di Chiara Fabrizi
Due Mondi anche a Capodanno. Sarà il celebre Miguel Angel Zotto con il suo Tango: atto d’amore a segnare il secondo fuori programma del Festival che già per la Pasqua scorsa aveva portato al Nuovo-Menotti, Uto Ughi in duo con Bruno Canino. Uno spettacolo che si annuncia straordinario per gli appassionati della danza argentina che apprezzeranno Zotto, classe ’58 ed eletto tra i tre più grandi ballerini di tango del mondo, in coppia con Daiana Guspero ballare sulle musiche di Astor Piazzolla, Esteban Morgado, Julian Plaza e molti altri eseguite dalla Tango sonos orchestra.
Zotto a Capodanno senza contributo extra del Mibact A presentare l’appuntamento sono stati lunedì mattina il sindaco Fabrizio Cardarelli e il direttore artistico Giorgio Ferrara che hanno rivelato come, nonostante le rassicurazioni fornite a più riprese, il Mibact non abbia poi stanziato alcun contributo extra per sostenere i fuori programmi del Due Mondi, alla fine finanziati con le risorse già nel bilancio della manifestazione, che tornerà dal 24 giugno al 10 luglio 2016. «Ci eravamo presi l’impegno di alzare il sipario anche fuori dalla due settimane tradizionali per incrementare il turismo e lo stiamo rispettando – ha detto il primo cittadino – tanto che la data è stata scelta in sinergia con gli albergatori che hanno suggerito il due gennaio per favorire l’incoming».
Pappano, Bollani e l’orchestra di Santa Cecilia Il direttore Ferrara ha poi presentato Tango: atto d’amore: «Siamo di fronte a uno spettacolo bellissimo, Zotto è un professionista straordinario, siamo riusciti ad averlo perché risiede in Italia e in quel periodo dell’anno è a casa e non in tournée mondiali, questo ci ha permesso di poterlo ospitare senza spendere cifre elevatissime». I biglietti per lo spettacolo di Capodanno saranno in vendita nei prossimi giorni, ma l’attenzione di Ferrara è già proiettata alla prossima edizione, Spoleto59: «Abbiamo firmato il contratto per l’opera, Le nozze di Figaro, con l’orchestra Cherubini, mentre per il concerto finale avremo il direttore Antonio Pappano con l’orchestra di Santa Cecilia e Stefano Bollani, mi sento di dire che occorre preparare le terrazze di piazza Duomo perché sarà straordinario e confermeremo la politica dei prezzi sociali».
Si tratta per con la Fondazione Roma L’occasione è stata anche buona, infatti, per fornire i dati definitivi dell’ultima edizione che ha registrato oltre 70 mila presenze (+15%), tassi di occupazione dei teatri e delle location all’84%, con picchi del 94% per l’opera, mentre gli incassi hanno sfiorato quota 630 mila euro (nel 2014 erano stati 612 mila euro): «La variazione è minima – spiega Ferrara – ma va tenuto conto dei prezzi popolari praticati sul concerto finale che in biglietteria è valso un quarto rispetto allo scorso anno, in parole povere stornando il concerto finale gli incassi sono aumenti del 50%». Sullo sfondo, almeno per ora, il patto con la Fondazione Roma «con cui – rassicura Cardarelli – continuano le interlocuzioni per definire un accordo biennale rispettoso dello statuto, ma entro la fine dell’anno dovremmo riuscire a chiudere».
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