zone di sacrificio”, dove il giornalismo investigativo sfida gli interessi economici che mettono a rischio diritti e ambiente. Il workshop Zone di sacrificio: libertà di informazione e giornalismo investigativo, alle ore 11.30 presso la sala Raffaello, propone un dialogo aperto e strumenti pratici per chi opera in contesti di crisi, favorendo un approccio sinergico tra giornalisti, esperti legali e organizzazioni indipendenti. Saranno presentate esperienze concrete di cross-border journalism e inchieste collaborative con il contributo di Christina Badde (Correctiv Europe), esperta di giornalismo collaborativo transnazionale ed engagement, Ernesto Belisario (E-Lex), specialista in diritto digitale e supporto legale per giornalisti, e Rosy Battaglia, giornalista freelance e co-produttrice dell’inchiesta Taranto Calling, realizzata con Cittadini Reattivi.
Alle ore 12.15 nella Sala dei Notari, l’Italia meloniana è al centro dell’incontro con Dino Amenduni, comunicatore politico; Vitalba Azzollini, giurista e membro del Comitato Scientifico del Policy Observatory della Luiss; Adriano Biondi, condirettore e caporedattore dell’area politica di Fanpage.it; e Annalisa Cuzzocrea, firma di Repubblica ed ex vicedirettrice de La Stampa. A due anni dall’insediamento del governo Meloni, le riforme su giustizia, sicurezza e autonomia regionale hanno ridefinito il panorama politico italiano, sollevando interrogativi sul loro impatto istituzionale e sui diritti fondamentali. Gli speaker analizzeranno le trasformazioni in corso, valutandone le conseguenze politiche, sociali ed economiche e tracciando scenari futuri per il Paese.
Da due anni, il Sudan è teatro di un conflitto brutale tra due generali rivali, con conseguenze devastanti: milioni di persone sfollate, carestie in aumento, un numero imprecisato di morti e stupri di guerra. Nel silenzio della comunità internazionale, il Paese è travolto da una pulizia etnica che nessuno sembra in grado di fermare. Attraverso il giornalismo di inchiesta e le testimonianze sul campo raccolte da due voci esperte di Africa sub-sahariana e Medio Oriente, Antonella Sinopoli, firma di Nigrizia e Valigia Blu e Laura Silvia Battaglia al-Jalal, reporter in aree di crisi e autrice per Rai Radio 3, il panel La guerra in Sudan, un genocidio armato da paesi stranieri offre una lettura approfondita sulle cause, responsabilità e conseguenze di un conflitto dimenticato. Alle ore 12.30 presso la Sala Raffaello.
La crisi del diritto internazionale è al centro del dibattito globale. Dall’invasione russa dell’Ucraina alla guerra a Gaza, le norme che dovrebbero regolare la guerra e proteggere i civili vengono sistematicamente ignorate o reinterpretate. Quali sono le conseguenze quando la legalità internazionale diventa un’opzione anziché un principio vincolante? L’Europa, intanto, è costretta a ripensare sicurezza e difesa, mentre l’allontanamento degli Stati Uniti dalle alleanze transatlantiche impone una maggiore autonomia strategica. Nel panel, alle ore 15 presso la Sala dei Notari, Dall’Ucraina a Gaza: il diritto internazionale sotto attacco, Paola Caridi, esperta di Medio Oriente, Francesca Mannocchi, giornalista che ha raccontato i conflitti sul campo, Nello Scavo, reporter d’inchiesta di Avvenire, Emanuele Cimiotta professore di Diritto Internazionale presso l’Università di Perugia e Giulio Fedele, analista delle dinamiche giuridiche globali, analizzeranno come il diritto internazionale stia vacillando sotto la pressione delle guerre e delle nuove alleanze geopolitiche.
Il programma #ijf25 includerà anche discussioni su tematiche culturali, di genere e di rappresentazione mediatica. Amalia De Simone, videoreporter d’inchiesta di Rai 3, e Giulia Blasi, scrittrice e attivista, alle ore 15 presso la Sala Raffaello, analizzeranno le distorsioni della narrazione sui media, il ruolo degli stereotipi patriarcali e le implicazioni di genere nella rappresentazione della violenza, nel panel Crimine e pregiudizio: come raccontiamo la violenza quando a colpire è una donna.
Si parla di Europa in crisi nel panel Il Sogno Europeo. In un contesto geopolitico sempre più complesso, alcuni paesi ai confini dell’Unione Europea aspirano a diventarne membri, mentre in altri domina lo scetticismo sulle reali possibilità di adesione. L’Ucraina, la Moldova, la Georgia e i Balcani occidentali affrontano sfide uniche nel loro percorso verso l’UE, tra difficoltà interne, pressioni esterne e società civili che spingono per il cambiamento. Ucraina, Georgia, Balcani occidentali: qual è il futuro dell’allargamento dell’UE? E quale impatto avranno le scelte delle élite politiche europee e le aspirazioni delle società dei paesi candidati su questo processo? A questi quesiti rispondono Andrea Braschayko, giornalista freelance per Valigia Blu, Osservatorio Balcani Caucaso e altre testate italiane ed europee, Luisa Chiodi, direttrice di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT), Luna De Bartolo, corrispondente freelance da Tbilisi per La Repubblica, Aleksej Tilman, giornalista freelance specializzato in politica e società del Caucaso, collaboratore di Meridiano 13 e Valigia Blu. Alle ore 16 presso la Sala Raffaello dell’Hotel Brufani.
L’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca ha segnato l’inizio dell’era dei “broligarchi”, un neologismo che combina “bro/brother” e “oligarchi” per descrivere l’ascesa di una ristretta élite di miliardari tecnocrati che esercitano un’influenza senza precedenti sulla politica e sull’economia globale. Questa nuova classe dirigente, rappresentata da figure come Elon Musk, ha consolidato il proprio potere attraverso alleanze strategiche e il controllo di risorse chiave, spesso a scapito delle istituzioni democratiche tradizionali. Se ne parla, alle ore 16.15 nella Sala dei Notari, con Leonardo Bianchi, autore di Le prime gocce della tempesta. Miti, armi e terrore dell’estrema destra globale (Solferino); Fabio Chiusi, giornalista, ricercatore e autore di L’uomo che vuole risolvere il futuro. Critica ideologica di Elon Musk; Arianna Ciccone, cofondatrice e direttrice dell’International Journalism Festival e di Valigia Blu; e Carola Frediani, esperta di cybersecurity e cofondatrice di Guerredirete.it.
A seguire, alle ore 17 – Sala Raffaello, esperti di politica statunitense analizzano affronteranno l’ascesa del ‘trumpismo’ e il pericolo di un nuovo fascismo globale. Un dibattito aggiornato e documentato per comprendere il futuro politico dell’America e le sue ripercussioni globali con Marco Arvati (Harvard Business Review Italia, Valigia Blu), l’inviata del Corriere della Sera Viviana Mazza, in collegamento dagli USA, Barbara Serra, giornalista e conduttrice Sky News UK, in collegamento da UK. Modera Jacopo Di Miceli (Facta, Valigia Blu, Il Fatto Quotidiano), curatore dell’Osservatorio sul Complottismo e autore di Manuale per fabbricare una teoria del complotto (People, 2024).
Raccontare la guerra a Gaza è una sfida senza precedenti: testimonianze rare, restrizioni e pressioni rendono ogni parola un atto di resistenza. Francesca Caferri, corrispondente estera di la Repubblica, Safwat al Kahlout, corrispondente di Al Jazeera fuggito da Gaza, Roberto Cetera, inviato de L’Osservatore Romano, ed Enrico De Angelis, esperto di media arabi, nell’incontro Gaza: le parole per dirlo, alle ore 17.15 nella Sala dei Notari, analizzeranno le difficoltà nel narrare il conflitto, tra censura, distorsioni e il ruolo dell’informazione indipendente.
La caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria apre interrogativi sul futuro del Paese e sul ruolo dei media indipendenti in un contesto in trasformazione. Quali voci stanno emergendo, dentro e fuori la Siria? Come cambieranno gli equilibri politici e l’accesso dell’informazione internazionale? A #ijf25 Asmae Dachan, collaboratrice di Valigia Blu, Avvenire, L’Espresso, Fouad Roueiha, voce storica delle radio comunitarie, ed Eva Ziedan, esperta di patrimonio culturale, analizzeranno – alle ore 18, Sala Raffaello – le nuove narrazioni sulla Siria, in un dibattito che sfida il silenzio mediatico degli ultimi anni. Modera Enrico De Angelis.
Alle ore 19, in Sala Raffaello, si parla della trasformazione del panorama mediatico italiano con il panel Le nuove voci afrodiscendenti sfidano gli stereotipi del racconto mediatico italiano. Leila Beldhaj Mohammed, giornalista freelance e attivista transfemminista esperta di migrazioni e diritti umani, Nogaye Ndiaye, divulgatrice di origine senegalese e autrice di Universo Parallelo (People, 2024), e Hillary Esi Akoun, brand manager e team leader di Essere Nero, la più grande community social italiana sulla cultura nera, discuteranno di come i media italiani stiano cambiando grazie all’emergere di nuove voci afrodiscendenti. Modera il panel Jessica Cugini, giornalista di Nigrizia ed esperta di migrazione e cittadinanza.
Amedeo Balbi, astrofisico e autore di Su un altro pianeta (Rizzoli, 2022), Marco Motta, giornalista scientifico e conduttore di Radio3 Scienza, ed Elisabetta Tola, data journalist e cofondatrice di formicablu e Facta.eu, alle ore 18.30 nella Sala Notari, porteranno il pubblico sul pianeta della divulgazione scientifica, perché parlare di scienza, soprattutto di astrofisica, richiede linguaggi e strategie efficaci per renderla accessibile e coinvolgente. Gli speaker esploreranno le sfide della comunicazione scientifica tra radio, social media ed eventi pubblici.
Le Karma B, icone della comunicazione queer, alle ore 19.30 nella sala dei Notari, saranno protagoniste del panel Le notizie col trucco, dimostrando come il make-up possa trasformarsi in uno strumento di resistenza contro la censura e di divulgazione creativa per rendere accessibili temi complessi anche in contesti repressivi.
Dopo cinque giorni di dibattiti serrati, inchieste coraggiose e riflessioni sulle grandi sfide dell’informazione, alle ore 20.30 nella Sala dei Notari, #ijf25 chiude con l’ultimo appuntamento della XIX edizione: il Lercio Live Show, un momento per concedersi una risata anche sui limiti e gli errori del giornalismo. Perché, in un mondo sempre più dominato dalla disinformazione, la satira rimane un potente strumento di analisi e resistenza. Il celebre collettivo di Lercio.it smonterà con intelligenza e sarcasmo il paradosso delle fake news, tra notizie improbabili, annunci surreali e il quiz Vero o Lercio, che metterà alla prova la capacità del pubblico di distinguere il reale dall’assurdo. Sul palco, le firme storiche di Lercio – Davide Paolino, Augusto Rasori e Andrea Sesta – per una chiusura che invita a riflettere, ridendo, sui confini sempre più labili tra verità e finzione nell’era della post-verità.
