Stefano Boeri tra Wladimiro Boccali e Andrea Cernicchi durante la presentazione

Un festival per parlare di architettura, del paesaggio, della città. «Visioni del futuro» è il tema che si vuole coniugare in quattro giorni di incontri, conferenze, seminari con alcuni degli architetti, progettisti, artisti, filosofi più importanti della scena internazionale. E’ il «Festarch» che si svolgerà dal 2 al 5 giugno a Perugia, con una parentesi anche ad Assisi. Il festival, diretto da Stefano Boeri, architetto, urbanista e direttore di riviste del settore, ed organizzato da Rcs, ha già avuto due edizioni a Cagliari, nel 2007-2008, e dopo due anni di pausa rinasce in Umbria con l’ambizione di fare di Perugia un laboratorio di dibattito e  sperimentazione.

Stefano Boeri il direttore Venerdì il festival è stato presentato a Palazzo dei Priori dal sindaco, Wladimiro Boccali, e da Boeri. Erano presenti anche il sindaco di Assisi, Claudio Ricci, perché la sua città viene coinvolta nel programma nell’ottica di sostenere la candidatura congiunta Perugia-Assisi a capitale europea della cultura, e l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Andrea Cernicchi. L’assessore regionale Fabrizio Bracco non ha potuto partecipare, sostituito dal dirigente del settore, Baldissera Di Mauro. Anche Terni, oggi rappresentata dall’ assessore alla cultura, Simone Guerra, avrà un suo spazio nel programma organizzando una serie di laboratori di ricerca.

Cernicchi: ci confrontiamo con la contemporaneità Nel corso della conferenza stampa sono stati spiegati l’identità della manifestazione ed il suo significato per la città. «Perugia si confronta con la contemporaneità», ha detto l’ assessore Cernicchi, mentre il sindaco Boccali ha posto l’ accento sul senso di quella che considera «una sfida a noi stessi, a ragionare su questioni fondamentali del nostro vivere urbano a livelli così alti, come del resto è giusto che faccia un territorio, come Assisi e Perugia che ambisce al ruolo e al titolo di capitale della cultura».

Architettura come luogo di confronto Stefano Boeri ha spiegato come oggi parlare di design e di architettura significhi toccare in modo diretto la quotidianità delle persone, e come questi temi siano sempre più legati agli stili di vita ed alle scelte che si compiono tutti i giorni. L’architettura quindi – ed è qui il senso principale di Festarch – è un luogo di confronto privilegiato per comprendere la società e la sua evoluzione. «Un sismografo sensibile, come l’ha definita Boeri, del mondo in cui viviamo, capace quindi di interpretare il rapporto tra crescita e rispetto della natura e tra  sviluppo e povertà, uno strumento per ragionare sui grandi flussi migratori, una chiave di lettura per capire cosa accade nelle città».

Umbria scelta non casuale Festarch, per Boeri, è dunque una sorta di «antenna con cui sintonizzarsi sul mondo: l’Umbria è stata una scelta non casuale – ha aggiunto – e fungerà non solo da  palcoscenico, ma diventerà il centro di un sistema di relazioni in cui sperimentare una strada nuova anche nell’ organizzazione di un grande evento, con uno scambio inedito di ruoli tra i diversi attori». Boeri ha concluso che il festival si propone di offrire un confronto non solo sui temi dell’architettura e del design, ma anche sulle loro relazioni con altre discipline (per esempio, politica, letteratura, arte) aprendo la discussione al pubblico.

Gli ospiti e le location Tra gli ospiti della manifestazione, sono stati annunciati i premi Pritzker Kazuyo Sejiima e Tom Mayne; grandi maestri dell’architettura del ‘900 come Peter Eseinman, Peter Cook e Yona Friedman; alcuni dei progettisti più interessanti dell’attuale scena internazionale: Bjarke Ingels, Dillier & Scofidio, Michael Maltzan, Giancarlo Mazzanti, Francois Roche, Benedetta Tagliabue e Bernard Khoury. Annunciato anche William McDonough, progettista cult delle più avanzate tendenze dell’architettura sostenibile. Accanto a loro, protagonisti della didattica e dei media dell’architettura internazionale come Mohsen Mostafavi, preside della Graduate School of Architecture di Harvard;  Kurt Forster, direttore della 9° Biennale di Architettura; Ole Barman, direttore del NAI di Rotterdam;  Joesph Grima,  direttore di Domus e Geoff Manaugh, notissimo blogger di architettura. Il festival si svolgerà nell’acropoli. Alcuni spazi saranno quelli normalmente utilizzati per iniziative culturali, come la Sala dei Notari, la Sala della Vaccara, il Teatro Morlacchi, Santa Cecilia, il Teatro del Pavone; altri saranno «nuovi»: gli Arconi del Pincetto, il salone del Fatebenefratelli  e parti della Rocca Paolina fino ad ora mai rese fruibili.

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