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martedì 1 dicembre - Aggiornato alle 23:04

Essere o non essere in una Trap(pola), focus group sui nuovi linguaggi digitali e rischi per i giovani

‘Be, or not to be, in a Trap’ è il titolo dell’incontro in programma sabato 24 ottobre al Post di Perugia visibile anche nei canali social degli organizzatori

Convegno su Trap, nuovi linguaggi digitali e rischi per i giovani

In attesa dell’apertura ufficiale del DigiPass Perugia, lo spazio pubblico a disposizione di tutti i cittadini del Comune che hanno necessità di essere affiancati nella fruizione di un servizio digitale, continuano gli eventi organizzati per far conoscere gli spazi e i servizi che verranno offerti. Sabato 24 ottobre dalle 10 alle 13 si svolgerà al Post di Perugia il focus group interdisciplinare “Be, or not to be in a trap. Nuovi linguaggi, mass media digitali e i rischi correlati per le giovanissime generazioni”, finalizzato all’analisi critica dei nuovi linguaggi contemporanei mediati esclusivamente attraverso il digitale ed i rischi connessi all’utilizzo inappropriato da parte dei giovanissimi.

Musica e giovani Punto di partenza del momento di riflessione, voluto dall’associazione culturale St.Art, i testi ed i messaggi audiovisivi della musica trap disponibile nel web per approdare a piani di azioni educative e di formazione attraverso la musica, la tecnologia ed il loro utilizzo consapevole. Il DigiPass Perugia, che avrà sede negli spazi del Post e dell’Informagiovani, sarà l’unico della regione ad essere anche hub. In questo contesto metterà a disposizione anche una sala di registrazione audio e video, uno spazio appositamente pensato per i più giovani che potranno trovare attrezzature e strumentazioni per la registrazione e il mixaggio del suono. Un luogo dove provare, esibirsi e registrare i propri brani e performance. L’evento del 24 ottobre vuole essere, quindi, l’occasione giusta per presentare al pubblico questo servizio rivolto ai giovani che si avvicinano al mondo della musica e dei mezzi comunicativi digitali.

Interventi e eventi web Paolo di Giannantonio, Giornalista RAI TG1, sarà il moderatore dei vari interventi. I relatori saranno: Francesco Gatti – avvocato, presidente POST; Gianluca Tuteri – pediatra, vice sindaco Comune di Perugia; Aldo Manuali – giudice onorario Tribunale dei Minori, pedagogista; Giulio Rapetti “Mogol” – autore, presidente Siae; Fabrizio Croce – consigliere Comune di Perugia, ideatore UJ 4 Kids; Federica Pascoli – presidente Associazione contro il bullismo Basta il Cuore; Alessandro Deledda – musicista, direttore Scuola di Musica Piano Solo; Vincenzo Cerquiglini – presidente associazione St.Art, ideatore e organizzatore dell’incontro. I prodotti audiovisivi che saranno realizzati troveranno poi spazio all’interno dei canali social del Post, del Comune di Perugia, di Mascheradio e dell’associazione St.Art. Sempre il 24 ottobre seguiranno altri due appuntamenti web correlati: dalle 16 alle 18, Music Lab in streaming con Marco Cucchia dj, Alessandro Deledda, musicista, Moko, produttore, e Andrea Mingione, cantante, e dalle 19 alle 23, diretta su Mascheradio. Per informazioni: 0755736501.

Linguaggi e rischi “La Fondazione POST, anche come soggetto erogante il servizio DiGiPass Perugia, – spiega il presidente Francesco Gatti – ha accolto con entusiasmo la proposta di svolgimento dell’evento sulla musica trap proveniente da Vincenzo “ViceVersa” Cerquiglini (DJ di fama nazionale) e dell’associazione da lui presieduta, St.Art. Un evento di studio critico, e con approccio multidisciplinare (medico, sociologico, giuridico) su un fenomeno sorprendentemente diffuso, anche e soprattutto grazie alle nuove tecnologie, in una vasta fetta dei nostri giovani anche di piccola età, e che porta con sé molte implicazioni, spesso anche negative. Sia le finalità statutarie del POST, che le caratteristiche specifiche del servizio DiGiPass, che è un ampio contenitore che darà spazio a tutte le dinamiche tecnologiche e digitali, in procinto di essere inaugurato, si sposano perfettamente sia con le istanze provenienti dal focus group per addetti ai lavori della mattina del 24 ottobre, che si svolgerà nella sede museale, in cui avremo l’onore di ospitare tra gli altri anche il Maestro Mogol, quale sommo esperto di linguaggi musicali, che con i laboratori del pomeriggio e della serata. Infatti, l’educazione dei più giovani secondo la migliore didattica non possono prescindere dalla consapevolezza delle problematiche che li riguardano. Solo mediante la conoscenza di ogni implicazione e la condivisione con ampi settori della realtà sociale è possibile raggiungere l’ambito risultato, anche per le istituzioni come il POST, di poter erogare servizi culturali di livello: questa, in ultima analisi, è la ragione per la quale il POST e il DiGiPass sono entrati nel progetto “Be, or not to be, in a Trap” per i nuovi linguaggi, mass media digitali ed i rischi correlati per le giovanissime generazioni”. “Una necessità – prosegue Vincenzo “ViceVersa” Cerquiglini, presidente associazione St.Art – che illustrai alla presentazione della associazione contro il bullismo Basta il Cuore di Federica Pascoli nel 2016, di poter analizzare i contenuti dei testi e dei video ed i modelli comportamentali che ne derivano delle produzioni musicali italiane contemporanee che sono prevalentemente assorbite dalle giovani e giovanissime generazioni. E grazie alla nuova direzione del Post siamo riusciti come associazione St.Art dopo tempo a portare a compimento tale incontro se pur già rimandato dall’aprile 2020. Una analisi critica lontano da censure, guai a limitare il libero pensiero, ma proprio perché le arti rappresentano e narrano le varie realtà ciò che emerge da questi linguaggi estremamente popolari adolescenziali ma pressoché sconosciuti al mondo genitoriale è preoccupante. L’immaginario in quell’età così ricettiva può essere formato attraverso determinati messaggi che comunemente vengono condivisi attraverso l’uso improprio dei mass media digitali (YouTube, piattaforme social, web e deep web) con il rischio di creare distorsioni cognitive. I costanti tragici fatti di cronaca che emergono che coinvolgono giovanissimi sono solo la punta dell’iceberg. La globalizzazione del disagio la chiamo; narrata con tutte le lingue del mondo ma con un unico linguaggio sonoro denominato Trap trad. trappola ma nello slang suburbano statunitense, da dove ha origine, indica i quartieri più infimi sede di criminalità, dove si può entrare ma con il rischio di non poterne più uscire. In ogni parte del mondo intere generazioni contemporaneamente narrano e ascoltano attraverso la loro lingua di questo mondo periferico disagiato. Da sottolineare il fatto che per la drammatica situazione sanitaria attuale abbiamo dovuto cancellare all’ultimo momento la presenza “live” di un noto trapper italiano dalle notevoli capacità musicali e di contenuto. Ci rifaremo appena possibile con un evento liberatorio”.

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