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domenica 25 luglio - Aggiornato alle 11:40

‘Estate al Trinci’, lavoratori dello spettacolo in piazza a Foligno. Comune: «Il bando sarà integrato»

‘Lavori nello spettacolo? Non ti pago’: artisti, tecnici e maestranze manifestano con associazioni e sindacati per esprimere il dissenso per l’avviso pubblico. Segnali di apertura: «Possibilità di bigliettazione»

Non ti pago, manifestazione a Foligno dei lavoratori dello spettacolo

di D.N. e M.T.

Non si arresta la polemica e il dibattito in merito all’iniziativa ‘Estate al Trinci’. Anzi, la protesta arriva fino in piazza. Sabato 17 aprile (dalle ore 11 alle 13) è stata convocata la manifestazione di tutti i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo (artisti, tecnici e maestranze), per esprimere il loro dissenso nei confronti del bando pubblico indetto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foligno per la creazione di una rassegna estiva di eventi da svolgere presso Palazzo Trinci. ‘Lavori nello spettacolo? Non ti pago’ è lo slogan che è stato lanciato per annunciare la protesta in piazza.

Contro il bando E’ noto come i lavoratori di questo settore vivano un blocco delle attività dall’inizio della pandemia. Come sono evidenti le dure conseguenze, sul piano economico e sociale, che gravano sulle loro spalle. Tra l’altro esili, essendo questo, notoriamente, un ambito che da decenni si regge su rapporti di precarietà, insicurezza lavorativa e contrattuale, che poi si trasforma nell’impossibilità di pianificare progetti di vita e realtà imprenditoriali in grado di attivare investimenti, assunzioni o sviluppo. Quella, attuale, non viene vista quindi, dai lavoratori che ruotano attorno alla cultura folignate, come una occasione di ripartenza, ma l’ulteriore conferma di un approccio a questo mondo con gli schemi di sempre, che non valorizzano e non intendono questa dimensione del lavoro, al pari di altre, come occasione di impresa e di sviluppo. «Riteniamo tale bando – spiegano gli organizzatori in una nota – gravemente lesivo della dignità della nostra categoria, in quanto il concetto che ne emerge è che il nostro lavoro non viene considerato come tale. Il bando prevede infatti che le prestazioni artistiche ricercate non vengano retribuite, se non da fondi o sostegni procurati dagli stessi artisti. Dato che si prevede l’ingresso gratuito agli eventi, non si offre la possibilità ai lavoratori di percepire un adeguato compenso per il lavoro svolto. Il nostro settore è stato gravemente colpito dalla pandemia, e constatare che questo bando è stato annunciato come un’azione a sostegno della categoria e della cultura, non può che farci mobilitare».

Organizzatori Si manifesterà dunque a Foligno, in piazza della Repubblica nel rispetto delle norme di sicurezza. Aderiscono alla manifestazione i sindacati umbri del settore Slc Cgil, Uilcom Uil e Fistel Cisl, l’ADU (attrici attori danzatrici danzatori uniti dell’Umbria) «e tutte le associazioni, cittadine e cittadini che vorranno partecipare», annunciano gli organizzatori. «Preghiamo tutte e tutti di essere presenti per insistere sull’annullamento del suddetto bando e ribadire le istanze del comparto spettacolo dal vivo» concludono i rappresentanti dell’Adu. E’ ovvio che chi prima si muove, in questo mondo assopito da tempo, prima diventa anche bersaglio di polemiche e di accuse. Mentre le amministrazioni, tante, che ancora non possono o non ritengono di muovere dito per dare respiro a questo settore, nella propria inamovibilità, evitano quantomeno di essere bersaglio di proteste. E’ tuttavia vero che l’iniziativa di Foligno, ancorché una risposta a questa amministrazione, vuole essere un monito a tutte le amministrazioni pubbliche, affinché la ripresa delle attività culturali sia per davvero una occasione per cambiare registro sul mondo del lavoro culturale. In questa dimensione operano tecnici, professionisti figure di varia provenienza che hanno impiegato anni di studio, vivono un costante aggiornamento, sono nel flusso di una innovazione sistematica, non soltanto sul piano tecnologico, quanto del linguaggio e delle modalità di interpretazione delle relazioni e del tempo che viviamo. Essere strumenti di lettura della società, trasformarsi in occasione di rigenerazione per chi usufruisce di contenuti culturali, richiede una responsabilità che impone rigore, competenza, professionalità, indispensabili a vincere anche la naturale e forte competizione che esiste in questo come in altri settori. Il rilancio non può che partire da un ripensamento e, l’Umbria, terra di cultura, non può perdere questa occasione.

Comune Intanto, nel giorno stesso dell’annuncio della manifestazione, con una nota anche l’amministrazione comunale di Foligno interviene sull’avviso pubblico “Estate al Trinci”. «L’amministrazione comunale – si legge – ha preso atto con rammarico delle contestazioni e del rumore mediatico a seguito della pubblicazione dell’avviso pubblico per l’acquisizione di proposte progettuali nel settore della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dell’intrattenimento “Estate al Trinci”, elaborato dagli assessorati alla cultura ed al turismo, considerato irrispettoso dei diritti dei lavoratori dello spettacolo, per aver ipotizzato la gratuità dell’offerta al pubblico delle acquisende proposte. Premesso che per radicato e comprovato convincimento, l’Amministrazione folignate non ha mai inteso penalizzare l’attività lavorativa di chicchessia ed in qualsivoglia settore la si esprima, tanto più in un contesto economico-sociale complesso come quello attuale, i contenuti della protesta dei membri e/o rappresentanti della categoria, locali e non, rivelano la mancata percezione delle ragioni e degli obiettivi che l’avviso intende perseguire, così come nel complesso strutturato. Una serena e completa lettura dell’atto, consente infatti di comprendere che si tratta della volontà di mettere a disposizione della cittadinanza un nuovo ed ulteriore spazio – la Corte di Palazzo Trinci – particolarmente suggestivo ed adatto, per il protrarsi della emergenza sanitaria, ove replicare con modalità più strutturate la felice esperienza dell’anno passato “…visto anche il successo di pubblico degli eventi organizzati dal Comune per l’estate del 2020” – come si legge – affinché lo stesso possa proporre eventi e/o rassegne “in sinergia con le realtà associative che animano da sempre Foligno, per permettere a cittadini, visitatori e turisti di riappropriarsi degli spazi urbani e di godere, in piena sicurezza, di luoghi, arte e cultura”. Il fatto stesso che le naturali destinatarie dell’avviso (e non certo di un bando di gara che invece avrebbe dovuto essere strutturato con ben diverse formalità e che avrebbe dato luogo a necessaria graduatoria di merito) fossero le realtà associative del territorio, risulta confermato proprio dalla previsione secondo la quale “la realizzazione degli eventi e delle rassegne proposte in risposta al presente avviso, potrà inoltre essere oggetto di specifica e apposita valutazione, da parte dell’Amministrazione Comunale, in sede di concessione dei contributi per il sostegno finanziario annualmente previsto” e come noto destinato alle associazioni del territorio. Con tale obiettivo è stata individuata la Corte di Palazzo Trinci (che si aggiunge a spazi ben più strutturati, fra tutti l’Auditorium San Domenico, il Palasport Paternesi, tradizionalmente destinati ad ospitare anche grandi eventi artistico-culturali), ove consentire la realizzazione di proposte alle quali l’Amministrazione ha riservato importanti prerogative, comportanti la sostanziale eliminazione di costi di realizzazione ed amministrativi, quali quelle specificamente elencate nell’avviso. In siffatto contesto di proposta ‘aperta’, sollecitata e/o positivamente recepita da diverse realtà operanti nel settore di interesse, non sarà certamente l’Amministrazione Comunale a limitare le potenzialità di un avviso generante così tanto interesse – addirittura non auspicato – anche da parte di un più ampio e qualificato contesto artistico, che ai fini della sua partecipazione all’avviso ha vivacemente invocato la possibilità di bigliettazione: il bando sarà quindi integrato prevedendo anche tale opzione, in tal caso secondo le condizioni già operanti negli altri spazi sopraricordati».

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