di Chiara Fabrizi
Tutto esaurito in piazza Duomo per il Concerto finale, grande attesa per la prima alzata di sipario con l’opera Così fan tutte e Bernard-Henry Levy che inaugurerà il Caio Melisso recentemente ristrutturato da Carla Fendi. Ma anche l’arrivo in città di una delegazione di mecenati mediorientali agganciati attraverso la partnership col Beiteddine Festival, considerato il più grande festival dell’area geografica.
Vigilia del 58esimo Festival di Spoleto Questo ma anche molto altro scalda l’atmosfera del Due Mondi che da venerdì fino a domenica 12 luglio calerà su Spoleto trasformandola ancora una volta, la 58esima per la precisione, nella capitale internazionale della cultura. A raccontare le emozioni che il Festival offrirà al pubblico direttamente il direttore artistico Giorgio Ferrara e il sindaco Fabrizio Cardarelli nei panni anche di presidente della Fondazione. Gli occhi sono come ogni vigilia sono tutti puntati su Così fan tutte, l’opera attesa al Nuovo-Menotti venerdì e in replica domenica e lunedì diretta dallo stesso Ferrara con scenografie di Dante Ferretti.
Prima alzata di sipario con Così fan tutte «È un’opera geometrica ed è così che ho voluto farla risultare, dando come sempre precedenza al canto e alla musica, gli interpreti sono straordinari e il maestro James Conlon imprime il ritmo giusto all’Orchestra giovanile Cherubini. Ambiente e luci le abbiamo volute astratte e i costumi settecenteschi, anche se ci sono delle piccole eccezioni, come Don Alfonso che indossa un frak». Al fianco del regista il baritono Maurizio Murario: «Ho numerose produzioni di Così fan tutte alle spalle e trovo deleterio riproporre il cliché di un Don Alfonso intellettuale, mi è piaciuto quindi rimettermi in gioco per portare in scena un personaggio più navigato, molto sobrio e distaccato dai quattro amanti».
Bernard-Henry Levy inaugura il Caio Melisso Riflettori puntati nel primo weekend anche su Sara Baras e con lo spettacolo Voces, suite flamenca un omaggio alla storia del flamenco, e a Bernard Henry Levy che con il suo Hotel Europe inaugurerà il Caio Melisso dopo la ristrutturazione finanziata da Fendi: «Voglio ringraziare il sindaco Cardarelli – ha detto – che col suo decisionismo e la sua concretezza ci ha consegnato il teatro». Mentre i ringraziamenti del primo cittadino sono andati alla mecenate che ha sostenuto l’intervento «e che ringraziaremo adeguamente con un momento pubblico, per il resto – ha detto Cardarelli – abbiamo solo evitato che ci fossero intoppi, però mi appello ai parlamentari affinché diano input a una legge per la tutela dei nostri teatri la cui integrità architettonica e artistica e difficile da difendere di fronte alle norme di sicurezza».
Libanesi a Spoleto A suscitare forte interesse, poi, la collaborazione che il Due Mondi ha stretto col Beiteddine Festival diretto da Nora Jumblatt, moglie di Walid Jumblatt, tra i massimi leader della comunità drusa libanese. Al Festival di Spoleto arriveranno la cantante marocchina Karima Skalli e l’Asil Emsemble si esibiranno in Burdah, la voce della rimembranza, ma l’occasione è anche buona per far scoprire il Due Mondi a una delegazione di mecenati libanesi che si vorrebbe corteggiare per ingrossare le file mai troppo affollate dei sostenitori della kermesse di Spoleto.
Concerto finale sold out Intanto, però, l’andamento della biglietteria continua a soddisfare tanto il direttore Ferrara quanto il sindaco Cardarelli che in tandem hanno spinto per calmierare i prezzi: «La politica di ticket a basso costo ha dato i suoi risultati e il Concerto finale è già tutto esaurito, mentre moltissimi spettacoli sono già praticamente pieni». La scorsa edizione si erano raggiunte le 60 mila presenze, l’obiettivo è naturalmente crescere ancora.
