di Danilo Nardoni
Torna a far discutere a Foligno la gestione degli spazi culturali. Al centro del dibattito politico, ma anche cittadino e non solo, vista l’importanza che negli anni aveva assunto con una proposta culturale d’eccellenza, ritroviamo l’ex Spazio Zut che in precedenza aveva raccolto l’eredità dell’ex Cinema Vittoria e che ora, dopo l’annuncio del sindaco Stefano Zuccarini, tornerà a chiamarsi Nuovo Cinema Vittoria.
Ma al di là dei nomi, qua siamo di fronte ad un diverso modo di intendere i concetti di cultura ed intrattenimento, oltre ad una diversa maniera di come vanno gestiti i luoghi di vita culturale. “Da gennaio 2026 il ‘Nuovo Cinema Vittoria’ sarà restituito alla cittadinanza con gestione diretta da parte dell’Amministrazione Comunale”, è stata la dichiarazione del sindaco che ha riacceso gli animi. A cominciare da Diego Mattioli, consigliere comunale Foligno in Comune – Alleanza Verdi Sinistra: “Un disastro annunciato. Servono risposte chiare su cosa intenda fare davvero il Comune”.
“Dopo circa quarant’anni, durante i quali le precedenti amministrazioni avevano affidato i locali a soggetti privati, l’obiettivo è quello di restituire pienamente questo spazio culturale polivalente alla cittadinanza” sottolinea ancora il sindaco. “Si apre quindi una nuova pagina: il ‘Nuovo Cinema Vittoria’ – ora completamente rinnovato – potrà ospitare iniziative culturali, sociali e artistiche promosse da associazioni, gruppi, cittadini e molteplici realtà del territorio. L’utilizzo verrà concesso attraverso la concessione di patrocini, così come già avviene per altri contenitori culturali cittadini, garantendo pari opportunità di accesso a tutti. Siamo orgogliosi di poter restituire pienamente alla città uno dei luoghi simbolo, promuovendo al tempo stesso un modello di gestione partecipativa, in cui l’interesse collettivo viene prima di ogni logica di esclusività. Invitiamo tutta la cittadinanza e il mondo culturale a far rivivere appieno questo spazio: il ‘Nuovo Cinema Vittoria’ sarà finalmente di tutti e per tutti”.
Non si è fatta attendere la risposta delle opposizioni. “Apprendiamo con delusione e sconcerto – dichiara il Pd folignate – la scelta dell’amministrazione comunale di trasformare lo spazio Zut da contenitore pieno di contenuti a contenitore vuoto da riempiere chissà come e chissà quando, dimostrando ancora una volta la mancanza di una visione della città, di progettualità a lungo termine”. “Ci chiediamo – proseguono i dem – anche cosa si intenda concretamente con ‘gestione diretta’, soprattutto in relazione a tutti gli aspetti organizzativi, tecnici e gestionali che ineriscono alla quotidianità di uno spazio di pubblico spettacolo. Chi e come, concretamente, si occuperebbe delle aperture e degli allestimenti utili alla realizzazione degli eventi?”.
“Quanto sta accadendo all’ex Cinema Vittoria è l’ennesima prova di un modo irresponsabile – e ormai ai limiti del grottesco – di gestire la cultura a Foligno” sottolinea inoltre ancora Mattioli di AVS, per poi aggiungere: “Dopo aver cacciato chi aveva reso lo Spazio ZUT! una realtà culturale di rilievo nazionale, capace di garantire una programmazione di altissimo livello, l’amministrazione si presenta oggi – dopo un anno di silenzio – annunciando che lo spazio ‘verrà concesso attraverso la concessione di patrocini, così come già avviene per altri contenitori culturali cittadini’. Una dichiarazione che omette un fatto fondamentale: quelle stesse giornate di patrocinio, già previste in passato (trenta l’anno), sono state quasi mai utilizzate. Per un anno intero lo spazio è rimasto chiuso, vuoto, inaccessibile. Si è preferito azzerare un presidio culturale vivo e attivo, lasciando al suo posto una scatola vuota. Per fare cosa? Non esiste ad oggi alcuna progettualità concreta. Nessuna visione. Nessuna programmazione. Nessuna risposta seria. Eppure parliamo di un luogo che aveva reso Foligno un punto di riferimento culturale a livello regionale e nazionale: un teatro vivo, indipendente, professionale, capace di attrarre pubblico, artisti, compagnie, produzioni, collaborazioni. Una comunità di lavoratori e lavoratrici della cultura che l’Amministrazione ha scientemente smantellato, con un atteggiamento che definire miope è poco”.
“Uno spazio che, attraverso attività culturali, sociali e formative – prosegue Mattioli – era diventato un cuore pulsante della vita cittadina, sempre aperto al dialogo con il territorio e messo a disposizione di tutti in modo funzionale ed efficiente. Oggi ci ritroviamo con un ex cinema-teatro svuotato, e con un’amministrazione che, di fronte alla propria incapacità di gestire la situazione, si rifugia nei comunicati autoassolutori e nelle parole d’ordine buone per tutte le stagioni: ‘patrocini’, ‘progettazione condivisa’, ‘apertura alla città’. Ma cosa significano davvero questi termini se dietro non c’è nessun piano, nessuna risorsa, nessun confronto vero?”.
Per questo motivo Mattioli ha annunciato che presenterà una interrogazione urgente per chiedere conto pubblicamente di quanto sta accadendo: Il Comune “deve rispondere in modo chiaro e trasparente” ad alcune domande: “Quali sono le reali intenzioni per lo Spazio ex Cinema Vittoria? Cosa si intende con “progettazione condivisa”? Con chi e con quali modalità? Perché invece di lasciarlo vuoto per un anno non si è garantita la continuità operativa dello spazio come richiesto in Consiglio Comunale? Quali risorse economiche sono state messe a disposizione? Esiste un cronoprogramma, una strategia, una visione? Cosa significa realmente “gestione diretta”? Chi si occuperebbe delle aperture e degli eventi? Quali figure tecniche, professionali e di sicurezza verrebbero impiegate?”.
“La verità – dichiara ancora Mattioli – è che, a un anno di distanza, non è accaduto nulla. E il nulla è figlio di una gestione arrogante e priva di competenze specifiche, che ha anteposto logiche politiche e propagandistiche al bene comune. Sempre più forte è il dubbio – che oggi si fa certezza – che la chiusura dello Spazio ZUT! sia stata una scelta punitiva verso chi faceva cultura vera, alta, libera, non allineata. Una cultura forse scomoda, ma necessaria. Si è colpita una realtà di valore senza offrire alcuna alternativa, impoverendo il tessuto culturale cittadino e ignorando l’appello di centinaia di cittadini, artisti e operatori che in questi mesi hanno chiesto risposte. Siamo davanti a una gestione fallimentare, che confonde la cultura con l’intrattenimento e il patrocinio con la progettazione. Un’amministrazione che svuota i contenitori senza preoccuparsi dei contenuti, e che parla di “cultura per tutti” mentre chiude le porte a chi la cultura la fa davvero. Se invece alle nostre preoccupazioni il sindaco intende finalmente rispondere in modo serio e costruttivo, siamo pienamente disponibili a un confronto vero, trasparente e aperto, nell’unico interesse che dovrebbe guidare ogni scelta pubblica: quello della città e della sua vita culturale”.
Uno spazio quindi che in precedenza consentiva al Comune di Foligno di percepire un affitto. Ora, quindi, da quanto annunciato non sarà più così. Ci sono poi i costi di gestione da tenere in considerazione. Ed inoltre, mentre prima una realtà associativa, la Cooperativa Gecite, pensava ad una programmazione e partecipava a bandi e quindi aveva risorse da investire, ora semplicemente sarà concesso (veramente a tutti quello che lo chiedono? è la domanda ricorrente in città) dal Comune. Del resto, come viene fatto sempre in questi casi, il Comune aveva già a disposizione un numero di giornate all’anno (in questo caso 30) per poter utilizzare lo spazio così da concederlo ad esempio ad ogni associazione che poteva usufruirne a titolo gratuito. In pochi momenti, da quanto emerge, questo è stato fatto, cosa che fa pensare quindi ora ad un futuro di aperture davvero limitate del luogo. La domanda amletica allora è: meglio un contenitore di tutti ma svuotato di contenuti e di identità o un contenuto con una direzione culturale che possa far vivere quel contenitore? Forma o sostanza? Il dibattito è ancora aperto.
