Do it torna a emozionare. L’associazione, sempre in equilibrio tra ricerca e sperimentazione, si prepara ad alzare il sipario sulla prima edizione di Rawland, rassegna culturale di musica elettronica e arti digitali che regalerà due giorni di performance nel cuore del centro storico di Spoleto e poi nel club Serendipity di Foligno.
Arti visive e musica elettronica a San Salvatore Venerdì 5 giugno alle 19 sarà direttamente il direttore di Palazzo Collicola, Gianluca Marziani, a presentare il progetto curato da giovani under 30, per lo più spoletini, che prenderà il via alle 21.30 nella suggestiva basilica di San Salvatore, patrimonio Unesco. Qui ad apire le danze sarà il duo tutto al femminile Calembour, formato da Laura Migliano e Giorgia Petri, che opera nel campo della new media art e delle arti visive, che poi lasceranno spazio a Kreng, artista e autore della sorprendente performance audiovisiva ‘Arcanum’.
L’evento alla Pegasus Rawland proseguirà sabato 6 giugno alla Sala Pegasus di piazza Bovio dove, a partire dalle 17, sono attesi gli artisti visivi italiani Roberto Memoli e Luca Moroni, in arte K-sine, dall’approccio minimal elettronico ad ampio spettro, e Breaking Wood, duo composto dai musicisti italiani Alessandro Altarocca e Cristiano Petrucci, alla continua ricerca di nuove sonorità da sperimentare.
Do it al Serendipity La rassegna di musica elettronica e arti digitali si sposterà al Serendipity di Foligno dove, dopo l’opening affidato a Giesse\Matthew Oh dj set, in cattedra saliranno Daniele Mana, in arte Vaghe Stelle, artista e dj italiano di fama internazionale e al di fuori di ogni genere preordinato, Eomac dj e producer irlandese e metà del duo elettronico Lakker e Domenico Crisci, dj italiano che spazia tra techno, acid e detroit.
Ticket Il prezzo del biglietto per la serata alla basilica di San Salvatore è di 8 euro, 6 quello per l’ingresso alla Sala Pegasus e 10 per il Serendipity, anche se Do it ha previsto un abbonamento complessivo per i tre eventi in vendita a 16 euro.
Perché Rawland I giovani organizzatori, che già lo scorso dicembre hanno sorpreso Spoleto con Spartiti al San Nicolò, spiegano: «Il progetto nasce dalla volontà di unire e fondere tra loro ‘due mondi’: quello della musica elettronica e delle sperimentazioni legate alle arti visive, e quello che rappresenta le radici all’associazione promotrice, la città di Spoleto. Rawland, infatti, deriva dalla sincrasi di due termini, raw che significa ‘allo stato grezzo’, primordiale come il suono, e land, cioè ‘terra’».
«Contenitore e mezzo di fusione di nuove sonorità» L’obiettivo principale di Do it, ma anche della prima edizione della rassegna, resta «quello di diventare il contenitore e il mezzo di diffusione di nuove sonorità, attraverso un dialogo tra musica e arte visiva che si snoda nel panorama della musica elettronica contemporanea. Un vero e proprio connubio – proseguono gli organizzatori – tra avanguardie artistiche e territorio che si propone come veicolo culturale e di riferimento nella realtà musicale del territorio umbro, anche attraverso la riscoperta del patrimonio storico-artistico locale». E con Rawland, l’emozione rischia di essere clamorosa.
