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lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 08:38

Dal postfuturismo alla cosmopittura: una mostra celebra Antonio Fiore e i futuristi, da Balla a Dottori

‘AntoniofioreUfagrà’ visitabile al palazzo del Monte frumentario di Assisi fino al 6 gennaio 2019. Esposta anche la sua collezione

Antonio Fiore in mostra ad Assisi
«Fratello fuoco e sorella luna», di Antonio Fiore

di A.G.

Ottant’anni di età e quaranta di carriera: sono due i traguardi per Antonio Fiore, celebrati ad Assisi dalla mostra ‘antoniofioreUfagrà: dal postfuturismo alla cosmopittura’, inaugurata il 9 dicembre presso il palazzo del Monte frumentario. Promossa dal Comune di Assisi e patrocinata dall’Assemblea legislativa della Regione Umbria e dal Comune di Segni, la mostra è curata da Massimo Duranti e Andrea Baffoni e sarà visitabile a ingresso libero fino al 6 gennaio 2019. Dagli esordi alle opere più recenti, l’esposizione attraversa tutte le fasi creative dell’artista, in un itinerario stilistico dove pittura e scultura si alternano in un dialogo multiforme.

Futurismo e arte sacra Un approdo importante quello di Antonio Fiore nella città di san Francesco, voluto dal Comune e dall’Ufficio valorizzazione del patrimonio culturale e artistico e dal suo responsabile Giulio Proietti Bocchini. L’artista celebra gli ottant’anni di età e i quaranta di pittura con una mostra che vuole sottolineare il suo ruolo di continuatore del futurismo, in funzione tanto del messaggio laico quanto di quello sacro. Particolarmente significativo il ruolo avuto da Fiore, originario di Segni, proprio nell’ambito della tematica sacra. Un percorso iniziato grazie alla vicinanza con i maestri del futurismo come Sante Monachesi, Enzo Benedetto, Francesco Cangiullo e soprattutto le figlie di Giacomo Balla.

La mostra Circa sessanta le opere in esposizione, con un’attenzione particolare proprio al tema dell’arte sacra, accostata a quello della cosmo-pittura, due segmenti fondamentali per Antonio Fiore, legati alla grande tradizione dell’aeropittura. Fu grazie al perugino Gerardo Dottori che negli anni Trenta avvenne il rinnovamento dell’arte sacra futurista, in relazione alle tematiche aeropittoriche del volo come sconfinamento atmosferico e filosofico oltre i limiti terrestri. Suggestivo l’ingresso negli spazi di Monte frumentario, grazie all’ambientazione scenica costruita da Paolo Ballerani in collaborazione con Musicservice di Massimiliano Versiglioni, che permette al visitatore di immergersi nel multiforme e colorato mondo di Antonio Fiore. Su tutto campeggia l’opera omaggio ad Assisi, dove un san Francesco tradotto in chiave moderna alza la sua preghiera a Fratello Fuoco e Sorella Luna. La mostra presenta anche una sezione di circa dieci opere della collezione di Fiore, che raccoglie alcuni degli esponenti del futurismo più significativi per la sua formazione: Balla, Dottori, Prampolini, Cangiullo, Monachesi, Benedetto, Peruzzi.

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