di D.N.
Si è conclusa da poco l’edizione 2018 del Festival di Sanremo e tra i ricordi c’è anche un po’ di Umbria. L’associazione no profit IACACT (Associazione Internazionale degli Attivisti della Comunicazione, il cui fine è sostenere e diffondere gratuitamente il messaggio del mondo del no profit) e la scuola Cavour-Marconi-Pascal di Perugia sono stati selezionati con il progetto ‘diversaMODAmente’ a partecipare a ‘Guardami Oltre. Sanremo per il Sociale’, la rassegna sostenuta da RAI ‘Responsabilità Sociale’, Corriere della Sera ‘BuoneNotizie’ e dal Comune di Sanremo, di progetti artistici realizzati da categorie sociali fragili e d’iniziative culturali rivolte al sociale. Un progetto che nasce senza alcuna finalità di lucro, ma esclusivamente dal desiderio di sostenere e dare visibilità a quanti in Italia si adoperano a favore di categorie sociali fragili. Un risultato importante per il territorio se si pensa che era la prima volta che l’Umbria partecipava a questa manifestazione di carattere nazionale.
Progetto Ospiti della rassegna sono stati Daniele Mariani, presidente IACACT, Antonella Piccotti, docente e referente del progetto, e le 2 studentesse vincitrici del concorso ‘diversaMODAmente’ Marika Battistini e Samantha Bottigli. Nell’ottobre del 2017 nasce il progetto ‘I Valori dello Sport’, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e patrocinato dal CONI e CIP regionale, dall’Università degli Studi di Perugia e dall’Università per Stranieri di Perugia. L’obiettivo è quello di richiamare alla coscienza sociale ed ambientale attraverso l’impatto che lo sport ed i suoi valori hanno sulla comunità. All’interno del progetto è nata l’iniziativa congiunta “diversaMODAmente”, che si pone come fine quello di promuovere lo sport per tutti, anche e soprattutto socialmente consapevole. Nello specifico sono stati coinvolti i corsi di moda e di grafica della scuola per un totale di oltre 50 alunni, a cui è stato chiesto, dopo una serie di incontri, di realizzare rispettivamente un bozzetto di un logo per le divise sportive degli allievi dei campionati paralimpici o un bozzetto di una “divisa” sportiva (tuta, body) per allievi di campionati paralimpici. Sotto il coordinamento delle prof.ssa Piccotti e della prof.ssa Federici, i bozzetti sono stati realizzati da singoli studenti o in gruppo, a mano libera o al computer, riproducendo atleti disabili o normodotati durante un gesto sportivo o riproducendo simboli degli sport paralimpici.
Le due vincitrici Le due vincitrici insieme a Daniele Mariani ed Antonella Piccotti sono stati ospiti il giorno 8 febbraio presso ‘Casa SIAE’, la struttura allestita al centro della piazza di Sanremo per la rassegna di Sanremo per il Sociale: «E’ stato entusiasmante – dichiara Marika Battistini – potermi confrontare con una realtà tutta nuova, piena di luci e gremita in ogni angolo. Salire su di un palco e poter esporre il mio lavoro è stato emozionante e divertente». Guardami oltre infatti è stata un’occasione per i protagonisti dei progetti artistici di potersi raccontare, di condividere l’esperienza artistica tra senso e valore di sé, di valicare il muro della solitudine e del silenzio, di affermare il diritto alla diversità in quanto bellezza e pari opportunità. «Sono stata felice perché era la prima volta che vedevo Sanremo dal vivo – afferma Samantha Bottigli – ed essere lì è stata una piacevole scoperta soprattutto perché mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con nuove realtà che si impegnano quotidianamente nelle tematiche del volontariato e dell’inclusione sociale». Oltre alle celebrità presenti in prima fila come il maestro Beppe Vessicchio, tante associazioni presenti che hanno applaudito ed hanno seguito interessate l’iniziativa umbra: «Io mi sono divertita- dichiara Antonella Piccotti – sono stata insieme a dei compagni di viaggio molto gradevoli e sono sempre più convinta della validità di queste iniziative per i nostri giovani. Se dai loro fiducia e li incoraggi ottieni dei risultati sorprendenti».
Confronto Un vero e proprio momento di condivisione e confronto con associazioni provenienti da ogni parte d’Italia come Napoli, Roma e Milano, che hanno presentato le loro attività e spiegato i progetti su tematiche come infanzia a rischio, anoressia e bulimia, ristorazione solidale, droghe ed AIDS. «Questa esperienza ha dimostrato – conclude Daniele Mariani – come, indipendentemente dalle nostre sfide personali o professionali, differenze o limiti, basta guardare oltre per capire che facciamo tutti parte di una stessa squadra che si chiama umanità».
