«È giusto aumentare le tasse?». Attorno a questa domanda ruoterà l’incontro in programma mercoledì 16 aprile alle 17.30 a Umbrò, dove sarà presentato e discusso il volume di Riccardo Staglianò “Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri”, pubblicato da Einaudi nel 2026. L’iniziativa sarà introdotta da Ambrogio Santambrogio e si inserisce in un percorso di riflessione sui temi di tasse, lavoro ed eguaglianza.

Al centro del dibattito i dati contenuti nel libro, che fotografano un aumento significativo delle disuguaglianze economiche in Italia negli ultimi decenni. Secondo le elaborazioni riportate, lo 0,1% più ricco della popolazione – circa 50 mila persone – tra il 1995 e il 2016 ha quasi raddoppiato la propria quota di ricchezza, passando da meno del 6% a quasi il 10%. Nello stesso arco temporale, la metà più povera degli italiani – oltre 25 milioni di persone – ha visto la propria quota ridursi dal 12% a meno del 4%.

Un andamento che si intreccia con altri indicatori: la trasmissione della ricchezza per eredità e donazioni è passata in pochi decenni dall’8% al 14% del reddito nazionale annuo, mentre le retribuzioni reali non hanno recuperato il crollo registrato dopo la crisi del 2008, con una perdita di circa il 9%, a fronte di un aumento del 5% in Francia e del 14% in Germania nello stesso periodo.

Più recente è il dato sulla distribuzione del valore aggiunto: tra il 2020 e il 2023 la quota destinata al lavoro è diminuita di 12 punti, mentre quella destinata agli utili è cresciuta di 14. Parallelamente, il 10% dei percettori di reddito più elevati concentra oggi quasi il 40% dei redditi nazionali, contro il 28% degli anni Ottanta.

Il sistema fiscale, secondo le analisi riportate nel volume, risulterebbe meno progressivo rispetto al passato. Negli anni Settanta l’Irpef prevedeva 32 scaglioni con un’aliquota massima del 72%, oggi ridotti a quattro con tetto al 43%. Le rendite finanziarie e immobiliari sono tassate con aliquote comprese tra il 10% e il 26%, mentre il lavoro dipendente sopporta un carico spesso doppio. In alcuni casi, attraverso strutture societarie, dividendi e plusvalenze possono essere tassati in misura molto ridotta.

Anche il tema delle successioni entra nel confronto: in Italia l’imposta per coniugi e figli è fissata al 4%, tra le più basse a livello internazionale, mentre nel Regno Unito raggiunge il 40%.

Dati che, secondo i promotori dell’iniziativa, «fanno emergere uno squilibrio crescente» e pongono interrogativi sulla tenuta del principio di equità fiscale. L’incontro del 16 aprile si propone quindi come un momento di confronto aperto alla cittadinanza, con l’obiettivo di discutere possibili risposte e scenari a partire dall’analisi proposta da Staglianò.

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