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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 23:01

Ferrari finanzia il restauro del capolavoro di Cimabue nella basilica di Assisi

Si tratta del primo intervento conservativo dopo il sisma del ’97, inizierà a gennaio 2023 e durerà per un anno

L’affresco della Basilica di Assisi che porta il nome di ‘Madonna in trono col bambino, angeli e San Francesco’ tornerà all’antico splendore grazie al contributo del gruppo Ferrari, che ha deciso di prendersi cura di questo importante dipinto. L’ultimo restauro risale a cinquant’anni fa, a distanza di venticinque anni dal sisma del 1997 e dall’ultimo monitoraggio approfondito effettuato sull’opera «risulta urgente una manutenzione e una revisione aggiornata dell’ultimo intervento, per garantire lo stato di conservazione dell’affresco per gli anni a venire» spiega il capo restauratore della Basilica di san Francesco in Assisi, Sergio Fusetti.

L’affresco Conosciuto anche con il titolo di ‘Maestà di Assisi’, l’affresco risale al 1285 circa e raffigura il ritratto più conosciuto e probabilmente più antico e realistico di san Francesco, che secondo la tradizione fu eseguito sulla base delle indicazioni di coloro che lo avevano personalmente conosciuto. Oltre al celebre ritratto del santo assisano l’opera, che rappresenta uno dei più importanti lavori di Cimabue, raffigura la Madonna in trono con il bambin Gesù e una schiera di angeli che la affiancano. Il sito di cui fa parte la chiesa inferiore della Basilica è tra quelli indicati a forte rischio e vulnerabilità sismica, motivo per cui è diventato particolarmente importante seguire un rigido calendario di interventi di manutenzione e restauro.

I lavori Il progetto conservativo, curato da un’equipe della Tecnireco diretta dal capo restauratore della Basilica, Sergio Fusetti, in accordo con la Soprintendenza artistica dell’Umbria, inizierà il prossimo gennaio e durerà circa un anno. L’intervento sarà preceduto da un’indagine per immagini con le metodologie più moderne, una volta terminata la fase diagnostica si procederà con la rimozione dei depositi di polvere e sporco che offuscano le cromie, e alla risoluzione dei problemi di adesione della pellicola pittorica, delle dorature e e dell’intonaco alla muratura. Gli interventi precedenti vennero effettuate dall’Istituto centrale per il restauro nel 1973 e giunsero alla conclusione che l’affresco originale era molto consumato. Il lavoro di manutenzione che verrà portato avanti dalla Tecnireco, rappresenta il completamento dell’opera di conservazione e revisione dei precedenti restauri.

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