di Chia.Fa.
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Patrick Dalli, Li Xiangyang e Ma Lin. Più la collettiva Close up con 65 artisti contemporanei che rappresentano «l’anima della pittura italiana degli ultimi 25 anni».
Mostre di primavera a Palazzo Collicola Sono state inaugurate a Palazzo Collicola-Arti visive le mostre di primavera curate dal direttore Gianluca Marziani che ancora una volta, nonostante le modeste risorse a disposizione, consegna alla città tre personali e una collettiva di assoluto rilievo. Tanto che per tutta la giornata le esposizioni sono state affollate da centinaia di persone con un’altissima la presenza di visitatori cinesi arrivati in città per apprezzare gli allestimenti e le opere dei due artisti orientali. Un boom di presenze che ha costretto il personale di Palazzo Collicola a regolare gli accessi al piano nobile dove tra gli arredi sono state quasi nascoste le opere realizzate in piccolo formato dai pittori italiani selezionati per Close-up.
Olga Urbani: «Stesso respiro del Moma di New York» Sabato mattina a lodare l’ultimo sforzo di Marziani, è stata direttamente Olga Urbani che sostiene alcune delle attività di Palazzo Collicola. L’imprenditrice senza tanti giri di parole ha affermato: «Gianluca Marziani ha cambiato Palazzo Collicola, dando un tocco importante a questi luoghi, portandoli a un altro livello, un livello che personalmente respiro al Moma di New York. Spoleto merita queste mostre di respiro internazionale, come le merita Gianluca che qui all’inizio ha avuto grande difficoltà nell’affermare tendenze alternative e modernità di pensiero, a lui va la mia gratitudine».
Collettiva Close-up Marziani ha poi presentato le esposizioni di primavera «di grande eterogeneità linguistica ma di pari importanza, oggi realizziamo – ha detto – un altro di quei piccoli sogni bimestrali (le mostre si chiuderanno il 31 maggio, ndr) che facciamo ormai da 5 anni e riusciamo a realizzare con tutto il mio staff. Close up – ha poi spiegato – è viaggio nella pittura italiana degli ultimi 25 anni attraverso il lavoro di 65 artisti, selezionati con un lavoro capillare su tutta la ricerca pittorica italiana, che ci raccontano le molte anime delle pittura italiana con lavoro trasversali e anche molto anomali, il cui unico vincolo è stato il formato piccolo o piccolissimo». In Close up, tra gli altri, 108, Stefano Abbiati, Mario Consiglio, Paola Gandolfi, Jeffrey Isaac, Paolo Maggis, Marco Neri, Valeria Petrone, Cristiano Roxy in the box e Mario Vespasiani
Li Xiangyang e Ma Lin Largo poi alle personali: «Ospitiamo – ha proseguito Marziani – anche Respiro la personale di Li Xiangyang perché nella città del Festival dei Due Mondi il dialogo con un artista cinese assume significati speciali, ma anche come direttore artistico sentivo l’urgenza del confronto e per dare a ciò narrazione visiva ho ritenuto perfetto il nomadismo di Xiangyang, simbolo di fusione benevola tra Occidente e Oriente, campagna e metropoli, sogno e realtà, utopia e coscienza del reale. Nelle opere recenti l’artista vola sopra la città contemporanea, dedicando una zona della tela al ricordo in bianconero, come inspirazione verso il passato delle origini ed espirazione verso il caos del presente». In mostra a Palazzo Collicola anche Ma Lin con una mostra ispirata alle farfalle che si fondono con l’ambiguità degli uomini.
Patrick Dalli Infine Patrick Dalli l’artista maltese vivente più importante: «Dalli non riesce a staccarsi dalla sua pittura, qui in mostra ospitiamo un’analisi sui corpi femminili ritratti in varie posture, ma senza alcuna timidezza. Le diverse presenze femminili, conoscenti o amiche dell’artista, ricreano su tela l’arco temporale di una carriera, oltre quindici anni di relazione privilegiata tra corpo e pennello che ci consegnano dermografie pittoriche in cui la silhoutte è calibrata come un’isola umana, un apparato complesso che bilancia magicamente carne e spirito»
